17:42 22 Settembre 2020
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Alla Gazprom è stata proposta un alternativa per un nuovo gasdotto in Italia.

Secondo i dati del "Commersant", è stata data una nuova opzione alla Gazprom per la costruzione della seconda linea del gasdotto "Turkish Stream". Il monopolio adesso dipende dal gasdotto Poseidon come opzione base per la consegna del gas attraverso la Grecia e l'Italia, ma secondo i dati del "Commersant", la compagnia italiana Snam ha proposto al posto di Poseidon di ampliare il gasdotto TAP del quale possiede il 20%. Poseidon garantisce alla "Gazprom" consegne in sud Italia, in Grecia e in Bulgaria. Ma per ricevere il gas in Ungheria e Serbia sarà necessaria la costruzione di un nuovo gasdotto attraverso al Bulgaria.

"La Gasprom allo Spief-2017, in presenza del Ministro dell'economia dell'Italia Carlo Calendo e del segretario generale per l'economia del Ministro degli esteri greco, ha firmato con la italiana Edison e la greca DEPA un contratto per la costituzione del gasdotto Poseidon il quale porterà il gas russo dalla Turchia e attraverso la Grecia nelsud Italia. A differenza del primo memorandum firmato a febbraio 2016, questo indica concretamente che la fonte del gas sarà la seconda linea del "Turkish Stream". Le parti si sono impegnate a coordinare i lavori dei gasdotti "in piena conformità con il quadro normativo applicabile".

Nessuna notizia ancora sulla capacità del gasdotto, ma ad aprile il capo del Ministero dell'energia russo Aleksandr Novak ha dichiarato che consisterà di 16mld di metri cubi sulla parte di superficie in Grecia e di 12mld di metricubi per la parte sommersa in Italia. In questa maniera il gasdotto sarà in grado di trasportare il gas dalla seconda linea del "Turkish Stream" e consegnare circa 6mld di metricubi di gas in Grecia e Bulgaria attraverso l'interconnettore IGB, e 10mld di metricubi in sud Italia.

Ma a quanto pare c'è un altra opzione: il 1 giugno il capo della compagnia di trasporto di gas Snam, Marco Alverà ha proposto al dirigente della "Gazprom" Aleksey Miller di ampliare  il gasdotto TAP al posto di utilizzare Poseidon.

Secondo la Snam, questa opzione è due volte meno costosa di Poseidon. Il gasdotto TAP, è la seconda fase del Consorzio Shah Deniz, dalla capacità in Grecia di 10 mld di metri cubi dei quali 8 mld sono destinati al sud Italia. Gli azionisti sono la SOCAR (20%), la BP (20%), la Snam (20%), la Fluxys (19%), la Enagas (16%) e la Axpo (5%); il costo del progetto è stimato a $6,5 miliardi.

La "Gazprom" non ha commentato la situazione. Ma secondo i dati del "Commersant" il monopolio ha fatto capire alla Snam che prenderà in considerazione la proposta come opzione aggiuntiva. Secondo fonti nella compagnia, la direzione della "Gazprom" hanno delle ottime relazioni con la Edison: "i partner hanno per primi proposto il gasdotto Edison, e senza delle buone ragioni non sarebbe giusto rinunciare ad esso". Inoltre le fonti della testata ritengono che Poseidon potrebbe essere costruito più velocemente, mentre per il TAP potrebbero emergere delle controversie con la Commissione Europea, la quale ha sempre guardato a questo progetto delle consegne del gas azerbaigiano come alternativa a quello russo.

Ma  già chiaro che sarà molto difficile costruire Poseidon in tempi ottimali per la "Gazprom" entro il 2019, quando dovrà essere terminata la costruzione della seconda linea del Turkish Stream. A marzo il rappresentante della Edison Elio Ruggeri ha detto che serviranno due anni per la preparazione del progetto e altri tre per la sua costruzione.

Questo significa che nel 2020, quando scadrà il contratto per il transito in Ucraina, la "Gazprom" avrà la possibilità tecnica di inviare gas solo attraverso il "Turkish Stream" in Bulgaria e in Grecia ma non in Italia. In questo caso gli Appennini, a quanto pare, verranno riforniti da nord con il gas del gasdotto del Nord Stream 2, e per la "Gazprom "sarà necessario il percorso ucraino per la fornitura in Ungheria, la Serbia e forse in Slovacchia.

I primi due paesi stanno cercando di evitare un tale sviluppo degli eventi, proponendo di unire i sistemi di Bulgaria, Serbia e Ungheria con un nuovo gasdotto, una copia del progetto annullato del gasdotto South Stream, ma di capacità inferiore: circa 15 miliardi di metri cubi.

Per la "Gazprom" la costruzione di questo gasdotto, insieme al Poseidon risolverebbe i problemi della fornitura dei Balcani, ma per riempirlo di gas, è necessario costruire il terzo ramo del "Turkish Stream". Secondo interlocutori del "Commersant", la"Gazprom" sta ancora valutando le proposte ma non ha ancora preso decisioni.

Secondo Aleksey Grivach del Fondo nazionale per la sicurezza energetica, la volontà di Budapest e Belgrado di ricevere il gas dal "Turkish Stream" è evidente, ma costruire le infrastrutture necessarie non è facile, e difficilmente la costruzione terminerebbe entro il 2020. "Abbiamo promesso all'UE dei negoziati con l'Ucraina per conservare un minimo di consegne gas da inviare a Ungheria e Serbia" ha detto. La fornitura di questi paesi potrà essere organizzata attraverso l'hub austriaco di Baumgarten aumentando la capacità di Nord Stream da 55 miliardi a 60 miliardi di metri cubi all'anno.


Sputnik Italia riceve e pubblica la seguente precisazione da parte di un portavoce di Snam:

"Durante l'incontro con Gazprom non è stata menzionata una espansione di TAP. In quest'ottica è importante ricordare che Snam è azionista di TAP e non ha titolo a effettuare alcuna offerta su questo o su altri temi di possibile interesse e/o cooperazione con terze parti."

 

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Tags:
Turkish Stream, Gas russo, costruzione di gasdotto, Acquisti gas, forniture di gas, Edison, Ministero dell'Energia, Gazprom, Alexey Miller, Alexander Novak, Mar Adriatico, Turchia, Grecia, Italia, Russia
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