17:42 19 Ottobre 2018
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Astronomi scoprono antica famiglia di asteroidi

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Gli scienziati hanno scoperto nella fascia principale degli asteroidi una insolita famiglia di piccoli corpi celesti coetanei del Sole e composti principalmente di materia del sistema solare, si legge in un articolo pubblicato sulla rivista Science.

"È la più antica famiglia di asteroidi ditutta la fascia principale e risale a 4 miliardi di anni fa. Essa comprende circa 100 corpi celesti, il più grande dei quali è l'asteroide 282 Clorinda, tuttavia, non escludiamo la possibilità che a questa famiglia appartengano anche altri corpi della cintura" dice Marco Delbo presso l'università di Nizza, citato dalla testata Space.com.

Il sistema solare è nata circa 4,4 miliardi di anni fa, insieme al il nostro Sole. Come dicono gli scienziati, la Terra e gli altri tre pianeti al suo interno sono nati a seguito di una collisione tra corpi protoplanetari rocciosi, ed erano completamente privi di acqua a causa del fatto che la luce del giovane del Sole aveva distrutto o vaporizzato tutte le scorte di ghiaccio del disco protoplanetario, che si estendeva all'epoca lungo l'orbita attuale di Giove.

Per questo motivo gli scienziati oggi discutono attivamente su due argomenti interconnessi: su come, quando e dove sia l'acqua sia apparsa per la prima volta e come, successivamente, essa sia finita sulla Terra, su Marte e, presumibilmente, Venere. È una questione che da lungo tempo gli scienziati analizzano studiando i componenti delle comete e dei meteoriti più lontani e freddi.

Le risposte a queste domande potrebbero trovarsi molto più vicine di quanto previsto, nella fascia principale di asteroidi tra Marte e Giove. Si tratta di un insieme di diversi milioni di detriti, verificatisi in conseguenza della collisione di corpi protoplanetari.

Gli scienziati, secondo l'astronomo, da tempo sono giunti alla conclusione che gli asteroidi di questa cintura non possano aiutarci a capire da cosa sia stato "modellato" il sistema Solare. La ragione è semplice: essi si trovano in una zona troppo "calda", dove l'acqua e altre sostanze volatili avrebbero dovuto evaporare dalla loro superficie e delle loro viscere. Inoltre, miliardi di anni di collisioni ha frammentato tutti i grandi corpi protoplanetari, il che non permette di capire come sia possibile che nel neonato sistema solare ce ne fossero così tanti.

Delbo e i suoi colleghi hanno creato un modello computerizzato di un giovane sistema solare che ha dimostrato che le innumerevoli "collisioni" non hanno del tutto cancellato le tracce dell'origine degli asteroidi. L'età, le dimensioni e le proprietà del pianeta "embrione" erano nascoste in come funzionano le varie famiglie di asteroidi.

Spinto da questa idea, Delbo e colleghi hanno condotto una sorta di "censimento della popolazione" tra i corpi celesti nella fascia principale degli asteroidi e hanno scoperto, a quali famiglie appertengono i suoi "abitanti" e quanti asteroidi grandi e piccoli sono contenuti in queste famiglie spaziali e a che distanza si trovano dal Sole.

Il frutto di queste ricerche è stata la scoperta di una famiglia sconosciuta di centinaia di asteroidi, grandi e piccoli, appartenenti alla classe delle condriti carbonacee, costituite, come suggeriscono gli scienziati della materia prima del sistema Solare.

Questa famiglia è apparsa circa 3,8-4,2 miliardi di anni fa a seguito di una collissione abbastanza grande di un corpo protoplanetario dal diametro di 35-100 chilometri. Decine di oggetti simili, come dimostrano i calcoli degli astronomi, erano presenti sul luogo del futuro della cintura di asteroidi nel precedente sistema Solare. Una simile scoperta, secondo Delbo, conferma l'idea classica secondo la quale gli asteroidi sono nati a seguito della distruzione grandi e non piccoli pianeti "embrione", come dicono oggi molti scienziati.

Lo studio dei loro membri e la ricerca di famiglie analoghe potrebbe aiutare gli sceinziati a comprendere quale ruolo abbiano avuto questi corpi celesti nella formazione della Terra e degli altri pianeti, e se essi siano stati i principali portatori di acque e altri "mattoni della vita" sul nostro pianeta.

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