01:37 17 Dicembre 2017
Roma+ 5°C
Mosca+ 7°C
    علم السعودية

    I principi scomparsi dell’Arabia Saudita

    © AP Photo/ Jacquelyn Martin
    Mondo
    URL abbreviato
    409

    Negli ultimi due anni tre principi sauditi che vivevano in Europa sono scomparsi senza lasciare traccia. Tutti e tre venivano criticati dal governo saudita, e ci sono dei testimoni che affermano che essi siano stati rapiti e riportati in Arabia Saudita, da dove non sono più giunte loro notizie.

    La mattina presto del 12 giugno 2003 un automobile del principe saudita giunge presso un palazzo nella periferia di Ginevra. Il principe si chiama Sultan bin Turki bin Abdul-Aziz, mentre il palazzo appartiene a suo zio, il defunto re Fahd. Il figlio preferito del re, il principe Abdul-Aziz Bin Fahd, ha invitato Sultan a colazione.

    Abdul-Aziz chiede a Sultan di tornare in Arabia Saudita dove, gli promette, risolverà il conflitto nato causa delle critiche del governo saudita a Sultan. Sultan rifiuta, dopo di che Abdul-Aziz chiede scusa ed esce dalla stanza. Una seconda persona nella stanza, il Ministro saudita per gli affari religiosi, lo sceicco Saleh bin Abdul-Aziz Al ash-Sheikh, anche esce, e qualche momento più tardi nella stanza entrano degli uomini col volto coperto. Questi picchiano Sultan, lo ammanettano e gli infilano un ago nel collo. In stato di incoscienza Sultan viene portato all'aeroporto di Ginevra, dove è già in attesa un trasporto aereo medico. Questa è la versione degli eventi, raccontata dallo stesso Sultan in un tribunale svizzero molti anni dopo.

    Tra i subordinati di Sultan in attesa presso l'albergo di Ginevra del suo ritorno da colazione al palazzo, c'era il suo addetto stampa Eddie Ferreira.

    "Non riuscivamo a metterci in contatto con la sicurezza. È stato il primo segnale d'allarme. Abbiamo cercato di metterci in contatto con il pricinpe, ma non c'era alcuna risposta". Più tardi in giornata apparvero due persone sconosciute.

    "L'ambasciatore dell'Arabia Saudita in Svizzera giunse accompagnato dal direttore generale dell'hotel e chiese a tutti di lasciare l'attico e uscire. Il principe si trova a Riyad, e non c'è più bisogno dei nostri servizi e siamo liberi".

    Cosa è accaduto al principe Sultan, cosa ha spinto i suoi parenti a drogarlo e a rapirlo? Era giunto in Europa per delle cure da un anno e aveva iniziato a fare delle interviste in cui criticava il governo saudita. Parlava delle condizioni dei diritti dell'uomo nel paese, si lamentava della diffusa corruzione tra i principi e i volti ufficiali del paese e parlava della necessità di condurre riforme.

    Dalla fondazione dell'Arabia Saudita da parte di Abdul-Aziz, conosciuto come Ibn Saud, il paese è una monarchia assoluta. Non è consentito nessun dissenso.

    "So che verrò rapito, oppure ucciso".

    Il principe Turki bin Bandar è stato per un certo tempo un maggiore della polizia saudita, responsabile della sicurezza della stessa famiglia reale. Tuttavia, a seguito di disaccordi interni sulla questione della successione al trono è finito in carcere e, dopo la sua liberazione, è fuggito a Parigi, dove nel 2012 ha iniziato a pubblicare video su YouTube nei quali invocava riforme in Arabia Saudita. I sauditi hanno reagito nella stessa maniera come nel caso del principe Sultan, cercando di convincere Turki a tornare a casa. Quando è stato poi chiamato dal vice ministro degli interni, Akhmed al-Salem, il principe ha fatto una registrazione e l'ha poi pubblicata su internet. "Tutti ti attendono con impazienza il tuo ritorno, che Allah ti benedica" ha detto il vice ministro.

