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    Britannici tentano di ottenere doppia cittadinanza dopo “Brexit”

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    Più di un milione di sudditi di Sua Maestà, stabilitisi sul continente, si sentono abbandonati dal proprio governo riguardo i negoziati per la “Brexit”. Cercano qualsiasi opportunità per ottenere la doppia cittadinanza di uno dei paesi europei, scrive il corrispondente di Le Figaro a Londra Floranten Collon.

    Dovrebbe essere la prima priorità nei negoziati per la Brexit. Sarebbe facilmente risolvibile, così come la buona volontà è stata proclamata da entrambe le parti. Tuttavia Londra e Bruxelles non riescono a raggiungere un accordo per il destino di 3,2 milioni di cittadini europei che vivono nel Regno Unito e di 1,2 milioni di britannici che vivono regolarmente in Europa. Se i primi sono oggetto di attenzione da parte dell'UE, i secondi si sentono completamente abbandonati dal proprio governo. "Ci ignorano totalmente. Non abbiamo nessuno che ci rappresenti, e difficilmente riusciamo a far sentire la nostra voce. Siamo solo pedine" si lamenta Catherine Dobson, inglese, stabilitasi nella regione di Poitou-Charentes, dove pubblica la rivista illustrata per gli inglesi in Francia "Living", con una tiratura di 32 mila copie, si legge nell'articolo.

    Dopo due round di negoziati a Bruxelles la situazione resta ancora poco chiara. Le proposte dell'UE obbligano a rivedere la libertà di movimento dei cittadini britannici, i quali potrebbero ritrovarsi letteralemente "agli arresti domiciliari" nel paese in cui si troveranno al momento della "Brexit", senza il diritto di spostarsi in altri paesi europei. "Se vivete in Lussemburgo e lavorate a Bruxelless è una catastrofe" afferma Fiona Godfrey, una consulente sanitaria e fondatrice del British Immigrants Living in Luxembourg (Brill). Per aumentare le proprie possibilità molti britannici stanno cercando di ottenere la cittadinanza del paese europeo in cui vivono. Il 70% dei residenti del Lussemburgo intervistati dal Brill intendono fare così. É anche necessario vivere nel paese da non meno di 5 anni e superare con successo i test di conoscenza della lingua del Lussemburgo.

    Questo non è possibile in 9 paesi europei dove non è permesso avere la doppia cittadinanza si legge nell'articolo. Li dove è permesso "i criteri variano dai vari paesi e dalle varie regioni" dichiara Daniel Tetlow, vice presidente dell'associazione British in Europe, il quale vive a Berlino. Questa associazione conta 35.000 membri, la quale cresce di 50 ai 100 membri al giorno. "Per la prima volta i britannici in Europa sentono la necessità di organizzarsi. C'è ancora molto da fare per combattere l'incertezza riguardo il nostro status, anche all'interno della classe politica nel Regno Unito" ha detto.

    Da qui la grande richiesta per ottenere i passaporti europei. Il 60% dei britannici preferisce mantenere la propria cittadinanza europea, secondo la ricerca della London School of Economics and Political Science. Vogliono combinare l'incompatibile. Anche coloro che vivono nel Regno Unito, cercano fondi per acquisire un secondo passaporto. Si imbarcano in ricerche genealogiche assurde. Il 10% di loro può rivendicare la cittadinanza irlandese, se almeno il nonno o la nonna sono nati sull'isola. Improvvisamente, le richieste di passaporti irlandesi nel Regno Unito sono saliti del 50% dopo la "Brexit", scrive Colon. C'è una minoranza di cittadini britannici disgustati dalla Brexit, che hanno visto in questa un'opportunità per partire. "So di molti più britannici che hanno lasciato la Gran Bretagna dopo il referendum di quelli che sono tornati lì" dice Daniel Tetlow.

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    Gran Bretagna, Politica Internazionale, brexit, Brexit, Unione Europea
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