07:54 09 Agosto 2020
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Quando i vigili del fuoco di San Francisco sono arrivati al consolato russo, dal cui tetto si alzava una colonna di fumo nero, non li hanno fatti entrare e l’opinione pubblica russa in Internet si è messa a ridere. Ma non c’è il motivo né per sorprendersi né per divertirsi.

Lasciar entrare i vigili del fuoco del paese di permanenza nelle missioni stranieri, in generale, è ammesso solo nel caso in cui brucia tutto il palazzo. La Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche stabilisce che anche "nel caso di un incendio o altra cataclisma che richiede misure urgenti" serve "il consenso del capo dell'istituzione consolare". In questo caso, questo consenso non c'era. Come non c'era neanche l'incendio, e quindi i pompieri se ne sono dovuti andare.

Qualsiasi persona più o meno competente nella storia delle relazioni internazionali, ovviamente, potrebbe spiegare che nel caso dell'evacuazione urgente di una struttura consolare, vengono sempre bruciati gli archivi, per non permettere al paese di permanenza di soddisfare la propria curiosità. Nella Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche si legge che "gli archivi e i documenti sono intangibili indipendentemente della loro localizzazione", però solitamente nessuno vuole controllare se è veramente così.

Se ipoteticamente le autorità russe chiederebbero agli USA di chiedere in 24 ore il consolato a Ekaterinburg, possiamo essere sicuri di vedere del fumo fuoriuscire dal palazzo. E i pompieri che verrano a spegnere l'incendio non saranno lasciati entrare.

I cittadini russi presenti nel distretto consolare di San Francisco è abbastanza grande. Questo richiede ai dipendenti del consolato di occuparsi dei loro doveri ufficiali, ovvero la protezione dei dati dei cittadini russi.
Allo stesso tempo, il numero di cittadini americani nel distretto consolare di Ekaterinburg è minore, quindi minore sarà anche la portata del lavoro.
Solo una cosa non è stata notata dagli osservatori: il fumo del consolato russo di San Francisco puzza di guerra.
Qualche decennio fa questo era ovvio a tutti e la reazione alla bruciatura febbrile degli archivi nell'ambasciata di una grande potenza non faceva ridere nessuno.
Probabilmente la Perestroika e il nuovo modo di pensare hanno apportato cambiamenti irreparabili nel cervello dei russi. La gente ha paura di Stalin, dell'oscurantismo ortodosso, ma non si spaventa della distruzione degli archivi. Eppure non c'è segno peggiore.

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Tags:
archivio, consolato, distruzione, chiusura, Guerra, Incendio, Russia
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