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    Dimostrata ipotesi di unico impatto su Marte

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    Degli scienziati americani e giapponesi hanno svelato in una volta tre segreti legati al passato di Marte, confermando così l'ipotesi di un unico impatto emersa già 30 anni fa. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters, lo comunica l'università del Colorado a Boulder, USA.

    Gli scienziati sono stati in grado anche di spiegare l'aspetto liscio e relativamente più giovane dell'emisfero nord rispetto a quello sud, l'alto contenuto di metalli nel sottosuolo di Marte anche l'origine di Phobos e Deimos, i due satelliti del pianeta.

    Gli scienziati credono che circa 4,43 miliardi di anni fa un corpo celeste (non meno di 1200km di diametro, più grande di Cerere) sia precipitato sull'emisfero nord di Marte. Questo ha portato alla deformazione del pianeta e della regione colpita (per questo sembra più giovane rispetto all'emisfero sud) e ha introdotto nelle viscere del pianeta dei metalli (che attualmente rappresentano, secondo le stime degli scienziati, fino allo 0,8%della massa del pianeta), ma anche la formazione dopo l'impatto di eventuali frammenti di satelliti.

    Gli scienziati sono giunti a tali conclusioni dal fatto che ci sono dei frammenti di meteoriti marziani sulla terra, i quali contengono una percentuale di metalli (prima di tutto platino, osmio e iridio) presente nella massa totale del pianeta rosso. Poi con l'aiuto di simulazioni al computer gli esperti hanno identificato le caratteristiche del corpo celeste, il quale scontratosi con il pianeta lo ha portato alle condizioni attuali.

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    Marte, Pianeta, Spazio, studio, meteorite, Marte, Esplorazione dello spazio, Università, Marte
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