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    Explosion of San José during Wager's Action. Oil on canvas by Samuel Scott

    L’incredibile battaglia per i tesori del galeone “San José”

    © Foto: David Cordingly
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    La nuova battaglia per il prezioso galeone tra l'ex impero, la sua ex colonia e i cacciatori di tesori promette di essere molto entusiasmante.

    L'8 giugno 1708, il San José, con il suo equipaggio di oltre 600 uomini, faceva rotta a Cartagena dove fu attaccato dalla nave britannica HMS Expedition, armata con 70 cannoni. Il galeone affondò a causa di una esplosione con il suo prezioso carico: lingotti d'oro e d'argento massiccio, smeraldi e altri oggetti di valore. Il suo valore totale è stato stimato tra i 10 ai 17 miliardi di dollari.

    310 anni dopo la battaglia di Cartagena è iniziata un'altra battaglia. Nel 2015 i membri dell'Istituto colombiano di antropologia e storia con il supporto della marina hanno trovato i resti del galeone e nel 2016 il presidente colombiano, Juan Manuel Santos ha annunciato che il "San José" verrà portato in superficie. Il 12 giugno dei quest'anno con questo scopo è stato costituito un partenariato pubblico-privato.

    Secondo il professor Antonio José Rengifo, dottore in diritto del mare e direttore del Centro dei mari e degli oceani dell'Università Nazionale della Colombia, che ha trascorso quasi due decenni a sostenere in tribunale i diritti colombiani sul galeone, vi sono una serie di elementi fondamentali che indicherebbero che il tesoro appartiene al paese sudamericano.

    "Nel 1980 una società di esplorazioni subacquee americana dichiarò l'intenzione di cercare il galeone e ottenne il permesso di iniziare le ricerche. Se una società trova un relitto ha l'obbligo giuridico di comunicarne le coordinate. E in tal caso, si ottiene il diritto al riscatto di una percebtuale del valore del relitto in base alla legge determinata dal paese in questione" ha detto Rengifo a Sputnik.

    Rengifo ha contestato questa decisione, dimostrando che la richiesta fatta dall'azienda di esplorazione ha fornito documenti falsi.

    "Immaginate che vi chiedino di pagare qualcuno, anche se non siate obbligati a farlo. Smettono di pagarvi lo stipendio, vi buttano fuori di casa, e l'unica cosa che vi resta da fare è andare in tribunale e spiegare che qualcuno ha falsificato la tua firma. Qui è lo stesso: la società americana ha presentato i documenti e la corte suprema li ha riconosciuti nella forma in cui sono stati presentati, e ha stabilito che hanno diritto al 50% del tesoro".

    In risposta alle richieste del Sea Search Armada, Rengifo ha messo in questione la legittimità della concessione nel 1982 a questa azienda dei diritti per lo svolgimento di ricerche subacquee. Da qui il dubbio Rengifo sulla legittimità della sentenza della corte del 2007 che si basa su questi diritti.

    "Noi affermiamo che i loro certificati sono falsi perché sono stati emessi per aggirare il protocollo amministrativo. Se il Consiglio di Stato dichiarerà che i documenti sono falsi, il giudice sarà costretto a cambiare la propria decisione" ha detto l'avvocato.

    Quando Santos ha annunciato che gli scienziati colombiani hanno trovato il galeone, i rappresentanti della Sea Search Armada hanno dichiarato che Bogotà è stata in grado di trovare la nave grazie alle coordinate da loro comunicate nel 1994. Rengifo ha dimostrato però che non è così, perché i dati forniti dagli americani, non corrispondono a quelli con l'obbligo di fornire le coordinate della posizione esatta della nave.

    Alla disputa potrebbe unirsi anche la Spagna, che ha sempre considerato i galeoni come proprie navi da guerra, e, di conseguenza, di sua proprietà, anche se venivano usati per il trasporto di oro e smeraldi dalle colonie.

    Durante la sua visita in Colombia nel 2016, il Ministro della giustizia della Spagna Rafael Català Polo ha detto che "è una nave spagnola in quanto secondo il diritto internazionale una nave appartiene alla bandiera dello stato con la quale affonda. Centinaia di spagnoli "sono morti a bordo del galeone".

    "Crediamo che la cosa migliore che si possa fare è di rendere omaggio al patrimonio culturale, sarebbe a dire lasciare la nave nel punto in cui si trova" ha aggiunto il Ministro. Mi chiedo quale sarà la posizione di Madrid quando la Colombia recupererà il galeone dal fondo del mare.

    Rengifo ritiene che la Spagna abbia abbastanza potere nella vicenda. "La Spagna ha vinto una causa in un tribunale degli Stati Uniti per un altro galeone affondato. Si tratta di un precedente molto serio" ha avvertito l'esperto sul diritto del mare.

    "In Spagna il tema ha coinvolto diplomatici, militari, marinai e storici" ha ricordato l'avvocato. Madrid è sicura che la Colombia "non possa esigere nulla da essa" dice la fonte di Sputnik.

    "Non dobbiamo sottovalutare la Spagna, è una potenza militare, la quale ha più volte vinto le cause per i galeoni. La Spagna, ha grande esperienza diplomatica e lavora in modo molto efficace" ha spiegato Rengifo.

    La nuova battaglia per il prezioso galeone tra l'ex impero, la sua ex colonia e i cacciatori di tesori promette di essere molto entusiasmante.

    Tags:
    Storia, nave, Colombia, Spagna
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