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    Xi Jinping e Vladimir Putin

    Media: l’alleanza tra Russia e Cina mette in difficoltà l’Occidente

    © Sputnik. Michael Klimentyev
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    Vladimir Putin e Xi Jinping hanno deciso di trovare congiuntamente una soluzione diplomatica alla crisi nordcoreana, scrive il Guardian. Questa posizione comune sulla Corea del Nord riflette il rafforzamento dell'alleanza tra i due paesi, che nel suo complesso non è stata notata dai paesi occidentali.

    Al riavvicinamento tra Mosca e Pechino hanno contribuito la "mutevolezza" di Donald Trump e le nuove opportunità create dall'indebolimento del ruolo guida degli Stati Uniti nel mondo, sostiene la pubblicazione.

    Nella riunione di Mosca, Vladimir Putin e Xi Jinping si sono impegnati a lavorare insieme per trovare una soluzione pacifica alla crisi coreana. Il duo diplomatico sembra in netto contrasto con le "minacce rudi e le tattiche di pressione" di Donald Trump.

    Secondo la pubblicazione, una dichiarazione congiunta sulla situazione in Corea del Nord riflette anche l'ampiezza dell'alleanza russo-cinese, che in generale non è stata notata in Occidente.

    "La macchina russo-cinese sta acquistando velocità e Trump è come il personaggio sfortunato di un fumetto legato ai binari", scrive il quotidiano britannico.

    È interessante notare che la cooperazione tra Mosca e Pechino va ben oltre la penisola coreana. I due leader hanno concordato di promuovere la cooperazione e il sostegno per la protezione della propria sovranità, della sicurezza e degli interessi nazionali. Inoltre la Russia e la Cina condividono sempre più spesso posizioni comuni su molte questioni internazionali al Consiglio di sicurezza dell'ONU.

    L'incontro dei due leader a Mosca ha coinciso con il test della Corea del Nord di un missile balistico intercontinentale. Queste armi possono aumentare in modo significativo le capacità offensive di Pyongyang, sottolinea l'articolo.

    Il test ha causato proteste da parte di Giappone e Corea del Sud. Tuttavia, entrambi i paesi, alleati degli Stati Uniti, "cercano l'aiuto al nord, non a Washington". Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha detto che in particolare si attende un ruolo costruttivo da parte di Russia e Cina, suggerendo che Trump "aggrava solo la situazione". Il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in promette di ripristinare le relazioni con Pyongyang, cosa in pieno contrasto con l'approccio della Casa Bianca. Dopo l'incontro "senza risultati" con Trump il presidente sudcoreano ha ceduto alla "pressione russo-cinese" ed è stato costretto a sospendere il dispiegamento dei sistemi di difesa missilistica degli Stati Uniti sulla penisola.

    I due capi di stato stanno pure pensando come gestire la qustione con Trump e ambedue vedono l'opportunità in occasione del summit G20.

    Durante l'incontro con Xi Jinping in aprile il presidente americano ha chiesto aiuto alla Cina riguardo il problema della Corea del Nord. Più tardi la Casa Bianca ha espresso il suo malcontento per i pochi sforzi della Cina in questa direzione.

    "Ora il bluff di Trump sarà scoperto. Ha davanti una scelta difficile tra brandire le armi o avere la necessità di vincere diplomaticamente per evitare la guerra", scrive il periodico.

    Ad Amburgo il leader cinese potrà chiedere in cambio del suo aiuto più concessioni a Trump. Però dovrà agire con delicatezza visto la volubilità del leader americano.

    Secondo il periodico, il capo della Casa Bianca sarà nella posizione più debole anche all'incontro con Putin, visto lo scandalo Russiagate. Il summit G20 darà la possibilità a Putin di baratare con Trump qualsiasi cosa, come la revoca delle sanzioni contro la Russia.

    "Il dilettante Trump dovrà darsi da fare. I suoi lanci saranno inutili contro il leader russo che ha l'esperienza e l'autorità e anche la cintura nera di judo", scrive The Guardian.

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    Alleanza, Opinioni della stampa, Media, Cooperazione, Xi Jinping, Vladimir Putin, Cina, Russia
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