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    Forbes: anche una guerra nucleare regionale minaccia il mondo di carestia e caos

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    Anche un conflitto nucleare di carattere locale rischia di far precipitare il mondo in un autunno nucleare. Le ceneri e le polveri provocate dalle esplosioni si accumulerebbero negli strati alti dell'atmosfera per formare uno strato che assorbirebbe l'irraggiamento solare, filtrando così l'energia solare sulla superficie terrestre.

    Conseguentemente cambierebbero le condizioni meteorologiche e il mondo andrà incontro alla carestia e allo scoppio di conflitti violenti per accaparrarsi le risorse: il pianeta vivrà una piccola era glaciale, scrive per Forbes il geologo David Bressan.

    Il 1° novembre 1983 gli scienziati sovietici e americani di primo piano, tra cui lo scrittore Carl Sagan, avevano discusso le possibili conseguenze di una guerra nucleare. Oltre all'immediata distruzione delle infrastrutture e la morte di milioni di persone, gli scienziati erano preoccupati dalle conseguenze di lungo termine del conflitto nucleare.

    L'esplosione di alcune centinaia di bombe nucleari porterebbe il pianeta ad un inverno nucleare, che avrà un impatto devastante sull'ambiente e sulle risorse alimentari. Le ceneri e le polveri saliranno nell'atmosfera superiore per formare uno strato di nubi che impedirà l'irraggiamento solare sulla superficie del pianeta. Con la riduzione delle temperature del mondo per anni, se non per secoli, il mondo sprofonderà in un inverno nucleare. Private della possibilità di effettuare la fotosintesi, le piante moriranno rapidamente, provocando carenza di cibo per gli animali con conseguenze che si ripercuoteranno sulla la vita dell'uomo.

    Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia, Cina, India, Pakistan, Israele e Corea del Nord hanno bombe nucleari sganciabili con aerei e missili.

    In una guerra nucleare con l'utilizzo da 50 a 100 ordigni paragonabili a quello di Hiroshima, si formeranno 5-6 tonnellate di polvere, cenere e fumi. Accumulandosi negli alti strati dell'atmosfera, porteranno ad una diminuzione dell'irraggiamento solare e il mondo entrerà nell'autunno nucleare, prevede Bressan.

    La temperatura si ridurrà notevolmente e rimarrà ai livelli più bassi degli ultimi 25 anni. Di conseguenza il periodo vegetativo si ridurrà di 10-40 giorni. La riduzione dei volumi delle colture genererà il problema della fame.

    La variazione di temperatura cambierà il meteo. Il volume delle precipitazioni nella stagione dei monsoni, che portano piogge in Asia, potrebbe ridursi del 20-80%. Il grande sistema di circolazione basato sui monsoni ha un impatto globale. In questo modo l'Africa, l'Australia, il Nord e il Sud America potrebbero diventare più aridi.

    Circa un miliardo di persone rischiano di subire gli effetti della carestia. Conseguentemente scoppieranno rivolte su larga scala e divamperanno nuovi conflitti nella lotta per le risorse limitate.

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    Vita, Terra, Armi nucleari, Ambiente, Scienza e Tecnica, Guerra, Forbes
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