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    L'ex ministro dell'Energia russo commenta l'intenzione di fornitura di GNL USA all'Europa

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    L'intenzione americana di avviare una fornitura diretta di gas naturale liquefatto, il GNL, a Polonia e paesi dell'Europa Centrale non segna l'inizio di una guerra commerciale, né la nascita di un nuovo fattore di potenziale aggravamento delle relazioni russo-americane.

    Lo ha detto a Ria Novosti il socio della fondazione Energhia ed ex ministro dell'Energia russo Igor Yusufov.

    Secondo l'ex ministro, che negli anni 2001-2011 è stato ministro dell'Energia della Federazione russa e rappresentante speciale del presidente della Federazione internazionale per la cooperazione energetica, una ponderata e approfondita valutazione, basata sull'analisi delle intenzioni americane, è stata fatta nel corso della conferenza stampa di Vladimir Putin al vertice del G20.

    "Il presidente ha considerato le dichiarazioni di volontà degli USA di aumentare notevolmente le esportazioni di gas di scisto, come espressione di "una sana concorrenza che va a beneficio di tutti". Così il Capo dello Stato russo ha focalizzato il nostro sostegno alle idee di mercato aperto, anche del mercato dell'energia, e ha condiviso l'impegno americano per una "aperta e leale concorrenza". Questa posizione, in particolare, è stata ribadita nel corso di un dibattito nella sessione del G20 con il presidente Donald Trump" ha detto l'ex capo del ministero dell'energia.

    L'ex ministro ha ricordato le parole di Putin sui costi di produzione e di consegna di GNL dagli USA verso i mercati tradizionali dell'Europa e dell'Asia, costi estremamente elevati, di produzione e di trasporto, come è per il GNL russo e per il gas naturale. "Queste parole trovano   interamente conferma nei calcoli degli esperti della fondazione Energhia" ha detto.

    Fondata nel 2011 la fondazione Energhia, con un valore di mercato di 3 miliardi di dollari, realizza attività di investimento nel campo della produzione, soprattutto per petrolio e gas di difficile estrazione in Russia. Gli esperti della fondazione hanno partecipato in modo efficace e lungimirante nel dialogo sull'energia all'inizio degli anni 2000 tra russi e americani, nel 2001, con i due presidenti Vladimir Putin e George Bush jr.

    "Già nel corso di due summit sull'energia, per USA e Russia, nel 2002 e 2003, gli esperti e i rappresentanti delle imprese dei due paesi erano d'accordo sull'idea che una fornitura di gas e di petrolio americano — in quegli anni un aspetto puramente teorico — sarebbe potuta avvenire solo in caso di efficace coordinamento con i fornitori tradizionali, tra i quali la Russia ha occupato e occupa un posto chiave.  Sono convinto che in tali consultazioni, in prospettiva, possono essere coinvolti tutti i fornitori tradizionali, per promuovere la stabilità a lungo termine sui mercati dell'energia" ha sottolineato Yusufov.

    Secondo l'ex ministro russo dell'Energia, la Russia "in modo equo e leale può e deve utilizzare i propri vantaggi competitivi nel commercio di idrocarburi e questi vantaggi troveranno la loro conferma di successo con il progetto Nord stream 2".

    Il presidente polacco Andrzej Duda ha detto la scorsa settimana che il suo paese può diventare un hub per la consegna di gas naturale americano per i paesi vicini, la questione è stata discussa nel corso dei suoi colloqui con il presidente americano Donald Trump. Ad aprile di quest'anno la Polonia ha firmato un contratto per una fornitura americana sola di gas naturale liquefatto, non raffinato.

    La Polonia ogni anno consuma circa 15 miliardi di metri cubi di gas, di cui 10 miliardi li consegna la Gazprom.

    Nel 2015, nel nord-ovest della Polonia, nella città di Swinoujscie è stato avviato un terminale per il GNL da 5 miliardi di metri cubi all'anno. A giugno del 2016  il governo della Polonia ha presentato i suoi piani in base ai quali, con quel terminale e con un gasdotto che collegherà la Polonia alla Norvegia, la Polonia fornirà indipendenza dalle forniture di gas "dell'est" fino al 2022.

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    gas della Russia, gas, forniture di gas, Polonia, USA, Russia
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