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    La reazione di Kim Jong UN al lancio

    Esperto: le sanzioni che nuoceranno di più a Kim Jong-un non saranno mai approvate

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    Oggi tutto il mondo sta pensando come evitare l’escalation militare del conflitto intorno alla Corea del Nord. Alcuni paesi hanno risposto alle provocazioni del leader nordcoreano Kim Jong-un con le sanzioni, ma nessuna sanzione sembra dare risultati.

    Nonostante il divieto dell'esportazione della produzione nazionale, Pyongyang riesce a commerciare con il mondo esterno: le vendite delle armi agli stati canaglia e ai gruppi terroristici gli garantiscono un buon guadagno, e gli attacchi hacker alle reti delle istituzioni finanziarie straniere apportano valuta. Di conseguenza, mentre il popolo vive in miseria, l'elite nordcoreana nuota nel lusso.

    Quindi quali misure possono seriamente colpire la Corea del Nord? La rivista tedesca Focus lo ha chiesto all'esperto Hanns Günther Hilpert.

    La misura più efficace e dura, secondo lui, sarebbero le sanzioni legate alla fornitura dei generi alimentari. "Malgrado le autorità sostengono il contrario, in realtà il paese dipende molto dall'importazione degli alimentari per la popolazione. Secondo le norme dell'ONU, il 40% della popolazione della Corea del Nord soffre la malnutrizione. Innanzitutto il paese dipende dell'importazione del grano". Però sanzioni del genere sono poco probabili, è sicuro Hilpert: "Il Consiglio di sicurezza non le approverà mai per una questione umanitaria".

    Per questo l'esperto trova più plausibili le sanzioni nei settori tipo l'importazione delle materie prime, la navigazione e il lavoro all'estero. Come prima misura Hilpert propone le sanzioni sull'importazione del petrolio. "La Corea del Nord subirà più danni nel caso in cui sarà vietata l'importazione del petrolio, soprattutto dalla Cina. Il petrolio ha un grande significato per l'industria debole del paese", ha detto Hilpert precisando che l'efficacia dell'embargo è incerta. "Non ci sono informazioni precise sulle riserve petrolifere della Corea del Nord e quindi possono passare alcuni anni prima che l'embargo dia i suoi frutti".

    Per l'importazione e l'esportazione dei prodotti è anche insostituibile la navigazione, che serve anche al contrabbando. "Se in futuro alle compagnie nordcoreane sarà vietato di far uscire in mare le loro navi sotto le bandiere di altri paesi e nascondersi negli offshore stranieri, questo, insieme con il controllo più intenso delle navi, complicherà considerevolmente il commercio", ha dichiarato l'esperto.

    Inoltre Hilpert propone di astenersi dall'assumere i lavoratori nordcoreani. Secondo lui, oggi Kim Jong-un fornisce all'estero lavoratori in servitù. Per esempio, in Russia i nordcoreani fanno i tagliaboschi e in Cina sono usati come manodopera nell'industria. "Il regime di Kim protegge anche questa gente per non farla scappare", ha raccontato l'esperto. "Se la Cina e la Russia strapperanno i contratti con i lavoratori, Pyongyang perderà una parte considerevole dei suoi redditi in valuta, che influenzerà sull'esercito", è convinto Hilpert.

    Però egli trova poco probabile che il Consiglio di sicurezza dell'ONU approverà almeno una di queste misure, si legge nell'articolo. "È probabile che le sanzioni non saranno approvate per il veto di Cina e Russia", considera l'esperto ricordando che "la Russia più di una volta ha ammonito alcuni paesi per le sanzioni unilaterali".

    In più anche "se il Consiglio di sicurezza le approverà, è difficile che le sanzioni nuoceranno a Kim immediatamente". "Il peggioramento della qualità della vita della gente non influenzerà il corso del governo del paese. Caso mai Kim farà soffrire la fame al suo popolo per raggiungere i suoi scopi militari", ha detto l'esperto.

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    esperto, Opinione, Sanzioni, Kim Jong-un, Corea del Nord
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