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    Biologi russi scoprono il segreto delle “maree di sangue” nel mar Baltico

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    Le alghe tossiche rosse, chiamate anche “maree o piogge di sangue” si diffondono rapidamente nei mari e negli oceani grazie alle loro capacità di adattamento, affermano gli scienziati russi che hanno pubblicato un articolo sulla rivista Estuarine, Coastal and Shelf Science.

    Si è scoperto che il dinoflagellato Prorocentrum minimum può nutrirsi sai di composti inorganici, come l'azoto disciolto nell'acqua, così come di composti organici come urea, noto fertilizzante.  Se nell'acqua non ci sono abbastanza composti inorganici l'alga si nutre di urea. Dunque non ci sono condizioni nelle quali le è difficile sopravvivere" racconta Sergey Skarlato dell'Istituto di citologia RAN a San Pietroburgo.

    Negli ultimi anni gli abitanti della Spagna, dei Caraibi e di altri luoghi hanno notato dei fenomeni anomali come "piogge di sangue" e maree rosse, molte delle quali sono state ritenute da molti religiosi come un segno della fine del mondo. Naturalmente non c'è nulla di soprannaturale in queste anomalie, le quali si verificano a causa di una rapida riproduzione e della fioritura di alghe brune.

    "Le maree rosse sono estremamente pericoloso per gli altri tipi di microbi, ma anche per i pesci e per gli uccelli perché al loro interno contengono "brevetossine" (un veleno nervo-paralizzante) e altre sostanze pericolose. Gli scienziati hanno stabilito che questo accade quando nel plancton non ci sono abbastanza microelementi, e dunque l'alga produce delle "armi chimiche per l'eliminazione dei concorrenti e per l'uccisione di massa delle potenziali fonti di sostanze necessarie.

    Skarlato e i suoi colleghi hanno scoperto il segreto del "successo della vita" di questi microorganismi osservando la crescita delle alghe Prorocentrum minimum, le quali di recente si sono stabilite nel Mar Baltico e hanno completamente sostituito quei tipi di plancton che in precedenza vivevano nelle sue acque. Grandi colonie di microbi spesso formano delle macchie sulla costa della Russia e dei paesi baltici, minacciando le popolazioni ittiche e la salute delle persone.

    Come si è visto, le alghe hanno un arsenale di strumenti e tecniche che li aiutano a sopravvivere anche nelle condizioni più avverse. Ad esempio, se l'acqua presenta una salinità anormalmente bassa, aumentano drammaticamente il tasso metabolico al fine di compensare le irregolarità nel DNA e proteine.

    Quando gli scienziati hanno privato la Prorocentrum minimum del suo nutrimento principale, i composti azotati inorganici, finiti nelle acqua dei mari insieme ai fertilizzanti minerali, le alghe non sono morte ma hanno semplicemente iniziato a nutrirsi di urea e altri composti organici di azoto, i quali sono tracce di residui di animali o prodotti della degradazione dei loro tessuti e cellule. Tali sostanze, come dicono i biologi, di solito sono tossiche per il plancton, ma le cellule della minimi Prorocentrum hanno imparato a scambiare i nitrati  al loro interno e di altre fonti di azoto "non viventi".

    La combinazione di questi fattori secondo Scarlato spiega perché l'epidemia di "maree di sangue " si è così rapidamente diffusa nel Baltico. La capacità di adattarsi ad una bassa o ad un'alta concentrazione di sale in acqua e la capacità di adattare la propria alimentazione ha aiutato la Prorocentrum minimum a colonizzare gli instabili ecosistemi costieri baltici, dove il livello di salinità e disponibilità di nutrienti spesso cambia drasticamente.

    "Dopo aver accumulato nuovi dati, in futuro, vogliamo creare un modello in grado di prevedere quando e in quali condizioni questi organismi potenzialmente tossici si svilupperanno più intensamente. Allora saremo in grado di prevedere questo processo e trovare un modo per regolarlo"  conclude Skarlato.

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    biologia, Ricerca scientifica, scienza, Mar Baltico
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