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    Un'esultanza di Massimo Carrera

    Confederations e Mondiali, in Russia si vince con il... Massimo

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    Riccardo Pessarossi
    Mondiali di Calcio 2018 (50)
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    Calcio e Russia sotto ai riflettori con l’avvio della Confederations Cup, prova generale dei Mondiali del 2018. Come si diventa campioni in Russia in un’intervista esclusiva a Sputnik Italia lo spiega Massimo Carrera, allenatore dello Spartak Mosca, grazie a lui tornato al titolo di Russia dopo ben 16 anni di attesa.

    Quando si dice, "è destino". Luglio 2016. La sconfitta casalinga contro lo sconosciuto l'AEK Larnaca nei preliminari di Europa League sembrava l'inizio della diciassettesima stagione a secco per lo Spartak Mosca, il club più titolato di Russia. Esonerato l'allenatore Dmitry Alenitchev, la guida passa a Massimo Carrera, arrivato due settimane prima per fare il "consulente tecnico" e poi diventato mister della squadra campione di Russia.

    Mister, un anno fa solo i più ottimisti (o meno sobri) tra i tifosi avrebbero creduto in questo risultato, e invece è stato scudetto al primo colpo, dopo ben 16 anni di attesa. Cosa provi ripensando a quanto fatto?

    E' stato un anno straordinario perché è successo tutto così all'improvviso. Ho accettato perché mi sentivo in grado di comandare una squadra. Ho portato con me la mia passione, i miei valori ed abbiamo vinto.

    Passione e valori: non sei il primo tecnico italiano ad aver successo in Russia (prima di te ricordiamo Spalletti nel calcio, Messina nel Basket, Gamba nel judo). Come nasce questo feeling sportivo?

    Sicuramente siamo un po' più esigenti sotto certi aspetti, siamo più pignoli, siamo bravi a fare tattica quindi cerchiamo di stressare i giocatori sotto questo punto di vista. Penso che i valori principiali siano quelli dell'impegno e della passione, dove tu fai tutto per ottenere il massimo di quello che puoi fare.

    A caldo, dopo la vittoria, hai detto: "prima di tutto siamo una famiglia, poi una squadra". Come sei riuscito a diventare "padre" di una famiglia come questa, ovvero di uno spogliatoio che raggruppa una decina di nazionalità diverse?

    Si riesce parlando con i ragazzi, facendogli capire il significato di gruppo: cosa vuol dire avere la mentalità vincente, essere un gruppo vincente, dove tutti lavorano insieme e nessuno è invidioso se gioca lui o se gioca un altro. Penso che questa sia la cosa fondamentale per arrivare a fare il massimo, che è il vero traguardo. Si gioca per fare il meglio poi a volte si vince a volte no, ma l'importante è che un gruppo dia sempre tutto senza avere rimpianti.

    #questi #sono#i#miei# guerrieri#onore#a#loro#fino# alla#fine#FORZASPARTAK#

    Публикация от Massimo Carrera Official (@massimo.carrera4) Авг 28 2016 в 2:38 PDT

    Nell'era dei social network, il "gruppo" Spartak si è visto anche fuori dal campo, con le foto collettive che dopo ogni vittoria pubblicavi su instagram. Tu però non appari mai, eri il fotografo "segreto"?

    E' appunto.. un segreto. Diciamo che è stata tutta un'idea dei ragazzi.

    E' cambiata la tua vita dopo un anno di vita Russia?

    Non credo di essere cambiato. Ho 53 anni ed è da 53 anni che sono così. Sono rimasto la persona che ero prima, non è che perché ho vinto ed ho fatto qualcosa che cambio atteggiamento. Rimango così e continuo a far la vita che facevo prima.

    Che impressione ti ha fatto Mosca?

    Non ho vissuto tantissimo Mosca, perché vivevo quasi sempre in base. Soltanto quando mia moglie e le mie figlie venivano a trovarmi abbiamo girato un po'. Oltretutto non avendo neanche amicizie fuori dal calcio per il primo anno ho esplorato poco Mosca.

    Un'idea però te la sarai fatta. E' peggio il freddo, o il traffico?

    Il problema di Mosca è il traffico. Una volta stavamo andando in ritiro pre-partita partendo dalla base ed era venerdì, quindi c'era un traffico allucinante. Così, dopo un'ora che eravamo in pulmann e ci voleva ancora un ora e mezza per arrivare in albergo, abbiamo deciso di uscire e prendere la metropolitana. In un quarto d'ora eravamo li.

    Dal quarto d'ora in metropolitana di Mosca, alle trasferte in Siberia. Anche lì avete trovato traffico?

    In coppa di Russia abbiamo giocato a Khabarovsk. E' stato incredibile. Perché fare 9 ore di volo e 7 di fuso orario giocando sempre in Russia è stata una cosa un pò strana, però nel calcio c'è anche questo.

    Narra la leggenda, che nel 1936 il fondatore dello Spartak, Andrey Starostin, scelse questo nome leggendo il titolo di un libro in italiano, dedicato al gladiatore Spartaco. Forse anche per questo i tifosi dello Spartak ti hanno subito adottato come loro condottiero?

