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    Crisi Nord Corea, “USA ricattano la Cina con sanzioni contro le banche”

    © AP Photo/ Andy Wong
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    In un'intervista con Sputnik il direttore del Centro di Studi coreani dell'Istituto di Ricerche Orientali dell'Accademia Russa delle Scienze Alexander Vorontsov ha bollato come ricatto contro la Cina il rinvio temporaneo delle sanzioni statunitensi contro le banche cinesi dopo il sostegno di Pechino alle sanzioni del Consiglio di Sicurezza ONU.

    Ieri alcuni anonimi funzionari dell'amministrazione americana avevano segnalato all'agenzia Reuters l'introduzione di sanzioni contro alcune banche cinesi per i loro legami con la Corea del Nord. Allo stesso tempo gli Stati Uniti hanno rinviato l'inizio di una altisonante inchiesta per violazioni dei diritti di proprietà intellettuale da parte della Cina.

    E' stato fatto per dare tempo a Pechino per dimostrare quanto sostiene nella pratica le nuove azioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite contro Pyongyang promosse dalla Casa Bianca. Gli Stati Uniti affermano che la presunta minaccia di sanzioni unilaterali americane contro le imprese cinesi con contatti in Corea del Nord e la pressione commerciale di Washington hanno contribuito a convincere la Cina a rinunciare alla linea contro le sanzioni a danno di Pyongyang.

    Legare il sostegno delle sanzioni da parte della Cina contro la Corea del Nord in cambio del congelamento delle sanzioni statunitensi contro le banche e le imprese cinesi è sbagliato, ritiene l'esperto del Centro per l'Asia-Pacifico e per la strategia internazionale dell'Accademia Cinese delle Scienze Sociali Wang Jinsheng:

    "La tesi secondo cui la Cina sia stata costretta dalla pressione degli Stati Uniti ad accettare la risoluzione sulle sanzioni contro la Corea del Nord non corrisponde al vero. La Cina ha responsabilità in qualità di grande potenza, tenendo conto la presidenza temporanea del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

    Quando si tratta di prendere decisioni, la Cina tiene conto della tradizione, della posizione geografica e dell'importanza di uno Stato. Dopo i test nucleari in Corea del Nord in violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite, la Cina non aveva altra scelta che sostenere l'inasprimento delle sanzioni contro la Corea del Nord. Gli Stati Uniti, la Corea del Sud e il Giappone ritengono che la Cina stia mettendo pressione sulla Corea del Nord per le pressioni della comunità internazionale. In realtà occorre capire chiaramente che la Cina ha le sue ragioni per fare pressione sulla Corea del Nord: Pyongyang viola le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la sicurezza della Cina."

    Fonti anonime della Casa Bianca hanno avvertito che seguiranno da vicino il comportamento e il rispetto della Cina in merito alle nuove sanzioni contro la Corea del Nord, dal momento che la pazienza di Washington con la Cina è poca. In questo caso l'amministrazione Trump tiene in caldo misure come le sanzioni contro le banche e le imprese cinesi per i loro presunti legami nei programmi militari della Corea del Nord.

    Alexander Vorontsov ha condiviso il parere di alcuni osservatori, secondo cui gli Stati Uniti considerano le nuove sanzioni contro la Corea del Nord come una loro vittoria diplomatica sulla Cina:

    "Questa interpretazione è giustificata. Il rappresentante russo alle Nazioni Unite Vitaly Nebenzya ha osservato che come da prassi la Cina e gli Stati Uniti avevano discusso a lungo la bozze di risoluzione, ma quando è diventata di dominio pubblico, gli Stati Uniti hanno chiesto di approvarla il più presto possibile, lasciando poco tempo per analizzare il documento.

    Negli ultimi anni gli Stati Uniti, con Trump è diventato particolarmente evidente, esercitano al massimo la pressione sulla Cina, nella convinzione che sia l'unico modo per costringere Pechino ad esercitare la sua influenza sulla Corea del Nord. Allo stesso tempo usano attivamente la politica delle sanzioni contro le imprese cinesi che operano in Corea del Nord. Si tratta di un vero e proprio ricatto."

    Di conseguenza, come ritenuto da molti esperti, Donald Trump è finito in una trappola. "Non è in grado di risolvere autonomamente la questione nordcoreana senza la Cina. Ma la Cina non risolve il problema come vogliono vederlo gli Stati Uniti, non è nel loro interesse nazionale. Allo stesso tempo il presidente degli Stati Uniti ha promesso ai suoi elettori misure rigide nel commercio con la Cina. Di qui il suo gioco con le sanzioni contro la Cina. Ha bisogno di un successo rapido sulla questione nordcoreana. Tuttavia senza nessun negoziato con Pyongyang non risolverà la crisi e avviare trattative con Pyongyang è impossibile per motivazioni di politica interna. Pertanto la risoluzione sulle sanzioni contro la Corea del Nord viene propagandata come una vittoria su Pyongyang e sulla Cina.

    Ma le nuove sanzioni, come le precedenti, non risolveranno la crisi coreana. La sua soluzione è nell'iniziativa russo-cinese di congelare il programma missilistico nordcoreano in cambio della fine delle esercitazioni militari degli Stati Uniti con Corea del Sud e Giappone. Ma la proposta è stata respinta dagli Stati Uniti, che giudicano come una concessione a beneficio della Corea del Nord."

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    Tags:
    Sanzioni, Geopolitica, Politica Internazionale, Consiglio di Sicurezza ONU, ONU, Donald Trump, Penisola coreana, Corea del Nord, USA, Cina
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