    "Stai aspettando il mio ritorno?" E cosa dire delle lettere che i tuoi impiegati mi hanno mandato? "Tu sei un figlio di puttana, ti faremo tornare come Sultan bin Turki".

    Il vice ministro provò a calmare il principe: "loro non ti toccheranno. Sono tuo fratello".

    "No quelle erano tue, sono state inviate dal Ministero degli interni".

    Turki ha continuato a pubblicare video su internet fino a luglio 2015, dopo di ché è sparito.

    "Di solito mi chiamava ogni due mesi" dice un suo amico, blogger e attivista Vael al-Khalaf "poi è scomparso. Ho iniziato ad avere sospetti. Dopo ho saputo da un alto funzionario al governo che Turki bin Bandar si trova in Arabia Saudita, e che lo hanno catturato e rapito.

    Dopo lunghi tentativi di scoprire il destino di Turki ho trovato un articolo su un quotidiano marocchino nel quale veniva dichiarato che è stato arresto mentre tornava in Francia da un viaggio in Marocco. Non sappiamo cosa sia successo a Turki bin Bandar, ma prima della sua scomparsa è riuscito a dare ad un suo amico un libro scritto da lui con una dedica che recitava "caro Vael, so che verrò rapito, oppure ucciso. So anche che calpesteranno i miei diritti, e anche quelli del popolo saudita".

    "Un unico destino, una prigione sotterranea".

    Più o meno quando è sparito il principe Turki, un altro principe saudita, Saud bin Saif al-Nasr, membro della famiglia reale, di un rango relativamente alto, grande amante dei casinò europei e degli hotel costosi, ha condiviso il suo destino.

    Nel 2014 Saud iniziò a scrivere tweet nel quale criticava il monarca saudita. Richiedeva che i funzionari dell'Arabia Saudita, i quali sostennero la deposizione del presidente egiziano Mohamed Morsi nel 2013 venissero perseguiti. A settembre 2015 Saud si è spinto oltre. Dopo che un principe saudita anonimo gli ha scritto due lettere in cui chiedeva un colpo di stato per rovesciare il re Salman, cosa che Saud ha pubblicamente sostenuto, l'unico nella famiglia reale. È equivalso ad un tradimento. Dopo alcuni giorni ha scritto su Twitter: "Invito il popolo a trasformare queste lettere in pressione sul governo del paese". Dopo di che sul suo account Twitter non è stato pubblicato più nulla.

    Un altro principe dissidente è Khaled Farkhan, che fuggì in Germania nel 2013, crede che Saud fu messo su un volo da Milano a Roma con l'inganno di partecipare a dei negoziati con un'azienda italo-russa interessata ad aprire filiali nel golfo Persico. "L'aereo privato della compagnia con il principe Saud a bordo non atterrò a Roma ma a Riyad. Pare che i servizi segreti sauditi organizzarono tutta l'operazione. Adesso il destino del principe Saud è lo stesso del principe Turki… Un unico destino, una prigione sotterranea".

    Riyad al posto del Cairo

    Il principe Sultan, che era più in alto nella gerarchia reale, faceva avanti e indietro tra casa e prigione. Ma la sua salute peggiorò, così nel 2010 la famiglia reale decise di mandarlo in cura a Boston. Quello che ha fatto dal suo rifugio sicuro negli Stati Uniti deve aver gettato l'Arabia Saudita nel terrore: fece richiesta per un procedimento penale in una corte svizzera, accusando il principe Abdul-Aziz Bin Fahd e lo sceicco Saleh Al ash-Sheikh del suo rapimento nel 2003.

    Il suo avvocato americano, Clyde Bergstresser, ricevette un certificato medico dal Re Faisal a Riyad, dove Sultan fu ospitalizzato il 13 giugno 2003. In esso è scritto che gli fu messo un tubo in gola per farlo respirare durante l'anestesia e che una parte del suo diaframma era paralizzata, probabilmente a causa dell'aggressione.

    Per la prima volta un membro della famiglia reale saudita ha presentato una domanda per un procedimento penale in un tribunale occidentale contro un altro membro della stessa famiglia. Ma Bergstresser dice che le autorità svizzere non erano interessate a questo caso.

