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    Distruzione della guerra in Siria

    Ecco come inizia una guerra tra le grandi potenze

    © REUTERS/ Rodi Said
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    "Nell'ultimo mese, per la prima volta dall'inizio della guerra civile in Siria nel 2011, gli Stati Uniti hanno attaccato in maniera diretta le forze governative siriane e i loro alleati - e non una volta, ma almeno quattro volte".

    Lo ha detto il ricercatore della Harvard Society of Fellows, Emil Simpson, a Foreign Policy. "Il problema urgente ora è, piuttosto che la Siria, la Russia, che in risposta all'ultimo di questi incidenti, nel corso del quale un caccia americano ha abbattuto un aereo siriano, ha minacciato di prendere di mira tutti gli aerei della coalizione guidata dagli USA, che volano sopra la Siria".

    "Se USA e Russia verranno risucchiati in una guerra in Medio Oriente, come è possibile la descalation?" si chiede l'esperto. Simpson lo considera "il nucleo dell'attuale conflitto russo-americano in Siria".

    "Al centro del nucleo del conflitto c'è, nonostante gli USA abbiano ottenuto molto con la coalizione, l'espulsione dello Stato Islamico da Iraq e Siria, obiettivo politico dell'amministrazione Obama, formulato da Trump solo al negativo: per eliminare lo Stato Islamico. Nessuna delle due amministrazioni ha offerto una visione positiva per la gestione del territorio, senza IS. In altre parole, gli USA hanno una strategia militare, ma non politica: più indietreggia l'IS, più è evidente la mancanza di strategia nella politica americana", afferma l'esperto.

    "Immaginate un cane che abbaia bene, ma senza senso dell'orientamento: il Medio Oriente è ora come un gregge tormentato", si legge nell'articolo.

    "Anche la stessa amministrazione sembra confusa su come rispondere alle conseguenze della propria strategia, che suggerisce ovviamente opposti segnali, presentatisi anche nel corso della crisi del Qatar. Anche se il presidente Trump ha sostenuto calorosamente il blocco del Qatar in pubblico, il suo team per la sicurezza nazionale, dietro le quinte, ha cercato di ridurre l'escalation, e sembra che questa sia la linea prevalente", osserva l'autore.

    "Che cosa vuole Washington in senso positivo? Chi lo sa" si legge nell'articolo.

    "A mio parere, fino a quando gli USA non forniranno strategie positive, continueranno gli scontri diretti tra gli sciiti supportati dalla Russia e truppe americane, questo potrebbe condurre al fatto che Russia abbatterà un aereo americano, o viceversa. Anche allora, mi sembra, né Washington, né Mosca vorranno combattere convenzionalmente. Tuttavia, la dinamica del conflitto non è mai completamente razionale, non lo è mai. Lo spargimento di sangue può causare una nuova pressione emotiva e prendere un verso che nessuno si aspettava" conclude Simpson.

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    Tags:
    Strategia, Crisi in Medio Oriente, Forein Policy, Russia, Siria, USA
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