01:11 06 Dicembre 2019
Recep Tayyip Erdogan

Gazeta Wyborcza: la Turchia autoritaria svelerà alla Russia i segreti NATO

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La sempre più disillusa dall’Occidente e autoritaria Turchia approfondiscce i sui rapporti con la Russia. Ankara ha dichiarato persino di voler acquistare i sistemi S-400 dalla Russia scrive sulla testata Gazeta Wyborcza Robert Stefanitsky.

Il giornalsita polacco è preoccupato: ritiene che i turchi potrebbero rivelare ai nuovi alleati i segreti della NATO. Ma è anche possibile che accada il contrario, l'alleanza stessa avrebbe accesso al sistema russo, riconosce il giornalista.

"Nell'esercito turco è aumentata l'influenza del partito dei generali che hanno fatto una scommessa su un alleanza con la Russia. Poco a poco la Turchia sta diventando compromettente per l'alleanza atlantica" scrive Stefanitsky.

"Taglieremo la testa traditori!" ha detto il presidente Erdogan durante un sabato sera in occasione del primo anniversario della repressione militare del colpo di stato.

I "traditori" accusati dalle autorità di presunti legami con l'organizzatore del colpo di stato Fethullah Gulen, sono in attesa del ritorno della pena di morte in Turchia mentre decine di migliaia di funzionari, insegnanti, giornalisti, giudici e ministeri, insieme con le loro famiglie, ma anche militari, sono stati licenziati dal lavoro, arrestati o spaventati. Secondo l'analista Metin Gurzan, tra marzo e settembre 2016 il corpo degli ufficiali turco è diminuito dell'8%, mentre il numero dei generali del 38%. La pulizia ha più toccato coloro che hanno lavorato nelle strutture della NATO: sono state sospese dall'incarico 400 persone e centinaia di altri si sono rifiutati di tornare in Turchia, dove li aspetterebbe la prigionia e la tortura, spiega l'autore.

Il comandante delle forze NATO in Europa, il generale Curtin Scaparotti ha deplorato a dicembre "il deterioramento" della capacità operativa dell'alleanza dopo il licenziamento degli "abili e talentuosi" militari turchi. "Ma non è questo il problema più grande che la NATO ha con questo paese" sottolinea il giornalista.

Una settimana fa Erdogan in un'intervista con il Die Zeit non è stato in grado di rispondere alla domanda in chi avesse più fiducia: Vladimir Putin o Donald Trump. "Non ci faccia scegliere!" ha detto.

"In queste parole si può riconoscere la strategia di Ankara: delle manovre tra potenze rivali tra loro, nella speranza che alla fine una di queste darà il sostegno di Erdogan alle sue condizioni. Gli americani non volevano ritirarsi dall'alleanza con i curdi in Siria e hanno rifiutato l'estradizione di Gulen, quindi, Erdogan approfondisce le relazioni con la Russia" dice l'autore.

Mentre nel 2015 c'era più odore di guerra: i caccia turchi abbatterono un bombardiere russo in Siria che aveva presumibilmente violato lo spazio aereo turco. L'attacco è una pugnalata alla schiena dai complici dei terroristi, ha ritenuto Putin, sottolineando che Ankara sostiene in Siria i radicali islamici che combattono le forze del regime di Damasco, supportate da Mosca.

La Turchia ha resistito all'inizio ma alla fine si è scusata per l'aereo abbattuto. Dopo quattro giorni la soppressione del colpo di stato i due piloti che hanno abbattuto il Su-24 russo, sono stati arrestati per aver partecipato al colpo di stato di Gulen, e il sindaco di Ankara ha accusato loro di aver provocato la crisi con la Russia. "Perché? Perché volevano isolarci nel mondo" ha detto in un discorso di Melih Gokcek, uno dei falchi più importanti nel governo del Partito della giustizia e dello sviluppo.

"Fino agli Stati Uniti da qui ci vogliono 10 ore di volo, mentre per Mosca solo due" ha detto in una intervista Erdogan. "Il nostro commercio con gli Stati Uniti è significativamente diminuito. Ogni paese tende alla soddisfazione dei propri interessi nazionali. E la Russia è il nostro più grande fornitore di energia" ha sottolineato lui.

