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    La Russia si prepara a sanzioni durature da parte degli Stati Uniti

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    Andrei Kostin, ex diplomatico sovietico a Londra, ora a capo della seconda più grande banca russa, ha esultato quando Donald Trump è stato eletto lo scorso anno, scrivono Henry Meyer e Anna Andrianova su Bloomberg Businessweek.

    "Diventeremo presto testimoni della mitigazione delle sanzioni, o addirittura, della fine delle sanzioni finanziarie" dichiarò allora. Ora ha cambiato tono, mentre la sua azienda, il Gruppo VTB, come altre organizzazioni russe colpite, si trova ad affrontare decine di restrizioni all'estero per i prestiti".

    Gli autori ricordano che il presidente Trump a malincuore ha varato le nuove sanzioni, rafforzate dalla legge del 2 agosto, quando ha firmato il disegno di legge approvato dal Congresso a maggioranza, dove era esclusa la possibilità di applicare il veto.

    "In ambito finanziario è in corso una guerra": le parole di Costin alla conferenza a San Pietroburgo il 14 luglio sono citate dagli autori.

    La nuova legge prevede che ogni passo di Trump, o di qualsiasi futuro presidente, per limitare le sanzioni, può essere bloccato dal Congresso. "Questo significa che le nuove sanzioni sono simili a quelle fissate in conformità con l'emendamento Jackson — Vanik del 1974, durante la guerra fredda, che incrementava le restrizioni commerciali verso l'URSS per l'impedimento di emigrazione degli ebrei. Queste sanzioni si sono protratte per quattro decenni, il simbolo dell'isolamento di Mosca, anche dopo il crollo dell'URSS, quando i presidenti americani le rinnovavano ogni anno".

    "Da quando la legge è stata firmata, è diventato chiaro che la situazione durerà molto a lungo" ha detto in un'intervista al giornale Natalia Orlova, capo economista della Alfa bank a Mosca. "Queste sanzioni accompagneranno tutte le attività aziendali dove parteciperà la Russia".

    "Il mercato ha reagito tranquillamente agli ultimi eventi", continuano gli autori, "colpiti negli ultimi due mesi dalle sanzioni, poi le azioni russe e il rublo hanno mostrato segni di ripresa. La Russia è diventata resistente agli shock esterni da tre anni, da quando per la prima volta sono state imposte sanzioni, hanno lasciato che la valuta si contraesse liberamente, riducendo le spese e cercando di promuovere la "sostituzione delle importazioni".

    "Eppure, nonostante la spavalderia di alcuni funzionari, viene ammesso che questa situazione di stallo è una grande minaccia" concludono gli autori. Il ministro russo dell'economia Maxim Oreshkin ha invitato le aziende a ridurre i prestiti stranieri. "Come si può parlare di eventuali progetti a lungo termine, quando tutto è instabile?"  ha detto il suo collega, il ministro dell'industria Denis Manturov.

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