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    Navi cinesi presso le isole contese nel Mar Cinese Meridionale

    Esperto: Il Mar Cinese Meridionale si sta trasformando in un "imbuto geopolitico"

    © REUTERS/ U.S. Navy
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    La Cina ha accusato gli Stati Uniti di una grave violazione della sua sovranità. Tuttavia, Washington non è pronta a rinunciare alla sua presenza in questa regione. Questo parere è stato dichiarato dall'esperto militare Vladimir Terekhov su Radio Sputnik.

    La Cina ha accusato gli Stati Uniti di una grave violazione della sua sovranità e del diritto internazionale dopo che un cacciatorpediniere americano si è avvicinato alle isole Spratly nel Mar Cinese Meridionale, che Pechino considera proprie. Questo è indicato nel messaggio del Ministero degli Affari Esteri della Cina.

    Il cacciatorpediniere americano "John S. McCain" si è avvicinato alle isole di Nansha (Spratly) senza l'autorizzazione delle autorità cinesi. La nave americana ha violato le leggi della Cina e le norme pertinenti del diritto internazionale, violando gravemente la sovranità della Cina, minando la pace, la sicurezza e l'ordine in queste acque" ha dichiarato il portavoce ufficiale del dipartimento di politica estera Geng Shuang.

    Il Ministero degli esteri cinese ha espresso malcontento nei confronti degli USA. "Ulteriori provocazioni da parte USA obbligheranno la Cina a prendere misure per migliorare la difesa del proprio territorio" ha aggiunto il rappresentante del Ministero.

    Geng Shuang ha osservato che gli sforzi congiunti di Pechino e dei paesi Asean hanno permesso di ridurre la tensione del mar Cinese Meridionale. "In questo contesto alcune forze straniere vanno contro corrente con il pretesto della "libertà di navigazione" cercando di destabilizzare la situazione. Questo alla fine dimostra chi non vuole veramente mantenere la stabilità nel mar Cinese Meridionale, il principale fattore che contribuisce alla militarizzazione del mar Cinese Meridionale" ha sottolineato.

    Il Ministero della difesa cinese ha ordinato gli Stati Uniti di porre immediatamente fine alle provocazioni nel mar Cinese Meridionale.

    In precedenza è stato comunicato che il cacciatorpediniere "John S. McCain" nell'ambito dell'operazione "libertà di navigazione" ha navigato vicino la scogliera di Misschif (Meiji), parte dell'arcipelago Spratly. "Tali provocazioni da parte americana costringono la Cina ad adottare misure per proteggere il suo territorio", ha aggiunto il diplomatico, esortando Washington a rispettare la sovranità e gli interessi della sicurezza della Cina.

    L'esperto per le questioni della regione Asia-Pacifico, Vladimir Terekhov in onda su Radio Sputnik ha detto che la situazione potrebbe svilupparsi in maniera imprevedibile.

    "La situazione potrebbe trasformarsi gradualmente in quello che sta accadendo nella penisola coreana: aumenti periodici di tensione e un possibile confronto. La tensione cresce. Si tratta di un processo graduale e la cosa più spiacevole è che il mar Cinese Meridionale sta diventando un imbuto geopolitico che attira a sé tutti i paesi, indipendentemente dalle loro dimensioni. Una situazione negativa" ha dichiarato Vladimir Terekhov.

    L'esperto ha messo in guardia circa il possibile scoppio di un conflitto militare nella regione.

    "Gli Stati Uniti difficilmente rinunceranno alla presenza nella regione. Dagli anni '50 si vennero a creare una massa di alleanze bilaterali. I tentativi di uscire da questi accordi sono emersi già durante l'amministrazione Barack Obama. Ma è scoppiato lo scandalo tra gli alleati non solo in Europa ma anche in Giappone e in altri paesi e gli Stati Uniti si sono tirati indietro. In questo c'è l'insidia e la forza di attrazione di questo imbuto politico. C'è un detto: è facile entrare in guerra ma è difficile uscirne. Tutti coloro che hanno cominciato grandi guerre erano a conoscenza delle possibili conseguenze. Ma, ahimè, nella storia dell'umanità si verifica questa situazione, quando qualcuno ritiene che enormi danni siano l'inevitabile conseguenza di una soluzione militare al problema. Di solito, il problema non è risolto con la forza, ma evitare questo è praticamente impossibile" ha detto l'esperto.

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    Geopolitica, geopolitica, Situazione nel Mar Cinese Meridionale, il ministero degli Esteri, marina USA, Geng Shuang, Cina
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