05:57 17 Luglio 2018
Bandiere di Russia e UE

Le sanzioni raramente cambiano qualcosa

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I missili non sono stati ancora lanciati, ma tra Pyongyang e Washington è in corso un'altra guerra: quella economica. In passato, l'embargo raramente ha portato ad un indebolimento dei regimi indesiderati: anzi, è il contrario, scrive il Frankfurter Rundschau.

La retorica tra Donald Trump e Kim Jong-un ha già portato ad un calo di prezzi delle azioni in borsa. "Gli USA e altri paesi hanno inasprito le sanzioni non solo contro la Corea del Nord, Washington preme economicamente anche contro la Russia, l'Iran e il Venezuela. Il successo di queste misure solleva alcuni dubbi", dice l'autore dell'articolo, Stefan Kaufmann.

"Le sanzioni economiche degli ultimi decenni sono diventate uno strumento di impatto sempre più usato. Dal 1945 gli USA le hanno usate in 120 casi per trarne beneficio. Ma hanno raggiunto l'obiettivo? La storia ricorda solo alcune storie di successo nell'applicazione di sanzioni", si legge nell'articolo. L'economista americano Gary Kafbauer riporta le statistiche dal 1914 al 2009. Nei 200 casi in cui sono state applicate le  sanzioni internazionali, solo 13 volte hanno portato ad un cambiamento di rotta.

"Nel 1921, la Jugoslavia, posta sotto pressione, ha evitato l'annessione di alcune parti dell'Albania. Dopo la Seconda guerra mondiale gli USA hanno smesso di aiutare i Paesi Bassi, ai sensi del piano Marshall, costringendoli a concedere l'indipendenza all'Indonesia. Nei primi anni del 1960, commenta il giornalista, in seguito alle sanzioni USA, è stato rovesciato il governo a Ceylon, che ha nazionalizzato le compagnie petrolifere americane. Nel 1970 la pressione economica ha portato la Corea del Sud e Taiwan ad abbandonare i loro piani per la creazione di armi nucleari. Le sanzioni del 1980 hanno contribuito alla caduta del regime di apartheid in Sud Africa".

Di solito, l'autore scrive, le sanzioni colpiscono non coloro contro cui sono introdotte, ma i più poveri. Secondo il sociologo americano Joy Gordon, nel 1990, a causa delle sanzioni in Iraq, sono morti 880 mila bambini in cinque anni. Secondo l'economista americano Kenneth Rogoff, "dall'introduzione delle sanzioni spesso beneficiano i ricchi e quelli che hanno i collegamenti necessari. Un simile scenario potrebbe ripetersi con la Corea del Nord, dove il 40% della popolazione è denutrita, e il 70% riceve aiuto alimentare. Le sanzioni americane contro la Corea del Nord esistono dalla guerra di Corea. Tuttavia, la dinastia Kim continua ad essere al potere, e l'attuazione del programma missilistico è in pieno svolgimento. La pressione economica su Cuba, che gli USA hanno condotto per più di 50 anni, anche se ha ferito il paese, tuttavia, non ha portato alla caduta del regime", si legge nell'articolo.

Secondo il politologo americano Ian Bremmer, "nel caso di paesi isolati come la Corea del Nord o Cuba, le sanzioni difficilmente possono portare al cambiamento" e, come in Siria, che sta lottando per la sopravvivenza, "ci saranno problemi sempre più grossi con l'embargo".

Per ridurre i problemi per la popolazione, problemi che nascono con le sanzioni di USA e UE, già da alcuni anni si utilizzano le cosiddette "sanzioni intelligenti". "Si tratta di misure che non riguardano l'economia in generale, ma i rappresentanti dell'élite del paese" spiega l'autore. Ma l'efficacia di queste misure è molto discutibile: le sanzioni americane contro il regime siriano sono state introdotte nel 2004, prima dell'inizio della guerra civile. Il capitale straniero della famiglia Assad è stato congelato, senza effetto particolare.

Più efficaci diventano le sanzioni invece per i piccoli paesi che dipendono dal mercato mondiale. "L'embargo petrolifero è stato uno dei motivi per cui il regime iraniano ha fatto concessioni nel programma nucleare iraniano" scrive l'autore dell'articolo. "Le sanzioni occidentali hanno nuociuto leggermente l'economia russa, in tre anni di recessione, il paese ha sofferto, prima di tutto, per il crollo dei prezzi del petrolio. Secondo le previsioni del FMI, quest'anno la crescita dell'economia in Russia sarà del 1,4%". Le contravvenzioni imposte dagli USA e Europa contro la Russia, potrebbero danneggiare il presidente Putin e il suo entourage, tuttavia, afferma il giornale, sono seduti saldamente in sella.

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Sanzioni, Sanzioni, sanzioni, Penisola coreana, Russia, USA
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