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    Embargo russo: agricultori e allevatori italiani subiscono perdite

    Italia stima perdite dovute a embargo alimentare russo

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    Le contromisure alle sanzioni europee, le quali domenica compiranno 3 anni, infliggono danni significativi alle aziende piccole e medie italiane ritiene il presidente della Camera di commercio italo-russa Rosario Alessandrello.

    Vladimir Putin il 6 agosto 2014 ha firmato un decreto legge che vieta l'importazione in Russia di diversi tipi di prodotti agricoli e caseari prodotti nei paesi che hanno imposto le sanzioni contro la Russia: paesi europei, Canada, Australia e Norvegia. La Russia in risposta al prolungamento delle sanzioni europee ha risposto con un prolungamento dell'embargo alimentare fino al 2018.

    "L'embargo russo non danneggia le compagnie europee, in particolare quelle tedesche. Invece quelle italiane ne stanno soffrendo molto" ha detto l'esperto a RIA Novosti.

    L'economia italiana è principalmente costituita da piccole e medie aziende, poco e nulla rappresentate sul mercato russo: circa 70 compagnie producono in Russia. "Due anni fa hanno iniziato a localizzare la produzione per sostenere il mercato non solo attraverso l'importazione ma anche con la produzione locale in Russia" ha osservato Alessandrello.

    La debole presenza di aziende italiane nel mercato russo, ha reso il paese più vulnerabile di fronte alle misure russe rispetto alla Germania, la quale ha molte più aziende in Russia, ha aggiunto.

    "Il settore che più ha sofferto l'embargo è quello agro-alimentare, il quale ad oggi ha perso 11-12 miliardi di euro di esportazioni verso la Russia e più di 200.000 posti di lavoro. A questo non si può facilmente ovviare perché l'Italia ha bisogno di nuovi mercati. Di questi, il russo è il più vicino e più adatto per gli italiani", ha dichiarato il capo della Camera di commercio.

    I mercati sud e nord americani sono interessanti ma non possono sostituire quello russo", l'Italia semplicemente non può permettersi una perdita del genere.

    "Le nuove sanzioni, se entreranno in vigore bloccheranno la costruzione del "Nord Stream-2" e in questa maniera la Russia si rivolgerà di nuovo alla Cina. Gli USA sanno che il tempo lavora contro di loro: per creare un'infrastruttura di trasporto del gas in Oriente, simile a quella esistente in Europa, ci vogliono 5-10 anni. Cioè, la Cina non può immediatamente sostituire l'Europa per la Russia, perché il mercato europeo è sempre stato e resta una priorità per la Russia" ha detto l'esperto.

    Per risolvere la situazione è necessario un dialogo tra Russia ed Europa.

    "E questo dialogo dovrebbe cominciarlo Mosca, perché la Russia non può sostituire specifici prodotti agroalimentari italiani poiché legati alla loro origine geografica e non possono essere prodotti fuori dall'Italia", ha concluso l'interlocutore dell'agenzia.

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    Sanzioni, Alimentare, Sanzioni, Embargo alimentare, sanzioni, camera di commercio italo russa, RIA Novosti, Vladimir Putin, Russia
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