"Non solo" aggiunge l'autore. Il Ministero della difesa turco sta completando l'acquisto dei sistemi d'arma russi S-400. Il valore del contratto arriverebbe a $2,5 miliardi. In precedenza Ankara aveva valutato l'acquisto di sistemi analoghi da un consorzio italo-francese, per i missili americani Patriot o i cinesi HQ-9. Nel 2013 la decisione era stata presa a favore di questi ultimi, ma due anni dopo, sotto la pressione della NATO, la Turchia ha rifiutato di missili cinesi.

Tuttavia l'acquisto da parte della Turchia dei sistemi d'arma russi potrebbe dare alla NATO un'occasione senza precedenti per studiare la tecnologia russa e studiare come neutralizzarla. "Tuttavia solo a condizione che Ankara rimanga parte dell'Occidente, e questo mi sembra discutibile. Invece di integrare il suo esercito con la NATO, la Turchia inzierà ad integrarlo con la Russia. Non si può sminuire il rischio che la Russia, con la mediazione della Turchia, possa avere accesso ai segreti dell'alleanza" sottolinea l'autore.

"La NATO già da tempo non ottiene nessun vantaggio dalla Turchia" ha aggiunto lui. Nonostante il fatto che le forze armate turche siano la quarta per potenza tra i paesi della NATO, dopo USA, Francia e Regno Unito, e seconde per la partecipazioni nei teatri di guerra solo agli americani, ad esempio il 7% del personale turco ha partecipato all'operazione in Kosovo e il 4% in Afghanistan.

Tuttavia il bene più importante della NATO in Turchia è la base aerea di Incirlik. Ma la Turchia da controvoglia l'autorizzazione per il suo utilizzo ai fini di combattimento. Dopo il colpo di stato è diventato ancora peggio: a Incirlik è stato individuato un nido dell'"organizzazione terroristica di Gulen". La turchia non ha permesso ai deputati tedeschi di inviare il proprio personale alla base e dal mese di luglio, la Germania ha iniziato a trasferire i suoi soldati ad una nuova base in Giordania.

I militari NATO hanno anche lamentato il fatto che la Turchia blocca le esercitazioni con i paesi dell'alleanza non graditi da Erdogan: Germania, Austria, Olanda e Danimarca. Questi governi hanno duramente criticato Ankara per la pulizia del personale e altre azioni autoritarie e non hanno permesso l'organizzazione nei loro paesi di eventi legati al partito del governo del leader turco. "A questo si può aggiungere anche il contenzioso con la Grecia su Cipro: e si può pensare, se in generale la Turchia dovrebbe restare un membro della NATO?" si chiede l'autore.

"Finora non è mai stato espulso nessun governo dall'alleanza, e probabilmente anche questa volta non si arriverà a tanto. Non c'è nessuna procedura, nessun precedente, ma più di tutto l'alleanza non vuole perdere la testa di ponte tra i teatri di guerra in Medio Oriente e il mar Nero. Il precedente segretario di stato John Kerry ha minacciato di espellere Ankara per le sue azioni anti-democratiche, ma si è scoperto che erano parole al vento. E Trump, soprattutto, non avrà il coraggio" scrive Robert Stefanitsky.

Di conseguenza la Turchia potrebbe ridurre sempre di più la propria attività nell'alleanza, non smettendo di trarre beneficio dalla sua appartenenza. I membri radicali dal Partito della giustizia e dello sviluppo vorrebbero uscire dalla NATO. Uno dei deputati Shamil Tayyar ha definito quest'anno l'alleanza una "organizzazione terroristica" che minaccia la Turchia, e l'ha accusata pubblicamente di tutti i colpi di stato in Turchia a partire dal 1960.

"La nostra delusione per l'Occidente è una cosa, ma l'uscita dalla NATO è qualcosa di completamente diverso" ha detto Erdogan. "Non ci aspettiamo questo. Siamo delusi nel processo di adesione all'UE, ma la NATO è sempre stata più onesta nei nostri confronti rispetto alll'Unione Europea".

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Espansione NATO, NATO, Presenza militare NATO, Colpo di stato in Turchia, Dislocazione truppe NATO, Adesione alla NATO, Esercitazioni NATO, Basi NATO, Unione Europea, NATO, Melih Gokcek, Recep Erdogan, Vladimir Putin, Turchia
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