17:03 19 Luglio 2018
Stazione Spaziale Internazionale (ISS)

Nasa riconosce ruolo fondamentale di “Roscosmos”

© Foto : NASA/ESA
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La NASA si prepara a prolungare il suo contratto con “Roscosomos” per la manutenzione del modulo di servizio “Zarja” sulla stazione spaziale internazionale. La NASA riconosce che Roscosmos rimane partner unico e insostituibile in quest’ambito. Nonostante ciò ha fatto un annuncio per cercare altri partner.

LA NASA ha pubblicato sul suo sito un annuncio nel quale invita compagnie interessate a occuparsi della manutenzione ingegneristica a pieno regime dei sistemi di funzionamento del modulo di carico "Zarja".

Una volta annunciata la gara d'appalto la NASA però non garantisce ai suo potenziali partecipanti la firma di un contratto, e nell'annuncio viene specificato lo scopo finale: stabilire se valga la pena cercare un altro partner su base competitiva. Il governo federale USA sceglierà alla fine chi saranno i partner.

Tre quarti della descrizione della proposta alla presentazione della domanda è composta dalle valutazioni del ruolo di Roscosmos nella costruzione e nel mantenimento di "Zarja" e di tutta la ISS. È praticamente un'ode a Roscosmos. La NASA Ricorda che "Zarja" è stato il primo modulo della stazione spaziale internazionale. Fu costruito in Russia su richiesta statunitense e appartiene agli Stati Uniti. Dunque "Roscosmos" è responsabile dell'integrazione di "Zarja" nel segmento russo della ISS e di tutte le sue funzioni in orbita, inoltre, fornisce supporto da terra il Centro di controllo (MCC) nei pressi di mosca.

Attualmente "Roscosmos" è l'unico contraente affermato che ha la capacità di svolgere questi lavori nello spazio come da richiesta degli Stati Uniti. Sulla base di questo la NASA non ha alternativa oltre a Roscosmos.

Con questo annuncio la NASA presumibilmente tenta di comprendere se ci sono compagnie o strutture in grado di svolgere la funzione di supporto e manutenzione del modulo "Zarja", che per ora solo la Russia è in grado di garantire.

Il contratto verrà firmato entro la fine del 2020.

La proposta della NASA è apparsa sul sito americano delle budget del governo subito dopo l'approvazione da parte del Senato della nuova legge americana sulle sanzioni contro la Russia, il che chiaramente indica che l'annuncio ha carattere politico.

Nella legge per l'imposizione delle sanzioni, adesso firmata dal presidente Donald Trump, l'ambito della cooperazione spaziale tra Russia e USA viene indicata come "eccezione". L'impossibilità di finanziare progetti, servizi, di esportazione e importazione di prodotti non viene applicata nel caso questo riguardi gli affari della NASA.

Dal 2011, dopo il ritiro dello Space Shuttle, l'invio degli equipaggi internazionali alla ISS viene effettuata dalla Russia. La comagnia privata SpaceX guidata da Elon Musk invia sulla ISS la sua navetta da carico Dragon con la sua capsula di ritorno e pianifica, nel 2018, di lanciare il Dragon-2 prima senza pilota e poi con equipaggio.

Ma se la concorrenza crescerà nel settore del trasporto spaziale, il funzionamento dell'ISS stessa sarà a rischio perché moduli russi e americani della stazione sono profondamente integrati, dunque il segmento degli Stati Uniti non può funzionare senza un sistema di propulsione russo. Il rifiuto di una cooperazione sulla stazione spaziale, anche rivolgendosi a qualsiasi azienda alternativa significherebbe una sola cosa: la fine delle attività della stazione e la sua distruzione nell'atmosfera. Mosca e Washington, nonostante tutte le discrepanze politiche, non vanno ancora verso questo scenario.

Questo è molto evidente proprio riguardo il modulo "Zarya", il quale essendo di costruzione russa, il suo corretto funzionamento e sicurezza possono essere garantiti solo dagli specialisti russi, e questo vale per tutta la stazione spaziale, e lo riconosce la NASA stessa. Tuttavia, dando per scontato situazione politica, la NASA ha pubblicato un annuncio sul sito di appalti pubblici di ricerca di alternative. A giudicare dal suo contenuto, senza alcuna speranza di successo.

 

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Tags:
Spazio, Stazione spaziale internazionale, NASA, Roscosmos, Donald Trump, Spazio, USA
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