04:46 04 Aprile 2020
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Il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha rinunciato a spendere 80 milioni di dollari stanziati dal Congresso per contrastare la propaganda terroristica e la campagna di disinformazione presumibilmente organizzata dalle autorità russe, scrive il giornale “Politico” riferendosi a fonti nel Dipartimento di Stato.

Secondo un ex funzionario altolocato del Dipartimento di Stato, il consigliere di Tillerson Mark Hammond ha parlato dell'inopportunità di sfruttare questi fondi aggiuntivi a supporto dei programmi di finanziamento contro l'influenza della Russia nei media in quanto potrebbe provocare l'irritazione di Mosca.

Inoltre Hammond ha dichiarato che i funzionari che volevano sfruttare questi fondi non hanno fornito un chiaro piano di spesa.

Circa 60 milioni di dollari destinati ai programmi del Dipartimento di Stato sono ancora nel conto del Pentagono. La fonte del giornale ha ricordato che in assenza della richiesta di spesa, questi fondi non saranno più spendibili a partire dal 30 settembre.

Nel Congresso degli Stati Uniti è attualmente in corso un'indagine indipendente sulla presunta interferenza russa nelle elezioni presidenziali vinte da Trump. Un'indagine simile è condotta dall'FBI. Quotidianamente appaiono sui media americani notizie, spesso e volentieri basate su testimonianze di fonti anonime, relative ai contatti tra i membri dello staff elettorale di Trump con funzionari e uomini d'affari russi.

La Russia ha ripetutamente smentito le accuse: per il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov si tratta di ricostruzioni "totalmente infondate". Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, parlando della presunta interferenza russa nelle elezioni di Stati Uniti, Francia e Germania, ha dichiarato che non ci sono prove a sostegno di questa tesi.

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Tags:
politica interna, Informazione, Russofobia, Finanze, Propaganda, Dipartimento di Stato USA, mass media, Congresso USA, Rex Tillerson, USA, Russia
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