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    Civili in fuga da Mosul

    Mosul, le mogli dei combattenti dell'ISIS raccontano la vita al fianco dei jihadisti

    © REUTERS / Alaa Al-Marjani
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    La polizia federale irachena ha parlato con le mogli dei combattenti dell'ISIS portate via da Mosul. I video con le interviste si trovano sull'edizione araba di Sputnik.

    Come raccontato da una donna, è stata costretta a sposarsi con un terrorista per volere di uno zio. Era sostenitore del Daesh ed era convinto che avrebbe ottenuto benefici per il matrimonio combinato della nipote, ma 2 anni fa è stato assassinato.

    La moglie del jihadista ha spiegato che non poteva scappare, perché il marito l'ha tenuta segregata in una cantina per oltre un anno e, dopo aver cercato di contattare i fratelli della madre che servivano l'esercito iracheno, il consorte ha minacciato di ucciderla. Una volta dopo averla costretta a telefonare ai parenti della madre, per la rabbia ha spezzato la scheda sim del telefonino. A tutti gli appelli della donna per lasciare Mosul e arrendersi alle forze irachene, il terrorista rispondeva con un no secco, sostenendo che non c'era nulla di buono in questo. Durante l'assedio, l'uomo è fuggito e sua moglie è stata lasciata sola con il suo bimbo piccolo di 1 anno.

    Come chiarito dal capo della polizia federale irachena Sharik Jaudat, le donne che hanno accettato di rispondere alle domande davanti alla telecamera sono innocenti.

    "Se fossero complici di qualche crimine, non sarebbero state riprese".

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    Tags:
    ISIS, jihad, Terrorismo, Società, Mosul, Iraq
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