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    Politico: Gli USA non vanno d’accordo non solo con Putin ma con tutta la Russia

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    Negli Stati Uniti molti accusano Vladimir Putin per il peggioramento dei rapporti russo-americani, però in realtà fra i due paesi la discordanza esiste da sempre. Lo scrive nel suo articolo su Politico Thomas Graham.

    In seguito all'approvazione delle nuove sanzioni contro la Mosca i rapporti fra Russia e USA sono arrivati al punto più basso dai tempi della guerra fredda, scrive Graham.

    I due paesi, continua l'autore, si accusano a vicenda di quello che sta succedendo. E in più cercano di migliorare i rapporti e si comportano come se l'antagonismo esistente sia temporaneo.

    Malgrado molti negli USA accusano Vladimir Putin del peggioramento dei rapporti, la verità è questa: i rapporti fra i due paesi sono sempre stati complicati e i periodi di cooperazione brevi.

    "Gli USA non vanno d'accordo non solo con Putin, ma con la Russia in generale", sottolinea Graham.

    La Russia e gli USA si prendono a cornate da quando alla fine del XIX secolo gli Stati Uniti sono diventati una potenza e hanno iniziato fare concorrenza all'Impero russo per l'influenza sulla Manciuria.

    È probabile che lo sviluppo degli eventi mondiali abbia cambiato il carattere di questa concorrenza e i successi tecnologici hanno aumentato i rischi, ma i settori della discordanza sono rimasti gli stessi: i valori, le zone d'influenza, i principi dell'ordine mondiale.

    "Non c'è niente di nuovo neanche nell'intervento negli affari interni degli USA. Durante i 74 anni di regime comunista questa minaccia era sempre presente", si legge nell'articolo.

    Neppure dopo il crollo dell'URSS le relazioni sono migliorate. Gli USA hanno imposto alla Russia l'ordine liberale democratico del mercato libero, che aveva già portato prosperità e pace in Occidente. La Russia acconsentì tacitamente perché immersa nella crisi sociale ed economica. Ma man mano che con Putin si ricostruiva l'economia russa e si rinforzavano le aspirazioni tradizionali del paese è apparsa di nuovo la tensione storica fra i due paesi. Il momento culminante è arrivato tre anni fa quando, è scoppiata la crisi ucraina e i rapporti russo-americani si sono crollati.

    "Gli USA devono fare i conti con la dura verità: la Russia forse non diventerà una democrazia liberale di stampo occidentale", è convinto l'autore.

    E intanto la presenza seria della Russia sull'arena mondiale è sostenuta dalla sua posizione geografica nel centro dell'Eurasia, il suo arsenale nucleare e le ricchezze naturali, insieme con l'esercito sempre più potente, il corpo diplomatico e la società scientifica creativa che riesce adeguare le tecnologie agli scopi dello stato.

    Nonostante le previsioni della decadenza, la Russia rimane un grande giocatore.

    "Washington non ha altra alternativa se non cooperare con la Russia così com'è", scrive Graham.

    Sorge quindi una domanda: come costruire i rapporti con un paese grande e potente che ha un significato particolare per la sicurezza nell'Europa, ma condivide altri valori e fa concorrenza per l'influenza in altre regioni strategiche?

    Si legge nell'articolo che in questo caso la variante migliore è il contenimento rinforzato con le sanzioni, cioè proprio quello che hanno scelto i circoli governativi negli USA. Però Washington non può isolare effettivamente una delle economie più grandi del mondo, soprattutto quando i paesi che prendono peso, come la Cina e l'India, non sono pronti a seguire il suo esempio.

    "Le sanzioni alla fine saranno una delusione soprattutto perché secondo la Russia ci sono i suoi interessi vitali in gioco", è convinto Graham.

    Secondo l'autore esiste una variante migliore: condurre gli affari con Mosca in modo pragmatico e concentrarsi sul controllo della concorrenza geopolitica con lo scopo di limitare al minimo il rischio di un conflitto. Gli USA devono sempre difendere i loro interessi vitali, ma essere pronti a un compromesso in altre questioni se non presentano una minaccia ai propri principi generali.

    "Washington e Mosca devono ammettere che il disordine mondiale crescente richiede rapporti più bilanciati che potrebbero promuovere gli interessi dei due paesi senza ignorare la discordanza storica", conclude Graham.

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