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11:44 22 Agosto 2019
Presidente russo Vladimir Putin

Media: Putin ritiene i Panama papers un attacco personale e probabilmente si è vendicato

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La settimana scorsa negli USA è uscita la nuova edizione del libro dei giornalisti russi Andrey Soldatov e Irina Borogan “The Red Web: The Struggle Between Russia's Digital Dictators and the New Online Revolutionaries” che dedica un capito all’interferenza russa nelle elezioni USA. Ne parla The Washington Post.

"Secondo voi quali sono le prove più convincenti che il presidente Putin è implicato personalmente nel tentativo di interferire nelle elezioni statunitensi?" ha chiesto il giornalista Adam Taylor ai due autori.

Soldatov e Borogan hanno risposto: "Il Cremlino da molti anni usa il outsourcing e il servizio degli appaltatori. Questa è la tattica che deve ridurre il prezzo delle operazioni confidenziali all'estero. Per questo è tanto difficile provare la complicità personale di Putin. Per noi… la cosa eloquente è quello che è successo nell'autunno e nell'inverno del 2016. Nonostante Putin neghi sempre la complicità del governo russo tutti i più alti "uscieri" russi che stavano in mezzo fra servizi cibernetici russi e l'Occidente sono stati o incarcerati o licenziati segretamente. Un palese tentativo di evitare che fugassero qualche informazione".

"Consideriamo anche che nella riunione del Consiglio di sicurezza russo dell'8 aprile, quando Putin ha raccolto urgentemente solo le persone più fiduciarie (la maggior parte delle quali provengono dai servizi segreti), potesse essere stata discussa in via confidenziale la necessita di prendere delle contromisure ai Panama papers", hanno dichiarato i giornalisti.

Nel libro è stata avanzata l'ipotesi che l'intervento russo negli USA potesse essere proprio una risposta ai Panama papers.

"È stato considerato come l'attacco agli amici personali di Putin, la sua cerchia più stretta. Per Putin è un limite che non si può oltrepassare e i media russi lo hanno imparato a proprie spese… Peggio ancora è stato che Putin abbia considerato l'attacco con l'uso dei Panama papers sponsorizzato dalla gente di Hillary Clinton e questo, in certo senso, gli ha dato una giustificazione per l'operazione di risposta", hanno spiegato Soldatov e Borogan.

Nel corso dell'intervista i due giornalisti russi hanno chiarito come sono venuti a conoscenza dei presunti legami tra WikiLeaks e il governo russo.

"Nella primavera e nell'estate del 2016 WikiLeaks all'improvviso ha messo a rischio i principi che erano proclamati da Assange, e non si è astenuta dagli attacchi ai giornalisti con cui lavorava. Sapeva perfettamente a quale pericolo esponeva questi giornalisti smascherando gli schemi offshore degli amici di Putin. Per noi è una storia di tradimento dei principi e delle persone", hanno dichiarato Soldatov e Borogan.

Secondo loro "da dicembre il Cremlino e il FSB cercano di chiudere tutte le porte all'Occidente per gli specialisti di cybersicurezza russi dissuadendoli dall'avere relazioni con i colleghi in altri paesi".

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Tags:
panama papers, vendetta, interferenza, Intervista, Vladimir Putin, USA, Russia
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