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    Media: I progetti comuni Russia-Cina girano a vuoto nonostante le dichiarazioni d’amicizia

    © REUTERS/ Kim Kyung-Hoon
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    Nonostante tutte le dichiarazioni dell'amicizia di Xi Jinping e Vladimir Putin ancora non si vedono tanti successi nei progetti comuni, scrive il giornale Le Monde.

    I rapporti fra Russia e Cina "sono sereni come mai prima" e i leader non perdono l'opportunità di dimostrarlo, scrive Le Monde. Ricevendo Xi Jinping a Mosca poco prima del summit G20 di Amburgo Vladimir Putin gli ha consegnato la alta onorificenza russa: l'ordine di Sant'Andrea. Pechino ha ricambiato pochi giorni dopo vietando nel microblog Sina Weibo (l'analogo cinese di Twitter) "qualsiasi critica a Vlidimir Putin" e inoltre il presidente russo è stato il primo leader straniero onorato con questa "protezione", si legge nell'articolo.

    "Probabilmente questo è il periodo migliore nella storia del partenariato e della cooperazione strategica fra Cina e Russia", ha dichiarato Xi Jinping a Mosca. Il progetto molto importante per il leader cinese della creazione dei nuovi itinerari commerciali fra l'Asia e l'Europa sull'esempio dell'antica via della seta abbraccia decine di paesi e "accende l'appetito" considerando gli investimenti di un trilione di dollari promessi, scrive il giornale. Non è un caso che Putin fosse nella prima fila dei leader invitati il 14 maggio a Pechino al summit del progetto "Nuova via della seta".

    Sullo sfondo delle sanzioni occidentali nel 2014 Putin "si è rivolto ai vicini cinesi" sperando non solo di uscire dall'isolamento ma anche di trovare l'alternativa ai mercati occidentali, si legge nell'articolo. Anche Xi Jinping ha subito la critica americana dopo essere salito al potere nel 2012 e quindi ha fatto la sua prima visita ufficiale in Russia. Le Monde ricorda che da allora i due leader si sono incontrati 22 volte. "Le dimostrazioni pubbliche sono importanti per la politica estera russa e cinese dove il simbolismo ha un ruolo significante, però in pratica le trattative possono andare per le lunghe e non avere risultati concreti", suppone Alexandr Gabuev esperto di Asia Centrale presso il Carnegie di Mosca.

    In Russia "il progetto del secolo" cinese causa interesse e preoccupazione nella stessa misura. "Le nuove vie della seta" di Pechino sono destinate innanzitutto ai paesi dell'Asia Centrale: l'itinerario terrestre principale che deve collegare le tre regioni cinesi con l'Europa passa fra Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan, Turkmenistan, Iran e Turchia. Un altra via va fra il Kazakistan e il mar Caspio. La terza coinvolge la Russia, ma solo in un piccolo tratto.

    E intanto il progetto della ferrovia veloce fra Mosca e Pechino (7 mila chilometri), pianificata già da tanto, ancora non è andata avanti. Anche il primo tratto Mosca-Kazan con la lunghezza di 800 chilometri non sarà finito prima del dicembre 2021.

    Rimane Il Passaggio a nord-est, nell'Artico, nel quale la Russia sta investendo sempre di più. L'itinerario permette di accorciare 3 mila chilometri e diminuire il tempo del trasporto merci da Shanghai a Rotterdam in comparazione con l'itinerario fra il Canale di Suez. Questa "Via della seta giacciata" richiama molto l'interesse di Pechino. Ma nonostante le belle parole i progetti comuni del programma "Nuova via della seta" girano a vuoto anche per quanto riguarda gli investimenti, si legge nell'articolo. I grandi piani nel settore del commercio reciproco — fino a 100 miliardi dollari entro il 2015 — non sono stati raggiunti. Nel 2016 si è arrivato solo a 66 miliardi. La cooperazione economica dei due paesi in maggior parte è limitata al settore energetico. Ci sono voluti più di 10 anni di trattative sui prezzi per il gas per firmare alla fine un contratto sul progetto colossale del gasdotto "La forza della Siberia" (4 mila chilometri). Come ha promesso il direttore di Gazprom Alexey Miller le prime forniture di gas russo in Cina dovrebbero iniziare a dicembre del 2019, scrive Le Monde.

    "Gli investimenti sono frenati dalla cattiva reputazione della Russia fra gli investitori cinesi privati, la mancanza d'informazione, l'assenza di riforme strutturali e la difesa della proprietà, il cambio continuo delle regole del gioco, la caduta dei prezzi del petrolio e la sanzioni", è convinto l'esperto del Centro Carnegie. Secondo lui l'altro ostacolo sono anche le tariffe doganali basse tra la Cina e il Kazakhstan. Secondo Gabuev in prospettiva è possibile firmare l'accordo del commercio libero, però "per questo processo ci vorranno anni". Nonostante le belle parole i rapporti fra Russia e Cina risentono della "sfiducia legata, eredità del passato", sottolinea il giornale.

    Inoltre lo sviluppo dei grandi progetti non esclude il rischio della tensione nella lotta per le sfere d'influenza. "Le vie della seta" cinesi possono aumentare seriamente l'influenza di Pechino nella regione che Mosca ritiene sua zona strategica: annunciata nel 2010 e lanciata solennemente nel maggio del 2014 l'Unione economica eurasiatica (Russia, Kazakhstan e Bielorussia che poi erano raggiunte dall'Armenia e Kirghizistan) è stata pensata da Putin come un ampio spazio economico, commerciale e politico. Però il rafforzamento dell'influenza cinese è "un processo inevitabile contro il quale la Russia non può fare niente", ha detto l'esperto del Centro Carnegie.

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