19:00 21 Ottobre 2018
Bomba nucleare americana

Süddeutsche Zeitung: invece del disarmo è arrivato il "rinascimento nucleare"

© AP Photo / Charlie Riedel
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Più di un centinaio di stati membri delle Nazioni Unite dicono di avere la necessità di ridurre gli arsenali di armi nucleari, tuttavia, le promesse dei paesi che le possiedono, hanno dimostrato di essere solo parole vuote.

Lo scrive il giornale tedesco Süddeutsche Zeitung. Invece di andare verso un mondo senza armi di distruzione di massa, gli USA e la Russia stanno migliorando e aumentando il potenziale nucleare, e nel club delle potenze nucleari entrano altri nuovi stati. Nel 2009, Barack Obama ha detto di essersi posto il compito che in quel momento gli sembrava impellente per lo stato, scrive il tedesco Süddeutsche Zeitung. "Come potenza nucleare, come l'unica potenza nucleare, che ha usato le armi nucleari, gli USA moralmente sono obbligati ad agire" aveva detto il presidente americano nel suo discorso a Praga.

Il riconoscimento dell'attacco americano su Hiroshima e Nagasaki, gli ha conferito un potere speciale, sostiene il giornale. Poteva davvero essere l'inizio di un completo disarmo nucleare, poteva portare a un mondo senza armi atomiche.

Tuttavia, anni dopo, si è scoperto che erano solo belle parole, osserva il giornale tedesco.

Le armi nucleari già da tempo sono di nuovo sulla scena mondiale, un deterrente e un modo di garantire il rispetto degli interessi: per i paesi della NATO sotto il comando americano, per la Russia, l'India e Pakistan. Israele non ha ancora ufficialmente confermato il suo programma. ù

Un caso particolare è la Corea del Nord, il cui leader, in realtà, non può usare le armi nucleari contro un altro paese, perché in tal modo il regime di Kim Jong-un si condannerebbe al crollo, scatenando una rappresaglia. In questo modo, per il suo governo l'unica garanzia di sopravvivenza è il possesso di armi nucleari, ma non il suo uso per scopi militari.

Tuttavia, le minacce nei confronti degli USA hanno raggiunto un tale livello che Donald Trump può riflettere su un attacco alla Corea del Nord. Le conseguenze saranno imprevedibili, sottolinea il quotidiano. In ogni caso, le esercitazioni di lanci missilistici intercontinentali di Pyongyang hanno fatto sì che i nervi di Washington e dei paesi vicini siano tesi al limite, si legge nell'articolo.

I test nucleari di Kim Jong-un sono stati ripetuti nel tempo, mentre la comunità internazionale alimentava il dibattito sul disarmo. La Nord Corea non ha dato fiducia alle potenze nucleari che parlavano di disarmo, mentre permettevano che si alimentasse la situazione opposta nel mondo. Recentemente 122 stati delle Nazioni Unite hanno sviluppato un accordo che vieta l'acquisto di armi di distruzione di massa e il loro possesso. Allo stesso tempo il divieto assoluto del nucleare, proposto da firmare alla riunione plenaria delle Nazioni Unite, sarà in grado di entrare in vigore, se lo ratificheranno 50 paesi. Per i critici questa è solo un'illusione, lontana dalla realtà. La rappresentante americana presso le Nazioni Unite Nikki Haley, sostenendo la posizione del governo americano sulla questione, ha detto: "Qualcuno crede che la Corea del Nord bandirà le armi nucleari?".

Questa osservazione nasconde un altro fatto, scrive il Süddeutsche Zeitung, ovvero quella dell'aggravamento delle tensioni tra Russia e USA, che hanno a disposizione circa il 90% di tutto l'arsenale di armi nucleari sul pianeta, e che non abbandonano, ma modernizzano le loro risorse.

La Germania, come stato membro, ha la sua quota di capacità nucleare, che si trova sotto la protezione americana e ciò elude la sua partecipazione alle trattative, anche se ufficialmente il governo tedesco si batte per un mondo senza armi nucleari, scrive il giornale. Ma Berlino non ritiene assoluto il divieto di questo mezzo, necessario per raggiungere obiettivi, eppure scommette sul trattato di non proliferazione nucleare, in base al quale lo stato, in possesso di armamenti nucleari, deve disarmarsi sotto controllo di altri paesi.

Nel frattempo, tutto ciò non ha impedito né il "rinascimento nucleare" nel corso degli anni, né l'adesione di nuovi paesi al club delle potenze nucleari, sottolinea il giornale tedesco. Pertanto la comunità internazionale sulla questione nucleare non solo deve fronteggiare la minaccia reale della Corea del Nord, ma anche patire questa scissione: da un lato ci sono le potenze nucleari e i loro alleati, che rappresentano una sola unità, mentre dall'altro ci sono la maggior parte dei 122 paesi, sostenitori della "soluzione radicale", per agire per la liberazione dell'umanità dalle armi di distruzione di massa, conclude il Süddeutsche Zeitung.

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