11:27 24 Settembre 2020
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“La Spagna è uno dei paesi chiave per il simbolismo dei jihadisti e l’ultimo attacco era quasi inevitabile” ha detto in una intervista La Voz de Galicia, commentando l’attentato avvenuto il 17 agosto a Barcellona, il direttore del Centro per le indagini per la sicurezza Jose Juilio Fernandez Rodriguez. Con il quale ha parlato Angel Manso.

Gli ultimi attentati "sono avvenuti in tutti i paesi attorno a noi, e quello che è accaduto qui, era solo questione di tempo".

"Lo Stato Islamico sta subendo pesanti perdite nel suo territorio in Medio Oriente, e con questi attentati in Europa cerca di vincere la battaglia con la propaganda" ha detto Rodriguez. "Gli attentati costano sempre di più, ma questo tipo di terrorismo a basso costo condotto in luoghi dove i terroristi sanno che la resistenza è improbabile, perché attaccano solo cittadini pacifici e disarmati, porta notevoli successi: Londra, Parigi, Berlino… "

Rodriguez ritiene che i jihadisti dello Stato Islamico sono diversi da quelli che il mondo ha conosciuto fino al 2000: "questi di solito commettono attentati dove vivono e usano strumenti disponibili a qualsiasi persona". L'esperto ha aggiunto che "la Catalonia, oltre a Ceuta e Melilla, è uno dei punti geografici con la più alta concentrazione di jihadisti".

Il commentatore non crede che Barcellona abbia un suo meccanismo di sicurezza. Ha osservato che dal momento in cui in Spagna è stato annunciato il 4 livello di minaccia terroristica, sono state arrestate più di 180 persone che avevano a che fare col jihadismo. "È impossibile predire azioni di questo tipo, anche se bisognerebbe analizzare se sono stati commessi errori che non hanno permesso di evitare questo attentato" ha detto lui.

"Quali sono gli errori?" chiede il giornalista.

"In Spagna amiamo manifestare il nostro "politically correct", e altre scelte non popolari tra la gente. Dal mio punto di vista è evidente come in molti luoghi della Catalogna è fallita la politica governativa. Non abbiamo inculcato nei radicali quello che c'è di buono nel nostro sistema democratico, affinché essi non si radicalizzassero ancor di più e commettessero attentati. Più del 90% dei terroristi che hanno colpito l'Europa negli ultimi anni sono cresciuti nel nostro continente e hanno studiato nelle nostre scuole, e non siamo riusciti a trasmettere loro i nostri valori. E poi, nello spirito di questi valori, dell'ospitalità, del rispetto per l'altro, gli abbiamo dato il permesso di organizzare delle "moschee in garage" grazie a fondi provenienti da paesi sospettati di sostenere il terrorismo… So che a molti non piace sentire queste storie, ma i fatti sono fatti. I terroristi si ispirano a principi religiosi dai quali non siamo in grado di difenderci. Uccidono perché qualcuno gli ha convinti che dopo la morte questo gli andrà a beneficio. Una delle soluzioni è di sicuro la secolarizzazione dell'Islam, puntare tutto sul laicismo, come già stanno facendo in Francia. E questo, come ho detto, per alcuni rimane una mossa politicamente scorretto" ha detto l'esperto.

Confrontando i recenti avvenimenti con l'attentato terroristico a Madrid nel 2004, Rodriguez ha detto che mentre i terroristi prima "per colpire dovevano organizzarsi in cellule terroristiche clandestine", "ora sono sufficienti un paio di settimane per radicalizzare una persona".

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Tags:
ISIS, Terrorismo, Attentato terroristico, Attentato, Spagna
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