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23:32 19 Settembre 2019
Le bandiere di Cina e India

Strategist: nuova guerra di confine tra India e Cina?

© REUTERS / Adnan Abidi/File Photo
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Le autorità cinesi potrebbero trovare opportuno condurre una piccola guerra vittoriosa contro l'India.

La nuova crisi indo-cinese sull'altopiano del Doklam, sul quale si incrociano le frontiere di Cina, India e Butan, si protrae ormai da quasi due mesi. La causa della controversia è stato il tentativo della Cina di costruire una strada nella regione, che secondo la Cina si trova sotto la propria sovranità.

La mossa di Pechino ha spinto l'India a inviare sul confine truppe e bulldozer. Attualmente non c'è nemmeno l'ombra di una possibile fine a questo confronto, ma al contrario da entrambe le parti si urla la retorica militarista. La posizione più dura è stata presa da Pechino la quale accusa New Delhi di "invasione" del territorio cinese scrive Feng Zheng in un articolo per lo Strategist.

Analizzando la probabilità di un conflitto armato  aperto tra la Cina e l'India bisognerebbe prima valutare se una simile mossa da parte della Repubblica Popolare Cinese sarebbe possibile. In primo luogo, osserva l'autore, la probabilità che Pechino si impegni in questo momento in una guerra con l'India, sono poche, visto che la Cina quest'anno ospiterà il vertice BRICS, che sarebbe segnato dalla guerra.

In secondo luogo, il Partito Comunista Cinese, guidato dal Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, è nelle fasi finali dei preparativi per il XIX Congresso del partito, uno dei più importanti eventi della vita politica cinese. Al Congresso ci si aspetta che Xi consoliderà il proprio potere per un secondo mandato come presidente della Cina. Quindi la leadership del paese ha tutte le motivazioni ora di conservare la stabilità e dunque di evitare una guerra con l'India.

Infine, la Cina sta affrontando una serie di sfide in materia di sicurezza sulle sue sterminate frontiere. Ed è ovvio che il confronto con l'India non è la più significativa tra di esse. Dalla Corea del Nord fino alle dispute territoriali nel Mar Cinese meridionale ci sono tutta una serie di problemi non danno pace alla leadership cinese.

Tuttavia, se analizziamo l'attuale confronto tra Pechino e New Delhi nel contesto strategico globale della Cina, utilizzando diversi concetti di interessi strategici e modalità per conseguirli, si può sostenere che si potrebbe trovare una soluzione diplomatica al problema.

In particolare, sebbene sia auspicabile l'accesso al vertice BRICS, la conservazione della sovranità territoriale è considerata la priorità di Pechino. Il vertice darebbe al presidente Xi Jinping e al  Premier indiano Narendra Modi un'ottima opportunità per trovare una soluzione diplomatica al conflitto. Tuttavia, nel caso in cui non sia stato concluso alcun accordo, la probabilità di un confronto militare diretto aumenterebbe significativamente.

Quindi, sebbene le autorità cinesi siano ansiose di tenere il Congresso del partito che rafforzi l'autorità di Xi Jinping, non significa che una guerra di piccole dimensioni condotta ai termini della Cina potrebbe essere in contrasto con questo obiettivo. Al contrario, un tale conflitto unirebbe le élite cinesi e il pubblico intorno alla figura di Xi Jinping, che verrebbe riconosciuto come un nuovo genio strategico.

Ma le forze moderate interverrebbero contro la guerra sostenendo che gli interessi sull'altopiano del Doklam non sono poi così importanti da giustificare una guerra con la Cina. Al contrario i sostenitori della guerra faranno diverse proposte strategiche e affermeranno che questa guerra punitiva darebbe al paese opportunità uniche.

Oltre a costringere Nuova Delhi alla propria volontà, la Cina invierebbe un segnale a tutti i paesi asiatici sulla nuova realtà strategica di potere e determinazione cinesi. Inoltre, sullo sfondo dell'indebolimento degli Stati Uniti, non sarebbe il momento conveniente per una mossa strategica così inattesa? Negli ultimi anni c'è stato un avvicinamento tra India e USA, ma per ora i paesi non sono alleati e dunque in una guerra con la Cina l'India sarebbe da sola.

Negli ultimi giorni la Cina ha inviato una serie di segnali insoliti. Il 2 agosto il Ministero degli esteri del paese ha pubblicato un documento che dimostra "l'invasione da parte indiana del territorio ciense". Dal 3 agosto, sei organizzazioni: il quotidiano dell'Esercito della Liberazione Popolare Cinese (PLA), l'agenzia di stampa Xinhua, il Ministero degli Esteri e il Ministero della Difesa, l'Ambasciata Cinese a New Delhi e il People's Daily, hanno pubblicato un numero di avvertimenti secondo i quali la sottovalutazione da parte dell'India della determinazione della Cina potrebbe portare a gravi conseguenze.

Inoltre il 1 agosto in un discorso durante l'80° anniversario della fondazione dell'Esercito Popolare di Liberazione, il rappresentante della Cina ha dichiarato:

"Non permetteremo a nessuno, a nessuna organizzazione, a nessun partito politico di prendersi nemmeno un pezzo di terra cinese, con qualsiasi metodo. Che nessuno speri che inghiottiremo l'amaro frutto dei danni alla nostra sovranità nazionale, alla sicurezza o agli interessi di sviluppo" ha detto Xi Jinping.

Se la Cina mobiliterà il supporto politico interno per un intervento militare, sarà difficile trovare qualsiasi compromesso e sarebbe associato a costi elevati, quindi aumenterebbe l'accettabilità della spedizione punitiva. Al momento, le élite cinesi e il pubblico sono convinti che l'India abbia "invaso" il proprio territorio e che una guerra a breve termine per espellere gli "invasori" sarebbe giusta e appropriata.

Nessuno di questi elementi, conclude l'autore, indica che la guerra inizierà la prossima settimana o il mese prossimo. Il leader della Cina dovrà valutare tutti i pro e i contro di una tale decisione. Resta solo da sperare che i paesi troveranno un accordo diplomatico, come è accaduto alla fine della guerra di confine sino-indiana del 1962. Tuttavia, le possibilità di conflitto sono possibili. Né la Cina né l'India dovrebbero trascurare la situazione attuale o sottovalutare la probabilità di un confronto nella fase calda.

 

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dispiegamento delle armi, Disputa territoriale, Dispute territoriali, dispute, scontro, Il Ministero della Difesa, Ministero degli Esteri, Xi Jinping, India, Cina
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