22:02 25 Maggio 2019
Il formaggio

Media: produttore di formaggio francese alla conquista del mercato russo

© Sputnik . Viktor Tolochko
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Tre anni dopo che il presidente Vladimir Putin ha messo l’embargo agli alimentari europei, in Russia è stata avviata la produzione dei formaggi camembert e saint-marcellin, e a breve inizierà anche quella del chaource, reblochon e munster. Lo scrive il giornale Le Monde.

Tre anni dopo l'introduzione dell'embargo alimentare in Russia, in risposta alle sanzioni occidentali per l'annessione della Crimea e il conflitto militare nell'est dell'Ucraina, il mercato del formaggio in Russia si sviluppa vivamente. Dopo un periodo oscuro, quando sui banchi non restava niente tranne il surrogato del cheddar insipido, sono apparsi i prodotti sostitutivi. È apparso il camembert fatto in Russia, così come il saint-marcellin. Tra poco toccherà al chaource.

Philippe Nyssen, 51-enne imprenditore di Anversa, specializzato in immobili industriali e diversi tipi d'affari in Kazakistan e Russia dal 1992, adesso ha deciso di investire nella produzione del formaggio.

Nei sotterranei di un mercato di Obninsk, nella regione di Kaluga, il primo gennaio di quest'anno è cominciata modestamente l'attività della compagnia Grand Laitier. Oggi ci lavorano 12 dipendenti. Il caseificio di 300 metri quadri, che dà un po' l'impressione di essere in un laboratorio clandestino, era gestito dal socio di Nyssen Frédéric Piston d'Eaubonne. Vi ha passato tre mesi, però alla fine ha preferito andarsene in Canada. A settembre arriverà il suo sostituto. "Siamo all'inizio della storia", dice con entusiasmo l'imprenditore di Anversa. Entro la fine di luglio il caseificio produrrà 50 chili di formaggio al giorno.

Nessun investitore stranieri ha voluto finanziare l'impresa dei due soci. "Putin, il contesto", allarga le braccia Nyssen che ha gia investito 750 mila euro di tasca propria e ha grandi piani per il futuro: 20 millioni di euro in 5 anni. Già è proprietario del diritto di prelazione dell'acquisto di 400 ettari di terreni agricoli e 4 ettari di territori industriali per costruirci le fabbriche future per la produzione di 8 tonnellate di formaggio al giorno. E inoltre sarà messa in funzione la linea della produzione del formaggio di capra.

"Il russo è un consumatore straordinario. È curioso. Se vede qualcosa nuova e può permettersela se la compra", dice Nyssen.

Rimane la questione dello smercio. Il prodotto è destinato maggiormente al mercato di Mosca, dove gli strati medio e alto sono abituati a degustare il formaggio francese. Anche se si parla della produzione artigianale le vendite crescono di giorno in giorno, dice l'articolo. Attualmente dispone di alcuni punti vendita solo nella capitale russa.

"L'importazione ha creato la necessità; l'embargo ha creato la mancanza", assicura Nyssen. In un mese ha venduto mille forme di raclette, fatto a Smolensk, e 6000 forme di saint-marcellin e сrottin prodotti da Grand Laitier.

Però la concorrenza sarà dura, nota il giornale. Il numero di produttori russi sta crescendo. Uno di loro non si è limitato a portare mille pecore dalla Francia. E nessun marchio registrato può essere protetto. La maggior parte dei formaggi francesi sono d'origine protetta (DOP) solo se appartengono a un territorio determinato, come, per esempio, Camembert de Normandie, Crottin de Chavignol o Brie de Meaux. "Per altri basta scrivere il nome in cirillico e da questo non si può proteggersi", sottolinea Sébastien Gumbel, proprietario di un punto vendita.

E se l'embargo sarà eliminato? "Ho ancora un anno davanti", dice Nyssen che prevede una produzione competitiva, visto gli stipendi bassi (350 euro in media) e il livello della tassazione bassa. In prospettiva fino al 2018 non cambierà nulla, e la produzione dei formaggi francesi in Russia continuerà a svilupparsi.

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Produzione, formaggi, generi alimentari, Embargo, Media, Russia
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