14:08 21 Agosto 2017
Roma+ 29°C
Mosca+ 28°C
    Bandiere di Israele e Palestina

    Autonomia palestinese: la calma può divenire caos

    © Fotolia/ viperagp
    Mondo
    URL abbreviato
    241410

    Il re di Giordania ha fatto visita al leader palestinese Mahmoud Abbas, per festeggiare insieme la vittoria su Israele al monte del Tempio a Gerusalemme.

    Molti osservatori ritengono che questo successo per Abbas potrebbe essere l'ultimo: i suoi rivali gli respirano sul collo, scrive l'editorialista del Mediooriente del Die Welt, Gil Jaron.

    "Nei 12 anni trascorsi dopo la sua vittoria alle elezioni, Abbas non è stato in grado vantare un gran numero di successi. In realtà, il suo mandato si è concluso nel 2009, tuttavia, la guerra civile con il gruppo radicale islamista Hamas, che dopo la vittoria alle elezioni ha preso il controllo della striscia di Gaza, ha diviso il popolo. Abbas ha sciolto il parlamento e governa con i decreti" ricorda l'autore.

    "Il conflitto con Hamas ha fatto si che il leader dell'autonomia palestinese limitasse per la propria popolazione della regione l'elettricità e servizi sanitari. A Gaza c'è stata un'ondata di licenziamenti, sono stati tagliati gli stipendi dei dipendenti pubblici. Sulla riva occidentale Abbas si è trasformato in un autocrate, per la persecuzione dei membri di Hamas, gli avversari politici e blogger. Tuttavia, nei confronti di Israele ha rispettato il principio di non-violenza nel confronto e nelle trattative" scrive Yaron, sottolineando che nel popolo la collaborazione con i servizi segreti israeliani provoca una reazione negativa.

    "Il processo di pace non si muove dal punto morto, gli insediamenti israeliani si moltiplicano, gli indicatori dell'economia palestinese cadono, e insieme a loro, la popolarità di Abbas" si legge nell'articolo.

    Così è stato fino all'ultima crisi per la moschea di Al-Aqsa, sacra per i musulmani. Palestinesi e giordani si sono arrabbiati perché il premier israeliano Netanyahu ha rafforzato le misure di sicurezza al monte del Tempio dopo l'uccisione di due poliziotti israeliani. "Abbas ha approfittato della crisi per cambiare politica", scrive l'autore. "Ha preso una posizione da leadership religiosa per le grandi masse" ha detto in un'intervista al giornale Khalil Shikaki, autorevole sociologo palestinese.

    "Improvvisamente Abbas ha preso una posizione dura e ha parlato della protesta popolare, proteste di massa, nel corso delle quali spesso ci sono scontri violenti" ha detto il giornalista. Il cambio di posizioni radicale di Abbas gli ha dato successo: "la pressione da parte della Giordania e il pericolo di una escalation di violenza ha spinto Netanyahu ad annullare le nuove misure".

    Secondo l'autore, questo successo ha un retrogusto amaro: "lo ha fatto utilizzando gli strumenti che ha prima respinto. Inoltre, questo potrebbe essere il suo ultimo successo: il leader ha 82 anni, non gode di ottima salute". Tutti si chiedono che cosa avverrà dopo le sue dimissioni o la sua morte, scrive Jaron.

    "Secondo la costituzione, il potere passa in questo caso, al presidente del parlamento, fino alle elezioni. Tuttavia, il movimento di Abbas, Fatah, non voterà per questa decisione: il presidente del parlamento Aziz Duek è membro di Hamas. Per molti anni Abbas ha tardato la formazione nelle file del suo partito per un potenziale successore, temendo che diventasse un pericoloso rivale", si legge nell'articolo.

    Nel febbraio di quest'anno, per la carica di vice presidente del partito è stato nominato Mahmoud al Aloul, a cui manca fama e sostenitori. "Non andrà male per Marwan Barghouti. Come rappresentante di una generazione più giovane di attivisti di Fatah, già da molti anni è in testa nei sondaggi. Ha iniziato la sua carriera come terrorista, ma nel 1990 si è trasformato in un sostenitore di un accordo di pace con Israele. Tuttavia, dal'inizio della seconda intifada nel 2000 è di nuovo la cima di una cellula terroristica"  ricorda il giornale. Il tribunale israeliano lo ha condannato al carcere a vita, dalla prigione per lui non sarà facile prendere il posto di Abbas.

    "Inoltre, ha un potente concorrente: il nemico giurato di Mahmoud Abbas è Mohammed Dahlan. L'ex capo del servizio di sicurezza dell'Autonomia palestinese è caduto in disgrazia con Abbas, dopo aver perso la guerra con Hamas a Gaza. "Mentre si trovava in esilio negli Emirati Arabi, ha potuto dichiararsi ad alta voce. Con l'aiuto del denaro dei membri degli Emirati Arabi, ha costruito un campo di profughi palestinesi. Il suo rapporto esclusivo con l'Egitto, gli ha fornito il ruolo di intermediario tra il Cairo e Hamas. Già si parla di un accordo che prevede che Dahlan assuma la guida della striscia di Gaza per mettere fine all'occupazione della regione: un ottimo inizio, per diventare il leader di tutti i palestinesi" dice l'autore.

    Tuttavia, non bisogna dimenticare la vecchia guardia che tira i fili giusti a Ramallah. "Si tenta di dividere il potere tra i rappresentanti o designare un candidato di compromesso, che sarebbero in grado di controllare" scrive Gil Jaron.

    Secondo gli esperti, "senza elezioni e successore, in caso di imprevisto, di dimissioni o di cura Abbas, andare in guerra con gli alleati, creerebbe terreno fertile per diversi gruppi radicali. Dopo anni di calma e di piccole vittorie sul monte del Tempio, Abbas alla fine, può danneggiare seriamente il suo popolo", conclude l'autore.

    Correlati:

    Abbas da Putin per raccontare eventi in Palestina sullo sfondo del conflitto con Israele
    Russia, ambasciatore Palestina: soluzione conflitto è nell’interesse anche di Israele
    Angela Merkel annulla visita in Israele: è delusa dalla legge sulle colonie in Palestina
    Tags:
    conflitto, Hamas, Palestina
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik