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    The National Interest: “politica occidentale renderà inevitabile guerra con la Russia”

    © Foto: Eliseo Bertolasi
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    La guerra tra la Russia e l'Occidente è quasi inevitabile, perché Mosca sarà costretta prima o poi a rispondere con la forza militare alle pesanti pressioni dei suoi vicini, scrive la rivista americana The National Interest.

    Come osservato dalla rivista, l'unica persona che era disposta a tener conto degli interessi nazionali della Russia era Donald Trump, ma dopo la vittoria del "partito anti-russo" negli Stati Uniti, non è più in grado di influenzare effettivamente il corso degli eventi.

    Di fatto la Russia ha "fatto ricorso alla forza militare": in Georgia nel 2008, dopo che Tbilisi ha iniziato una guerra con la Russia cercando di impedire la sua influenza nella regione caucasica, così come nella parte orientale dell'Ucraina, dopo che l'Occidente ha promosso "la rivoluzione" del 2014, a seguito della quale è stato rovesciato il presidente legittimamente eletto che aveva stipulato una serie di accordi economici con Mosca, ricorda la rivista.

    Prima della "vittoria dell'Occidente nella guerra fredda contro il bolscevismo sovietico", che secondo l'articolo era "necessaria e lodevole," gli avversari dei sovietici si trovavano a mille miglia da Leningrado. Ora le forze NATO si trovano solo ad un centinaio di chilometri da San Pietroburgo.

    "L'invasione occidentale" nelle sfere tradizionali di influenza di Mosca è una politica estremamente provocatoria e destabilizzante, sottolinea The National Interest.

    "L'Ucraina era nella sfera d'influenza della Russia. Come la Georgia. Come la Bielorussia. Come la Serbia. Tutti in certa misura sono diventati obiettivi occidentali, anche degli Stati Uniti che hanno compiuto passi significativi nella smembramento della Serbia e nell'avvicinamento della Georgia e dell'Ucraina nella NATO," — osserva la rivista.

    Alti funzionari di Washington parlano apertamente di "cambio di regime" in Russia: il governo americano finanzia le attività anti-governative di alcuni movimenti civili, grazie a cui hanno estromesso "il presidente filorusso dell'Ucraina che, anche se corrotto, era stato legittimamente eletto". Viktor Yanukovych è stato poi costretto poi a scappare dal Paese per paura di essere ucciso.

    Le azioni occidentali in Medio Oriente volte a "cambiare regime" non fanno altro che rafforzare i sospetti di Vladimir Putin in base a cui l'Occidente gli sta preparando una sorte simile.

    Di fatto la demonizzazione di Putin tra l'opinione pubblica americana e gli intellettuali ha raggiunto livelli senza precedenti. Anche se solo Hillary Clinton ha paragonato il presidente russo ad Hitler, al momento il linguaggio di altri politici è più contenuto, tuttavia il vero atteggiamento dell'Occidente nei riguardi di Putin non cambia.

    "E' difficile immaginare che questi sviluppi portino a qualcosa di diverso da una guerra — riassume The National Interest. — Gli interessi nazionali della Russia, che Trump sembrava disposto a prendere in considerazione, renderanno questa guerra quasi inevitabile".

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    Geopolitica, Politica Internazionale, Occidente, Guerra, Rivoluzione, The National Interest, NATO, Donald Trump, Vladimir Putin, USA, Russia
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