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    La bandiera di Siria

    Frankfurter Rundschau: Mosca brama gli allori siriani

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    La Russia continua a bombardare la Siria cercando di prendere sotto controllo i territori ricchi di petrolio. Lo scrive Stefan Scholl in un articolo sul Frankfurter Rundschau.

    "All'inizio di agosto Bashar Al Assad e i suoi aiutanti dall'Iran, Afganistan, Libano e Palestina hanno cominciato un'ampia offensiva contro le truppe dello Stato Islamico. Con l'appoggio massiccio dell'aeronautica militare russa sembra che l'offensiva abbia avuto successo. Secondo il ministero della Difesa russo, giovedì scorso sono riusciti a circondare i guerriglieri dello Stato Islamico circondandoli su una superficie di 2 mila metri quadri a est della provincia di Homs", scrive Scholl.

    La settimana prima si era riuscito a circondare i guerriglieri nella vicina provincia di Hama e ancora alcuni giorni fa i militari siriani hanno riconquistato Kadir, a 120 chilomentri dalla città di Deir ez-Zor da anni occupata dall'ISIS.

    "Dopo la sanguinosa presa di Aleppo… sembra che alla Russia resta di sgombrare con le bombe la via al suo alleato per la vittoria sull'ISIS", aggiunge il giornalista.

    Però, secondo Scholl, questi progressi non significano la liquidazione dell'ISIS e la pace per il popolo della Siria. "La guerra civile finisce solo quando una delle parti subisce una sconfitta militare e i territori occupati passano al vincitore", ha detto al giornale il direttore del Centro d'analisi dei conflitti del Medio Oriente dell'Istituto degli USA e Canada Alexandr Shumilin. "Oppure quando le parti arrivano alla regolarizzazione politica del conflitto", ha aggiunto.

    "Fra il regime di Assad e l'opposizione armata non è successo né questo, né quello", si legge nell'articolo. "Perfino il comando militare russo stima il numero dei guerriglieri di al-Nusra a 15 mila persone e dell'ISIS a 9 mila. Gli esperti dicono che all'esercito governativo manca la quantità e la combattività necessarie per il controllo duraturo sui territori riconquistati dall'ISIS. Anche se riuscirà a batterle le truppe dello Stato Islamico potranno consolidarsi come clandestinità radicale islamica e iniziare la guerra partigiana in Siria".

    Secondo Shumilin, "la Russia ha condotto questa guerra non tanto contro l'ISIS ma più contro i nemici di Assad. E adesso il suo prestigio è leso perché non l'alleato Assad ma i curdi e i ribelli moderati, sostenuti dagli USA, stanno assaltando Raqqa".

    "Gli esperti a Mosca indicano quale scopo dell'offensiva russo-siriana Deir ez-Zor, necessario per ottenere il controllo sui territori ricchi di petrolio a sud dall'alleanza curda". "I vincitori potrebbero non accordarsi riguardo chi avrà il possesso delle risorse della Siria orientale, e questo potrà significare una nuova escalation del conflitto", teme il politologo moscovita Azhdar Kurtov.

    "Sembra che la guerra in Siria non finirà presto", conclude l'autore.

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    interessi, Conflitto, Opinioni della stampa, Media, ISIS, Bashar al-Assad, Siria, Russia
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