22:43 15 Giugno 2019
Coppia di anziani

Studio di sociologi tedeschi sull'invecchiamento della popolazione in Europa

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Le regioni settentrionali e centrali dell'Europa saranno stabili da un punto di vista demografico fino al 2050, al contrario il sud e l'est del continente registreranno l'invecchiamento della popolazione. Emerge da uno studio dell'Istituto di sociologia di Berlino pubblicato oggi.

"L'invecchiamento è senza dubbio una delle ripercussioni economiche più tangibili nello sviluppo demografico. Ci sono due opzioni per combattere questo fenomeno: ci sono due opzioni per avere maggiore forza lavoro: aumentare la natalità o favorire l'immigrazione. L'Europa può diventare un pioniere del fenomeno migratorio, ma possiamo vedere che lo sviluppo in questa direzione in diverse parti del continente avviene in modi diversi," — si legge nella presentazione dello studio, in cui sono stati analizzati i dati di 290 regioni europee.

Sono stati ottenuti i seguenti risultati: i Paesi scandinavi, il Regno Unito, l'Olanda, l'Austria, la Germania e la Svizzera sono i Paesi più solidi da un punto di vista economico e demografico.

La crisi demografica iniziata negli anni '80 nell'Europa meridionale, con la crisi finanziaria e l'esplosione del debito la situazione è destinata a peggiorare e secondo le previsioni in Paesi come Italia, Grecia, Spagna e Portogallo l'invecchiamento della popolazione sarà ancor più accentuato.

Ancor più drammatica sarà la situazione demografica dell'Europa orientale: l'incapacità di raggiungere il benessere economico dell'Europa occidentale genererà un'alta emigrazione, soprattutto tra i giovani, tassi di natalità in calo e rapido invecchiamento.

Di conseguenza Paesi come la Bulgaria e la Romania entro il 2050 potrebbero perdere ogni anno lo 0,5% della popolazione, mentre il calo demografico nei Paesi Baltici sarà ancor più accentuato con perdita della popolazione fino al 40%. 

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Tags:
Demografia, Immigrazione, Società, Scandinavia, Europa orientale, Germania, Europa
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