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    Presidente degli USA Donald Trump

    La stupida mossa dell’America

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    Le nuove sanzioni americane porteranno a un effetto totalmente diverso da quello previsto: rafforzerà la posizione del presidente russo, Vladimir Putin, è convinto il giornalista della rivista tedesca Der Spiegel Benjamin Bidder.

    Il fatto stesso che "le sanzioni non sono state accordate con i tradizionali alleati USA e non hanno tenuto conto dei loro interessi" è allarmante. "Infatti il progetto legge di 70 pagine è a tutti gli effetti una guerra economica con la Russia" sottolinea il giornalsta. "Il progetto si propone di punire quelle compagnie che hanno relazioni commerciali o hanno un ruolo nella costruzione e nell'utilizzo dei gasdotti russi". Questo non danneggia soltanto gli export delle compagnie russe nel settore energetico in Europa, ma toccherà anche numerose compagnie europee.

    Le sanzioni americane "vogliono mettere la Russia in ginocchio da un punto di vista economico" scrive Bidder, "ma la gente a Washington che ha approvato il progetto non comprende il meccanismo della politica russa". "Se ai russi sembra che la pressione estera sul loro paese aumenta, essi si stringono intorno al loro presidente, nonostante l'insoddisfazione per la sua politica interna" si legge nell'articolo. Il sociologo ed economista Mikhail Dmitriev definisce il fenomeno "patriottismo difensivo".

    Un altra domanda, all'America serve un altra crisi economica profonda in Russia provocata dalle sanzioni? "L'esperienza del pasasto indica di no. Nei primi 10 anni di Putin al potere in russia, il PIL è aumentato di otto volte, e nelle città per la prima volta ha iniziato a formarsi la classe media" ha detto Bidder.

    "Nel 2011 e nel 2012 la popolarità di Putin ha iniziato a diminuire, nonostante il PIL e gli stipendi erano più alti che mai. Le proteste iniziarono proprio tra la classe media di Mosca e San Pietroburgo. Ora che il benessere materiale gli sembrava garantito per sempre, la classe media ha iniziato a perseguire nuovi obiettivi. Secondo i sondaggi i russi erano già insoddisfatti della corruzione in politica, basso livello di istruzione, menzogne in TV". "Dunque il primo nemico di Putin non è la povertà ma il crescente benessere e l'invecchiamento della popolazione" dice l'autore.

    "Dal punto di vista dei presunti crimini della Russia in USA le sanzioni sono abbastanza chiare. Ma la loro imposizione non è una decisione intelligente visto che esse riforzano la posizione di Putin" conclude Bidder.

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    sanzioni antirusse, Sanzioni, Relazioni con la Russia, Der Spiegel, Vladimir Putin, Russia
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