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    La bandiera della Libia

    L’Europa è in crisi senza Gheddafi

    © AP Photo/ Mohammad Hannon
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    L’Europa prima delle elezioni. O si costruiscono nuove recinzioni sulle spiagge, o ci si deve accontentare di un accordo con un ex sostenitore di Gheddafi come governante della Libia. Non ci sono altre possibilità per difendersi dalla nuova ondata di immigrati, dice il giornalista di RIA Novosti Vladimir Bychkov a radio Sputnik.

    "Bruxelles sta elaborando delle misure per aiutare l'Italia, la quale si è trovata di fronte ad un afflusso di rifugiati senza precedenti provenienti da paesi africani. Nella prima metà del 2017 nella penisola sono arrivati circa 85 mila rifugiati dall'Africa, un terzo in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L'italia non sta reggendo l'afflusso di profughi e sta chiedendo aiuto agli altri paesi dell'UE. 

    Prima si è rivolta alla Germania. Berlino ha dichiarato di aver alzato la quota di accettazione di rifugiati provenienti dall'Italia da 500 a 750 persone al mese. Insieme a questo Berlino garantisce un aiuto finanziario a Roma. I restanti paesi europei non si affrettano né con le dichiarazioni né con il denaro. Al contrario irrigidiscono la propria politica d'immigrazione. In Italia gli immigrati hanno perso il diritto di ricorso in caso di rifiuto alla richiesta d'asilo. La Francia ha ridotto la lista dei paesi dove è pericoloso rispedire i rifugiati. L'Ungheria si rifiuta di accettare gli immigrati persino su minaccia di sanzioni da parte di Bruxelles. Le autorità ungheresi hanno costruito una fortezza al confine con la Serbia mentre il loro deputato all'Europarlamento ha proposto di decorare le recinzioni con teste di maiale. Lo scandalo è stato enorme. Le autorità del Lussemburgo hanno addirittura proposto di escludere l'Ungheria dall'Unione Europea.

    Tuttavia è accaduto l'inaspettato: tra i paesi che hanno inasprito la politica d'immigrazione si è aggiunta la Germania. Le autorità tedesche lo scorso anno hanno rifiutato il diritto di asilo a quasi la metà dei 700.000 richiedenti. Nel 2016 i tedeschi hanno rispedito a casa un numero record di immigrati: 80.000. Quest'anno ci si aspetta che il record verrà battuto.

    Adesso il flusso più grande di clandestini in Europa proviene dall'Africa, in particolare dalla Libia dove ancora oggi c'è un doppio, se non un pluri-governo. Sarebbe a dire che manca un'autorità centrale. A Tripoli, nell'ovest del paese, si trova il governo di unità nazionale riconosciuto dalle Nazioni Unite. Il secondo centro di potere si trova nella città di Tobruk a oriente. Oltre a questi due poteri, buona parte della Libia è controllata da gruppi radicali islamici legati allo Stato Islamico e ad Al-Qaeda.

    C'è ancora un altra forza, "L'esercito nazionale libico" guidata dal feldmaresciallo Khalifa Haftar. Recentemente ha annunciato la conquista di Bengasi, la seconda città più grande del paese, centro petrolifero e importante porto marittimo. Secondo gli esperti gli USA e l'UE potrebbero riconoscere a breve il feldmaresciallo come governante legittimo della Libia, perché lui, a differenza di altri, ha il vero potere. Haftar ha studiato in Unione Sovietica, in Occidente è considerato un leader pro russo. Nel 2016 ha visitato Mosca due volte per dei negoziati con le autorità russe. Allo stesso tempo però Haftar ha passato quasi 20 anni in USA e secondo i media ha persino cooperato con la CIA.

    A Bruxelles sperano che con l'avvento di Haftar al potere in Libia si interrompa l'afflusso di profughi africani in Europa. Come fu ai tempi di Muammar Gheddafi. Tant'è che Haftar al suo tempo fu uno dei sostenitori di Gheddafi…

    Viene naturale chiedersi allora perché Bruxelles non abbia pensato prima ai possibili flussi di clandestini quando ha deposto Gheddafi? E perché quello che è possibile con Trump non lo era con Obama? Quod licet Jovi, non licet bovi? E si vivrebbe ancora sotto l'ombrello nucleare degli Stati Uniti, se non fosse per i rifugiati e… per la Russia.

    Gli europei hanno intuito da soli la situazione sui migranti. Probabilmente dopo la notte di capodanno a Colonia. Mentre della Russia gli ha parlato Obama. Così come del terribile virus Ebola. E la Clinton avrebbe un sacco di storie da raccontare. Per esempio, circa l'uccisione dell'ambasciatore americano in Libia. Ma è arrivato Trump…

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    Unione Europea, UE, Muhammar Gheddafi, Muammar Gheddafi, Africa, Ungheria, Germania, Europa, Italia, Libia
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