    "Non fu fatto nulla per scoprire cosa accadde nell'aeroporto. Chi erano i piloti? Cosa era indicato nei piani di volo di quelli aerei dall'Arabia Saudita? Il rapimento avvenne sul territorio svizzero, e le autorità dovrebbero interessarsi a come questo avvenne".

    A gennaio 2016 Sultan viveva in un costoso hotel di Parigi quando, come Saud bin Saif al-Nasra, fu portato in un aereo. Pianificava di far visita a suo padre al Cairo, famoso critico del governo saudita. Il consolato dell'Arabia Saudita propose lui e al suo entourage di 18 persone, tra cui personale medico, infermieri e guardie del corpo di Stati Uniti e Europa di usufruire di un aereo privato. Nonostante quello che accadde nel 2003, egli accettò. Due persone al suo seguito che restano nell'anonimato raccontano quello che accadde:

    "Arrivammo sulla pista dell'aeroporto dove ci attendeva un enorme aereo… su di esso era scritto "Arabia Saudita". Era un po' inquietante perché a bordo c'erano solo i membri dell'equipaggio. Erano tutti uomini".

    L'aereo decollò e i monitor mostravano che l'aereo era diretto al Cairo. Ma dopo due ore e mezza di volo i monitor si spensero. Il principe Sultan dormiva. Svegliatosi guardò fuori dal finestrino e vide che l'aereo stava atterrando in Arabia Saudita, così iniziò a bussare sulla porta della cabina dei piloti e a chiedere aiuto. I membri dell'equipaggio ordinarono al principe di restare al proprio posto.

    "Guardammo fuori dai finestrini e vedevamo persone armate con fucili che accerchiavano l'aereo" ha detto uno dei membri del suo entourage, i soldati e l'equipaggio trascinarono Sultan fuori dall'aereo mentre urlava al suo entourage di chiamare l'ambasciata degli Stati Uniti. Il principe e i suoi medici furono portati alla villa e fù affidato a delle guardie armate. Gli altri rimasero in attesa nell'aereo. Poi sono furono portati in albergo dove passarono tre giorni senza passaporti e telefoni cellulari, e gli è stato successuvamente permesso di prendere un aereo verso una destinazione a propria scelta. Prima di lasciare il paese, un funzionario dell'Arabia Saudita, il quale i subordinati principe hanno riconosciuto uno degli "assistenti di volo" nell'aereo, fece le sue scuse.

    "Lui ci disse che ci siamo trovati nel luogo sbagliato al momento sbagliato e che era rammaricato dell'inconveniente" dice uno dei dipendenti del principe.

    Un altro aggiunge: "Non mi hanno creato nessun inconveniente, mi hanno rapito e mi ha tenuto in ostaggio nel paese contro la mia volontà".

    È stata una situazione scioccante. Altri 18 cittadini stranieri sono stati rapiti oltre al principe, portati in Arabia Saudita e catturati dai militari sauditi.

    Fino ad ora non si sa niente del principe Sultan. Le autorità dell'Arabia Saudita non hanno voluto commentare.

    "Il prezzo della libertà"

    Il principe Khaled, il quale adesso si trova in Germania, teme che anche lui verrà riportato a Riyad.

    "In Europa c'erano cinque membri della famiglia reale. Abbiamo criticato la famiglia e il suo modo di governare in Arabia Saudita. Tre di noi sono stati rapiti. Sono rimasto solo io" dice lui.

    Che sia il prossimo?

    "Sono sicuro di questo. Ne sono certo da tempo. Se avessero voluto farlo, lo avrebbero già fatto. Faccio molta attenzione, ma questo è il prezzo della mia libertà".

    Correlati:

    In Arabia Saudita le donne riceveranno più diritti
    Arabia Saudita, media: Riyad non ha bisogno di una base militare turca sul suo territorio
    “Invasione saudita del Qatar difficile, più probabile colpo di stato”
    Tags:
    Diritti umani, rapimento, Arabia Saudita
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik