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    Il leader della Corea del Nord durante un lancio missile

    Gli USA possono risolvere il problema nordcoreano, ma il successo non è garantito

    © Foto: KCNA
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    Washington deve trovare una via diplomatica per la risoluzione di un conflitto, scrive Politico.

    Sullo sfondo dell'aggravarsi della crisi nucleare e missilistica per i programmi nordcoreani, sempre più rilevanza acquisisce la domanda su come gli USA possono rispondere alla corrente minaccia di Pyongyang. Sicuramente, a disposizione di Washington ci sono una serie di opzioni per affrontare il problema della Corea del Nord con la forza: un'invasione su larga scala, attacchi missilistici puntiformi, attacchi informatici o un'operazione segreta per eliminare il leader del paese, ma nessuna è accettabile per Washington, scrivono Jacqueline Klimas e Brian Bender in un articolo per Politico. 

     

    Scrivono gli autori, che ognuna di queste varianti comporta rischi enormi, tra cui grandi costi umani, l'uso di armi nucleari da parte dei terroristi o la diffusione del conflitto in tutta l'Asia. È necessario prendere in considerazione ciascuna delle opzioni proposte e analizzare i rischi associati.

    In primo luogo, per evitare l'uso del nucleare da parte della Nord Corea, un attacco nucleare può essere lanciato dagli USA, che si propongono di realizzare un attacco su larga scala nel territorio dello stato. Per farlo ci sono piani e truppe, preparate in caso di invasione da parte della Corea del Nord verso quella del Sud. Tuttavia anche con le moderne forze armate americane, in questo scenario, sarebbe estremamente difficile ottenere il rovesciamento del governo di Kim Jong-un.

    In particolare, anche se la Corea del Sud è in allerta e si trovano lì più di 25mila soldati americani, che inizieranno l'offensiva insieme alle truppe sudcoreane, per un'invasione su vasta scala in Corea del Nord da parte degli USA, è necessario non solo l'aiuto dell'aviazione e della marina, ma anche aiuto per il trasferimento delle truppe provenienti da altre regioni. Inoltre, l'operazione offensiva americana e sudcoreana potrebbe infastidire la Cina, aumentando la possibilità di un confronto tra due grandi potenze. 

    Gli esperti avvertono che un attacco contro la Corea del Nord può diventare l'occasione per Pyongyang di realizzare un massiccio bombardamento di artiglieria e razzi in Corea del Sud, in particolare, contro Seoul.

    In secondo luogo, l'alternativa può essere ottenere un cambiamento di regime in Corea del Nord. E per la distruzione della leadership, gli USA possono compiere incursioni di terra con le forze speciali, con l'aviazione o droni. Oltre a questo, Washington può sostenere il governo nordcoreano in esilio, che contribuirà alla realizzazione di un colpo di stato con i cittadini scontenti del paese.

    Tuttavia, come è stato evidente in Libia e in Iraq, il cambio di regime non può essere portato a termine se poi si abbandona il paese. In tali circostanze, le nuove autorità possono rivelarsi più antiamericane e provocatorie rispetto alle precedenti. Inoltre, a seguito al rovesciamento del regime, nelle loro mani possono finire le armi nucleari del paese. Infine, un attentato a Kim può diventare l'occasione per un massiccio attacco missilistico di Pyongyang contro gli USA.

    In terzo luogo, gli USA potrebbero procedere via aria con attacchi missilistici, distruggendo con l'aiuto dei bombardieri a lungo raggio, gruppi di portaerei e missili da crociera, l'infrastruttura chiave nordcoreana, le loro industrie per il nucleare. Nel 1990 l'allora presidente americano Bill Clinton ha considerato questa opzione. Ora, però, raggiungere questo obiettivo può essere ancora più difficile di allora.

    Ciò è dovuto al fatto che Pyongyang ha ottenuto un notevole successo nei programmi missilistici e nucleari. In particolare, il paese è dotato di lanciatori mobili, la cui posizione verrà definita con grande difficoltà. A causa della complessità della distruzione di tutti gli obiettivi, senza dati precisi sul loro numero, persiste il rischio che Pyongyang applichi il restante potenziale contro la Corea del Sud.

    In quarto luogo, invece di utilizzare l'aviazione dell'esercito americano, gli USA possono colpire i programmi missilistici e nucleari nel cyber spazio. Secondo alcuni, il lavoro in questa direzione è già in corso. In particolare, nel mese di marzo il New York Times ha pubblicato informazioni, secondo le quali i militari del paese, con l'aiuto di mezzi cybernetici ed elettronici, possono bloccare i missili della Corea del Nord dopo il loro lancio. Successivamente, la Corea del Nord ha dovuto affrontare una serie di errori dei suoi missili, ma per dire con certezza che gli errori fossero collegati all'intervento americano o dovuti a difetti tecnici, non è possibile. Tuttavia, gli esperti ritengono che lo sviluppo in questa direzione sia estremamente importante, anche se non è sufficiente per risolvere il problema.

    Infine, l'ultima possibilità di risolvere il problema nordcoreano, può diventare l'opzione secondo cui le azioni americane sono ridotte a rispondere all'attacco della Nord Corea. In questo caso, se Pyongyang ha il coraggio di mantenere la sua promessa e compiere un attacco missilistico sull'isola di Guam, allora, come sottolineano gli esperti, probabilmente, gli USA cercheranno di distruggere i missili con l'aiuto dell'aviazione, o abbatterli in aria con l'aiuto dei sistemi di difesa THAAD e Aegis.

    Questa opzione è anche associata ad un rischio: la distruzione dei lanciatori può portare ad una escalation del conflitto. Inoltre, una parte di missili è in grado di superare il sistema anti missile. Anche se il sistema THAAD, progettato per la distruzione di missili piccoli, medi e grandi, non è stato progettato per la protezione contro i missili balistici intercontinentali, testati durante le esercitazioni dalla Corea del Nord.

    Dunque è evidente perché gli esperti chiedono all'amministrazione americana di cercare vie diplomatiche per la risoluzione dei conflitto, in particolare, l'ex ambasciatore americano presso le Nazioni Unite Bill Richardson dice che gli USA non possono più richiedere a Pyongyang la cessazione del programma nucleare e missilistico, ma fare i conti con la presenza della Corea del Nord e passare ad una strategia di contenimento. E' necessario chiedere il congelamento delle attività nucleari nordcoreane, la riduzione dell'arsenale e l'accesso degli addetti al monitoraggio.

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    missile, Guerra, Rivista di Studi Politici Internazionali, USA, Corea del Nord
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