10:31 21 Ottobre 2018
Agenti della Polizia Nazionale delle Filippine (PNP)

L'esperto: gli USA passano all'azione nelle Filippine con un accordo governativo

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Annunciando la preparazione di un'operazione militare nelle Filippine contro gli islamisti, gli Stati Uniti dimostrano che non agiscono fuori dalla regione se non con accordi d'impegno siglati con gli alleati.

Lo riferisce Kostantin Kokarev, a capo del Centro Asia e Oceano Pacifico dell'Istituto russo per le indagini strategiche.

A maggio il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha introdotto la legge marziale nella provincia meridionale di Mindanao. Le principali operazioni di combattimento si sono svolte a Marawi, circa 500 militanti dell'IS sono stati attaccati. Secondo il canale televisivo NBC, il Pentagono ha sviluppato un piano di operazioni militari contro i militanti nelle Filippine. Gli USA hanno intenzione di attaccare le posizioni dei terroristi via aerea.

"Sono d'accordo. Non sono arrivati gli aerei americani e hanno iniziato a bombardare. È un accordo con il governo filippino, perché le forze governative non sono in grado di superare la resistenza degli insurgenti. Probabilmente c'è un accordo tra paesi. Sono sicuro che è stato fatto un piano d'intervento con l'accordo di Duterte" ha detto a Sputnik l'esperto.

Questi accordi ci sono stati nonostante quello che dice il presidente, famoso per le sue dure e offensive dichiarazioni contro gli USA. "Il presidente delle Filippine è un uomo unico per le sue dichiarazioni. Ma i terroristi lo preoccupano abbastanza seriamente. Una volta  Duterte parlava molto duramente dell'amministrazione americana, ma la situazione è tale che ha deciso di non abbandonare i legami con gli americani" ha detto l'esperto di strategia.

Secondo la sua valutazione, l'operazione militare americana nelle Filippine ha un molteplice significato.

"Da un lato, gli americani cercano di dimostrare che non vanno via dalla regione, dimostrano non solo l'intenzione di concentrare nella regione ingenti forze militari, ma anche di applicarle, se necessario. Dall'altro, l'azione si propone di sostenere gli alleati USA che possono contare sulla cooperazione con gli americani. È un segnale preciso degli americani, che si sono impegnati con obblighi e accordi con Washington per gli alleati, in particolare, prima che con il Giappone, con Taiwan", ha dichiarato Kokarev.

Allo stesso tempo, l'esperto ha detto che la convergenza degli USA e delle Filippine non significa che ora non ci sarà alcuna prospettiva di cooperazione tra Filippine e Russia. La lotta contro l'ISIS è diventata uno dei temi principali dei colloqui tra Duterte e il presidente Vladimir Putin a maggio. Allora il leader filippino ha detto che il suo paese ha bisogno di armi moderne e non ha escluso un loro acquisto dalla Russia.

"Le prospettive di sviluppo con la Russia ci sono, saranno attuate su molti fronti, qui ci sono prospettive e possibilità di sviluppo delle relazioni" dice Kokarev.

Le Filippine per decenni sono state una colonia americana. Nonostante nel 1946 il paese abbia ottenuto l'indipendenza, Manila e Washington hanno accordi militari. Alla fine di luglio, si è appreso che Washington ha fornito a Manila armi per combattere lo Stato Islamico. Allora l'ambasciata americana a Manila, ha dichiarato che si tratta di razzi e missili. Inoltre, il Pentagono prevede di stanziare alle autorità filippine diverse centinaia di lanciarazzi. Ora nelle Filippine è presente una piccola quantità di militari americani, d'aiuto nella lotta contro i militanti dell'ISIS.

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operazione militare, Operazione congiunta con gli USA contro ISIS, Operazione, Rodrigo Duterte, Filippine, USA
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