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    Consegne gas liquefatto americano in Polonia pare essere un bluff

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    "La questione energetica europea è un problema dell’Europa, non degli Stati Uniti”.

    Il direttore del compagnia nazionale "PGNiG", Polish Petroleum and Gas Mining, Petr Vosnyak, in una intervista con il portale Energetyka24.com ha dichiarato che quest'anno verrà introdotto il concetto della fornitura di gas naturale liquefatto citando i propri negoziati con gli USA. Washington mira alla cooperazione, ha osservato il presidente della PGNiG, aggiungendo che "abbiamo a che fare non solo con la nuova amminstrazione, ma anche con un nuovo settore". L'obiettivo della compagnia governativa polacca è di concludere dei contratti diretti con gli esportatori americani di gas naturale liquefatto: "Possiamo anche pensare a contratti a medio termine, quando le navi si recheranno regolarmente in Polonia, come nel caso di approvvigionamento dal Qatar".

    L'intervista con il presidente della PGNiG si è svolta lo scorso venerdì 9 giugno. In seguito il servizio all'estero della radio Polacca ha citato la dichiarazione di un commissario per il gabinetto dei ministri della Polonia per le infrastrutture per il gas e l'energia di Piotr Naimski, il quale ha descritto come Varsavia intende "infrangere il monopolio della Russia delle risorse energetiche". Naimski ha detto di aver condotto dei negoziati con Washington sulla possibilità di consegna di gas liquefatto in Polonia dagli Stati Uniti. Questo tipo di consegne hanno rivelanza strategica non solo per la Polonia ma "anche per i suoi vicini, e per la regione dell'Europa centrale e orientale". In questo contesto Varsavia si posiziona a favore della costruzione del gasdotto norvegese-danese-polacco Baltic Pipe e si oppone al progetto russo della costruzione del Nord Stream 2. La Polonia ha già dichiarato di aver già fatto ricorso contro un probabile consenso di Bruxelles per la costruzione di un secondo ramo del Nord Stream, poiché questo "rinforzerebbe la dipendenza dell'Unione Europea dall'esportatore russo e contraddice il principio di concorrenzialità sul mercato del gas".

    Tuttavia Varsavia risucirà a trovare un'argomentazione credibile? In questi giorni il Senato USA ha approvato un progetto di legge per l'imposizione di nuove sanzioni contro l'Iran dove è stato aggiunto un emendamento che prevede la resistenza ai progetti energetici della Russia. In esso viene specificato che Washington "continuerà a contrastare la costruzione del Nord Stream 2, tenendo conto degli effetti negativi sulla sicurezza energetica dell'UE, dello sviluppo del mercato del gas in Europa centrale e orientale, e sulle riforme energetiche  in Ucraina". Come ha dichiarato a RIA Novosti il rappresentante commerciale della Russia in USA Aleksandr Stadnik, "per quanto riguarda le questioni energetiche del progetto di legge, non sembrano solo di origine politica, ma anche di origine economica, come l'uso delle sanzioni per la concorrenza sleale". Dal suo punto di vista le difficoltà create da Washington per le compagnie russe, iraniane, qatariote e di altri paesi creano "le condizioni per una migliore posizione di sbocco nel mercato del gas liquefatto per le compagnie americane", inoltre, gli americani usano "strumenti non di mercato e metodi proibiti".

    È importante per la Polonia, la quale ha contratti con il Qatar, cercare di mettersi d'accordo per delle consegne di petrolio dall'Iran e allo stesso tempo pretendere degli accordi a medio termine con gli Stati Uniti. A quanto pare, non è possibile ottenere tutto e subito, bisognerà scegliere. In tutto questo Varsavia potrebbe ottenere un nuovo fronte in ambito europeo. Ai piani di Washington si sono opposti con determinazione Berlino e Vienna. Il cancelliere austriaco Christian Kern e il Ministro degli esteri tedesco Sigmar Gabriel hanno congiuntamente dichiarato che "il progetto di legge americano descrive apertamente il proprio fine: la vendita del gas liquefatto americano e l'estromissione del gas russo dal mercato europeo. L'obiettivo è di garantire dei posti di lavoro per l'industria degli idrocarburi americana. Minacciare compagnie della Germania, dell'Austria e di altri governi europei con multe sui mercati americani se essi parteciperanno ai progetti energetici russi, come il Nord Stream 2, porterà ad un peggioramento delle relazioni euro-americane

    "La questione energetica europea è un problema dell'Europa, non degli Stati Uniti" si legge nel documento.

    Senza dubbio il progetto approvato dal Senato non è ancora diventato legge. Deve ancora passare per la Camera dei rappresentanti e per la Casa Bianca. Ma la questione è molto seria, e la sua apparizione non tradisce "l'imprevedibilità" del presidente Trump, visto il supporto di maggioranza da parte dei senatori di entrambi i partiti. Dunque sembra che la concezione "l'America prima di tutti" si stia lentamente trasformando in"America e solo l'America", la quale è una posizione consolidata dei politici americani che hanno dichiarato "guerra" all'Unione Europea. Dunque è chiara una tale reazione da parte di Germania e Austria. Da che parte sta la Polonia in questa situazione? Il portale The Mice Times Of Asia osserva come all'arrivo della prima nave con gas liquefatto americano in Polonia sia stato attribuito un carattere politico dalla rappresentante del dipartimento di stato USA Heather Nauert. Tuttavia il grafico delle successive consegne di gas da parte della compagnia USA Cheniere Energy non è stato confermato, il che indica ancora una volta che l'invio della nave con gas liquefatto avesse un puro carattere dimostrativo".

    È possibile rendere omaggio a Washington, la quale ha elevato una operazione di routine ad uno spettacolo geopolitico di prima classe. Tuttavia in questa situazione sarà molto importante per la Polonia, che dipende dalle importazioni di risorse energetiche, separare il fumo dal fuoco e non farsi prendere in giro da un bluff.

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    Tags:
    Unione Europea, Energia, Economia, gas naturale liquefatto, materie prime, Petrolio, gasdotto, gas, forniture di gas, PGNiG, Casa Bianca, Senato, Petr Vosnyak, Alexander Stadnik, Christian Kern, Donald Trump, Sigmar Gabriel, Polonia, Europa, USA
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