07:00 20 Settembre 2018
Pechino, Cina

Analista CIA: assorbiti dalla Russia USA rischiano di perdere di vista l'egemonia cinese

© REUTERS / Jason Lee
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Gli USA devono fare più attenzione ai tentativi cinesi verso l’egemonia piuttosto che nei confronti della “minaccia russa” riporta l’Asia Times le parole dell’analista CIA Michael Collins. Secondo lui nonostante la Russia stia cercando di ridurre l’influenza statunitense nel mondo, la Cina ha molte più possibilità di ottenre i propri obiettivi.

L'analista CIA per la direzione delle operazioni in Asia orientale, Michael Collins, ritiene che l'eccessiva ossessione per la Russia impedisce America di concentrarsi sul pericolo proveniente dalla Cina.

"Molti dicono che la Russia sia un avversario, un paese che non crede che l'ordine internazionale liberale sia qualcosa di essenziale e che sta attivamente cercando di ridurre l'influenza americana in molte regioni del mondo" ha detto Collins. "Direi che la Cina stia facendo lo stesso sotto tutti e tre questi criteri, e ha molte più possibilità di avanzare in questa direzione".

L'analista ha osservato che Mosca è favorevole alle tensioni tra Washington e Pechino.

"La Russia è conscia che la Cina sia un problema per gli USA. Direi che adesso sia molto comodo per i russi che tra Cina e USA ci siano relazioni conflittuali, in modo che Mosca e Pechino si sostengano a vicenda" ha dichiarato l'analista.

Da un punto di vista della CIA, Pechino vuole sovvertire l'ordine internazionale americano, il quale ha portato "pace e stabilità" in Asia. Inoltre, la rivalità della Cina e Stati Uniti in Asia continua ad aumentare: da poco la Cina ha inaugurato una nuova base militare nella repubblica africana orientale del Gibuti, dove c'è un contingente militare americano. Inoltre c'è un altro problema che disturba gli USA, che la Cina non è una democrazia.

"Hanno un'altra prospettiva sul potere e quello che significa. Essi ricorrono spesso ad una politica di forza e intraprendono mosse energiche per ottenere i propri obiettivi, i quali non piacciono né a noi, né agli altri paesi della regione" sottolinea il funzionario.

Tuttavia Collins non ritiene che la guerra tra USA e Cina sia inevitabile. A suo parere, la Cina non è in cerca di un conflitto con gli USA o con altre potenze e cerca di mantenere un rapporto stabile con Washington.

Tuttavia, secondo gli analisti, la Cina ritiene di poter ottenere il controllo del Mar Cinese meridionale. Inoltre, la crescente determinazione della Cina in altre questioni provoca più ansia, soprattutto considerando che negli ultimi anni gli Stati Uniti non hanno agito di fronte "all'egemonia cinese".

"Putroppo credo che i cinesi dopo diversi anni abbiano compreso di poter ricorrere a metodi più duri per conquistare l'influenza nel mar Cinese Meridionale e in altre regioni. Lo stesso metodo può essere usato in altre questioni, sia economiche che politiche" ritiene Collins.

In passato, i leader comunisti cinesi limitavano coloro che cercavano di conservare il potere del Partito comunista del paese e di recuperare Taiwan. Ora, però, tra gli interessi nazionali c'è la conquista del controllo del Mar Cinese Meridionale.

Alla domanda se tra Cina e USA sia in corso un braccio di ferro, Collins ha risposto che per ora l'unica a fare forza sia la Cina.

Secondo lui adesso la Cina sta conducendo una cosiddetta politica estera didattica con la quale sta cercando di comprendere fin dove si possa spingere. Collins si augura che la Cina stia cominciando a rendersi conto che il suo comportamento porta a conseguenze negative per i suoi interessi nel campo della sicurezza e che danneggia la stabilità complessiva.

Secondo Collins, la nuova amministrazione di Donald Trump è salita al potere in un momento critico di tempo, durante il quale la Cina è determinata a conquistare gli Stati Uniti d'America. Anche se Pechino si aspetta una crescita delle tensioni, non è sicura se arriverà fino allo scontro.

"Secondo me i cinesi stanno tastando il terreno, vogliono capire in quali ambiti questa amministrazione mostrerà tenacia e in quali sarà più debole."

Una delle questioni in cui l'amministrazione Trump ha una forte pressione sulla Cina è la questione della Corea del Nord. Secondo Collins, Pechino sostiene l'istituzione della zona denuclearizzata nella penisola coreana, tuttavia, si è posta un lasso di tempo molto più lungo per raggiungere questo obiettivo rispetto agli Stati Uniti.

Collins anche messo in dubbio uno dei principi fondamentali della politica estera americana, che consiste nel fatto che il commercio e l'interazione con la Cina dovrebbero portare alla democratizzazione di questo paese.

"Penso che abbiamo dimostrato un eccessivo ottimismo, dal momento che l'interazione con la Cina avrebbe già dovuto portare a riforme politiche.Tuttavia, noi non le vediamo" ha riassunto l'analista della CIA.

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Relazioni Internazionali, relazioni USA-Cina, tensione, CIA, Donald Trump, Cina
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