    Sinceramente non mi aspettavo tutto questo calore. Ho notato che lo Spartak ha tanti tifosi ed è seguita in tutta la Russia e questo penso che sia una cosa positiva per una squadra, perché al di là di quello che si pensa, nel mondo del calcio la vicinanza dei tifosi a volte ti aiuta a dare di più. Quando riesci a instaurare un rapporto coi tifosi è molto importante. Io il primo giorno che sono diventato allenatore ho promesso ai tifosi che la squadra avesse fatto il massimo in campo con un'anima giocando al 100 per 100 devono essere orgogliosi, perché la squadra ha fatto una cosa straordinaria.

    Come va con i tifosi delle altre squadre? Qualche anno fa, in un'intervista, l'ex arbitro Roberto Rosetti chiamato a dirigere gli arbitri del campionato russo, disse che in Russia lo stupì molto il rispetto che in ogni città avvertì nei propri confronti. Disse "anche chi poteva insultarmi, non lo faceva". 

    Questo non posso dirlo perché non capiscono cosa dicono, non so se mi insultano o no, ma ho sempre trovato cordialità. Ovviamente gli altri tifosi fanno il tifo per la loro squadra, ma sempre con sportività.

    Quanto è difficile da imparare il russo?

    Abbastanza. Capisco qualcosa, ma solo le cose basilari. Quest'estate penso di studiare un po'.

    Nella Confederations Cup il 21 giugno la Russia affronterà il Portogallo di Cristiano Ronaldo nel "tuo" stadio, quello dello Spartak a Mosca. Tu che lo conosci, ci dici che atmosfera si prova?

    E' uno stadio bello, caldo, moderno. Mia moglie e le mie figlie la prima volta che sono venute a vederci allo stadio mi hanno detto che sono rimaste impressionate. In effetti fa impressione perché non si pensa che in Russia magari possano esistere degli stadi così, però ci sono e da qui al prossimo anno ne stanno costruendo degli altri.

    Proprio l'anno prossimo ci sono i mondiali, che consiglio daresti ai tifosi italiani che vogliono venire in Russia?

    Dico che la Russia è un paese che vale la pena visitare, assolutamente. L'unico consiglio, prima di uscire di casa è accendere il telefonino e controllare il traffico.

    VERO o FALSO

    Uno dei principali concorrenti dello Spartak Mosca è lo Zenit San Pietroburgo che l'anno prossimo sarà allenato dall'italiano Roberto Mancini. Qualcuno ha calcolato che se si guardasse ogni singolo oggetto esposto all'Hermitage per 2 minuti, si passerebbero 6 anni nel museo per vederlo tutto. E' vero o falso?

    Vero. Però non ci sono mai stato.

    SUPERSTIZIONI

    Secondo un sondaggio dell'anno scorso, circa un russo su due crede a delle superstizioni. Ne conosci qualcuna?

    Si. Stringersi la mano sotto lo stipite di una porta. Non si fa, porta sfortuna.

    • Massimo Carrera intervistato in esclusiva da Sputnik Italia
      Massimo Carrera intervistato in esclusiva da Sputnik Italia
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    • 14-5-2017, Perm: Carrera festeggia insieme a giocatori e tifosi il titolo che mancava da 16 anni
      14-5-2017, Perm: Carrera festeggia insieme a giocatori e tifosi il titolo che mancava da 16 anni
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    • Souvenir dal campo per questo tifoso
      "Souvenir" dal campo per questo tifoso
    • Massimo Carrera festeggiato dai suoi giocatori
      Massimo Carrera festeggiato dai suoi giocatori
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    • La premiazione dello Spartak Mosca sul terreno dell' Arena Otkrytie
      La premiazione dello Spartak Mosca sul terreno dell' Arena "Otkrytie"
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    • Una coreografia dedicata a Massimo Carrera dai tifosi dello Spartak Mosca
      Una coreografia dedicata a Massimo Carrera dai tifosi dello Spartak Mosca
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    • Massimo Carrera esulta insieme al centrocampista dello Spartak Mosca Roman Zobnin
      Massimo Carrera esulta insieme al centrocampista dello Spartak Mosca Roman Zobnin
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    • Massimo Carrera da indicazioni ai suoi giocatori durante la partita Tom' Tomsk - Spartak, giocata a -14°
      Massimo Carrera da indicazioni ai suoi giocatori durante la partita Tom' Tomsk - Spartak, giocata a -14°
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    • Prima di uscire di casa, controllo il traffico al cellulare dice Massimo Carrera
      "Prima di uscire di casa, controllo il traffico al cellulare" dice Massimo Carrera
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    Massimo Carrera intervistato in esclusiva da Sputnik Italia

    Massimo Carrera, classe 1964, in Italia è stato calciatore dal 1985 fino al 2008 con le maglie di Bari, Juventus, Atalanta, Napoli, Treviso e Pro Vercelli. Ha iniziato la carriera di allenatore nel 2010, nel settore giovanile della Juventus, proseguendo poi come vice di Antonio Conte nella Juventus e nella Nazionale Italiana.
    Nel luglio 2016, dopo gli Europei di calcio in Francia, ha accettato la proposta dello Spartak Mosca, dov'è arrivato in qualità di aiuto-allenatore nello staff di Dmitry Alenitchev (negli anni '90 ex giocatore di Perugia e Roma).
    Dopo l'esonero di quest'ultimo Carrera ha assunto la guida della squadra, che ha portato inaspettatamente alla vittoria di uno scudetto atteso 16 anni.

    Tema:
    Mondiali di Calcio 2018 (50)
    Tags:
    Confederations Cup 2017, Mosca
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