05:31 17 Luglio 2018
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Essere o non essere nella base militare del Golfo Persico?

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A metà luglio la Duma ha ratificato il protocollo all'accordo tra Mosca e Damasco sul posizionamento del gruppo di forze dell'aeronautica russa sul territorio siriano.

Durante la riunione della Duma di Stato il deputato e leader dell'LDPR Vladimir Zhirinovsky ha proposto di creare, nell'ambito della Marina russa, "una flotta indiana", ma anche di creare basi militari russe vicino a quelle USA. Il leader è sicuro che la Russia debba gradualmente aumentare il suo raggruppamento all'estero, "per procedere alla pari con gli americani", quindi oltre alla Siria, "la Russia ha bisogno di una base nel golfo persico", ha detto, suggerendo di inserire le truppe russe in Iran.

Come è noto, l'Iran, nell'estate del 2016, ha già fornito l'opportunità all'esercito russo di volare dalla sua base militare Noje ad Hamadan per bombardare l'ISIS in Siria. Per tale cooperazione militare dell'Iran e della Russia, per distruggere i terroristi in Siria,  la benedizione l'ha data personalmente il leader supremo della Repubblica Islamica, l'ayatollah Ali Khamenei. Quanto è possibile, adesso, creare una base militare nel golfo Persico, su base permanente, in particolare in Iran, come suggeriscono parlamentari russi? 

Il politologo indipendente iraniano, esperto di strategia di guerra e cooperazione, Mostafa Azerian, ha detto a Sputnik, che in caso di estrema necessità, Teheran fornirà all'esercito russo le basi per i bombardamenti dei terroristi. Una permanente presenza delle basi russe è invece una questione controversa: 

"Per questo è necessario pensare esclusivamente da un punto di vista strategico. Dopo il crollo dell'URSS, l'unica fiera e potente potenza sulla scena internazionale, contro l'oppressione e la politica espansionistica americana, è la Russia. Gli USA stavano cercando con le sanzioni, di fomentare una crisi, di indebolire l'influenza della Russia sulla scena internazionale. Ma fino ad oggi non hanno ottenuto successo.

Dal punto di vista della sicurezza, per la Russia ci sono un paio di regioni geostrategiche, in Asia Centrale, Medio Oriente, Europa Orientale e Polo Nord. Gli americani stanno cercando in ogni modo di diffondere la loro influenza in queste regioni, ponendo le basi militari sempre più vicino ai confini russi.

Vladimir Zhirinovsky ha focalizzato l'attenzione proprio su questo: le basi USA in tutto il mondo sono una minaccia non solo per la sicurezza nazionale della Russia, ma anche un certo numero di paesi, tra cui gli alleati di Mosca.

In tali circostanze, la Russia ha il pieno diritto a misure preventive, come la difesa aerea, l'antimissilistica, la cooperazione con i paesi alleati per il contenimento della minaccia americana. Il picco di cooperazione militare tra Mosca e Teheran nella lotta al terrorismo per risolvere la crisi siriana è diventato un caso senza precedenti lo scorso anno, quando all'esercito russo è stato permesso di effettuare attacchi aerei volando da una strategica base militare ad Hamadan. Ma secondo il comma 146 della Costituzione iraniana, il posizionamento di un contingente militare delle forze straniere in Iran o la creazione di una base militare straniera è vietata. Tuttavia, se la questione si riferisce ad una questione di primaria importanza, che lede gli interessi della sicurezza nazionale, per decisione del Consiglio Supremo per la sicurezza, alla Russia possono essere concesse le basi militari dell'Iran. 

Il politologo russo, esperto del consiglio per gli affari internazionali, Nicolaj Kozhanov ha parlato a Sputnik, commentando l'idea del parlamentare russo sul posizionamento di basi nel golfo Persico:

"La creazione di basi militari russe dove sono presenti gli americani, non è opportuna, né politicamente, né dal punto di vista economico. Non siamo in "guerra fredda", come se la politica non bastasse. Quindi in tale situazione di stallo, per usare un eufemismo, questa mossa è un'imprudenza. Parlando della teorica possibilità di aprire le basi sul territorio iraniano, è necessario prendere in considerazione due punti. In primo luogo, gli iraniani hanno confermato che sono pronti in caso di necessità, a fornire il proprio territorio per un'azione militare contro i terroristi. 

Per quanto riguarda la presenza permanente, sembra se non impossibile, improbabile per una semplice ragione: il divieto di concessione di aree iraniane per basi militari di paesi terzi, come dice la costituzione iraniana, de facto è stato uno dei principi del movimento rivoluzionario in Iran, che negava la politica dello scià, che a suo tempo attirava attivamente stranieri, per dare loro potere illimitato con diritto di extraterritorialità, in primo luogo, agli americani e al loro corpo militare. Questo divieto è sancito a livello culturale e sociale per gli iraniani: gli stranieri non devono avere le loro truppe nel territorio. In questo momento, per l'attuale panorama politico in Iran si può dire che, in linea di principio, con la cooperazione militare e l'interazione, senza dubbio, si rafforza il dialogo tra i paesi, si crea un altro punto politico comune. Nel contesto di questa direzione per la cooperazione, può avere più di un effetto positivo, in generale, per lo sviluppo delle relazioni".

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Tags:
Base militare, base militare, Esercito, Iran
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