17:12 19 Luglio 2018
Monumento confederato tirato già dai manifestanti

Cosa fare con i monumenti confederati dopo Charlottesville: lezione dalla Russia

© Screenshot/Derrick Lewis
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“Forse la Russia potrebbe insegnarci a come relazionarsi con gli aspetti difficili della storia degli Stati Uniti?” scrive James Glaser, direttore della Scuola di Studi Umanistici e Scienze Naturali dell'Università di Tufts (USA), in un articolo ristampato dall'Indipendent della versione britannica dell'edizione australiana di The Conversation.

"In molte città e paesi del sud degli Stati Uniti è in corso un processo di smantellamento di tutti i monumenti legati agli Stati Confederati. Emerge allora la domanda: cosa dobbiamo fare con questi resti del passato? Buttarli nella spazzatura della storia, sbarazzarcene come se non fossero mai esistiti?" dice il direttore. "Come ricercatore di politica degli Stati Uniti meridionali, di recente sono stato a Mosca per osservare come i russi si relazionano nei confronti del passato sovietico. Senza dubbio le situazioni sono abbastanza diverse: molti russi hanno vissuto in prima persona l'esperienza sovietica mentre gli americani non hanno vissuto quella degli Stati Confederati. Eppure in entrambi i casi ci si pone la domanda se valga la pena di ripulire il passato e di come farlo".

Glacer ricorda delle falci e martello sugli edifici e le infrastrutture del paese, delle statue sovietiche nella metropolitana di mosca, dei grattacieli di Stalin e delle t-shirt con simbolismo dell'URSS vendute accanto alle matrioshke, e racconta nel dettaglio la mostra di statue sovietiche smantellate nel parco delle arti "Museon". È chiaro che il Consiglio municipale di Mosca ha cercato di far capire che questa esposizione è stata organizzata non per glorificare il passato, ma per la sua documentazione" ha detto il ricercatore.

L'autore descrive l'esposizione "Museon", che comprende monumenti a Stalin e Dzerzhinsky, e anche il monumento alle vittime del regime totalitario. "Inoltre di fronte alla statua di Stalin si erige la statua del fisico russo, premio Nobel per la pace, Andrej Sakharov, uno dei più importanti dissidenti dell'epoca sovietica" ha detto Glaser.

"Perché queste scene, queste statue sovietiche morte funzionano così bene? "Secondo me" scrive l'autore "perché sono poste una a fianco all'altra e vengono inserite in un contesto"storico e culturale" come spiegano le descrizioni. Grazie alla strategia di mettere statue antisonanti l'una accanto all'altra il dialogo viene favorito dando loro un nuovo significato. Queste statue nelle loro vite precedenti erano destinate a onorare e glorificare i dirigenti sovietici e le loro gesta, mentre nella loro nuova vita sono state trasformate in arte. Il loro valore come opere d'arte può variare a seconda di come le interpreta lo spettatore".

Ne consegue che sarebbe veramente utile riunire tutte statue degli Stati Confederati in un unico luogo. Se identificarle in un contesto storico, potrebbero diventare monumenti storici della Confederazione, della guerra Civile tra Nord e Sud, della schiavitù, di Jim Crow, della resistenza e anche della politica di oggi. E il posizionamento di queste statue accanto ad altri monumenti creerebbe nuove possibilità di raccontare l'intera storia degli Stati Uniti del sud" riassume Glaser.

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Razzismo, Monumento, Razzismo, Università, USA
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