16:30 22 Ottobre 2018
Le bandiere dell'UE e della Serbia

Serbia ostaggio dell’integrazione europea

© Sputnik . Ruslan Krivobok
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Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker qualche giorno fa ha dichiarato di essere contrario all’integrazione dei paesi balcanici occidentali. Allo stesso tempo ha però osservato che privare questi paesi della prospettiva europea potrebbe riportare lo scenario degli anni 90.

A parere degli esperti intervistati da Sputnik, la posizione di Juncker rispecchia quella della maggior parte dei paesi dell'UE anche se non si sono pronunciati in merito.

"Anche se l'ostaggio più conosciuto della politicizzazione dell'appartenenza all'UE è la Turchia, l'esempio più indicativo è però la Serbia a cui fanno capire chiaramente che anche se porterà a termine le trattative in modo positiv non potrà entrare nell'UE senza rinunciare al Kosovo e ai rapporti strategici con la Russia", ha detto Aleksandar Mitich del Centro delle alternative strategiche di Belgrado.

Il politologo serbo Djordje Vukadinovic nota che: "Il chiasso sulla realizzazione degli standard UE sono favole per i bambini ingenui balcanici, cioè le elité politiche locali che ci credono sinceramente oppure fanno finta di crederci. In realtà si parla non degli standard, ma di interessi politici, geopolitici ed economici abbastanza chiari e materiali e di nient'altro".

Secondo Vukadinovic negli ultimi 10-15 anni sono stati applicati sempre più spesso contro la Serbia i cosiddetti doppi standard. Mentre standard obiettivi esistono solo per i paesi che politicamente e culturalmente sono legati allo spazio euroatlantico, dice l'esperto.

"Gli standard obiettivi funzionerebbero con la Svizzera, l'Islanda, la Norvegia che non hanno alcuna fretta di diventare membri dell'UE. Dall'altro lato con l'esempio della Romania e la Bulgaria abbiamo visto che la geopolitica prende il sopravvento sui criteri obiettivi. L'UE non ha nessuna voglia di allargarsi. La stanchezza di questo processo esiste dal 2004 e l'ingresso di Bulgaria e Romania, la crisi economica e migratoria, la Brexit l'hanno soltanto rafforzata", dice Mitich.

Vukadinovic suppone che il criterio principale per l'ingresso della Serbia nell'UE per Bruxelles sia "il fattore di Kosovo":

"L'indipendenza del Kosovo è il criterio principale con cui è misurato il progresso della Serbia verso l'UE. Tutto il resto è secondario. Riguardo gli Stati Uniti, che anche parlano delle prospettive europee della Serbia e dei Balcani, per loro tutto dipende dai rapporti tra Belgrado e Mosca", ha concluso l'esperto.

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