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03:09 18 Luglio 2019
Bucarest

La NATO ha un piano sulla "Grande Romania"

© Sputnik . Виталий Савельев
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Dopo l'adesione all'Unione Europea e alla NATO, la Romania è tornata ai suoi piani di grandezza e questa volta contro la sua amica tradizionale, la Serbia. Un detto rumeno dice: la Romania ha solo due amici, la Serbia e il Mar Nero.

I territori serbi non rientravano nel mirino della Grande Romania dai tempi del fascismo. I tempi cambiano e i piani della Grande Romania, da quando il paese è diventato membro dell'UE e della NATO, ora toccano la Serbia. Si continua ad insistere sui valacchi e sulla popolazione di lingua rumena, per violare i rapporti con gli altri popoli nei Balcani contro la volontà della maggior parte valacchi.

I valacchi sono abitanti di lingua rumena della penisola balcanica dal medioevo, dall'inizio del XX secolo, i cechi e i polacchi li chiamavano italiani. Nelle lingue antico tedesche venivano chiamate così generalmente le popolazioni celtiche e romanizzate, l'etimologia è legata a quella degli celti. I valacchi rappresentavano la popolazione del principato di Valacchia, dei secoli XIV-XIX, sono entrati nella composizione integrale del principato di Moldavia e Valacchia nel 1859. Nonostante la politica di romanizzazione di Bucarest, finora si definiscono abitanti di lingua rumena della Serbia, Bulgaria, Macedonia e altri stati balcanici, come testimoniano i dati del censimento della popolazione in questi paesi. Gli arumeni, ovvero romeni, macedoni,rom, valacchi, sono il popolo, che vive nella parte meridionale dei Balcani, nel nord della Grecia, Albania, Macedonia e Romania orientale.

 La Chiesa Ortodossa romena è diventata uno strumento dei piani della Grande Romania. La sua attività nei Balcani non è canonica. A Gerico ha violato il territorio della chiesa ortodossa russa in Moldavia  e ha montato in parallelo una struttura della chiesa, che ha condotto una diatriba con la Chiesa ortodossa bulgara. Considerando tutti gli abitanti valacchi dei Balcani, la chiesa ortodossa Rumena ha operato sul territorio dell'Albania.

L'attività illegale dei preti rumeni riguarda anche il territorio della Chiesa Ortodossa Serba, che sottolinea, che se la chiesa Romena non smette di compiere queste attività, la Chiesa Ortodossa Serba sarà costretta a recidere tutti i legami con il patriarcato rumeno. 

Alla luce dell'allargamento della NATO e dell'UE a Est, i nuovi membri, tra cui la Romania, ritengono che sia giunto il momento di eliminare tutti i vicini di casa, che non rientrano in queste organizzazioni, ritiene il giornalista ortodosso Vladimir Dimitrijevic.

 "La chiesa ortodossa romena ha violato le nostre relazioni fraterne, in ogni caso ci saranno conseguenze. La chiesa ortodossa serba sperava nella fine di queste diatribe, ma ora, questo problema è diventato di nuovo di attualità, per la chiesa serba è doveroso reagire.

Molto probabilmente, entrando nella UE e nella NATO, la Romania ha deciso che ora ha nuovi amici, ma non è corretto comportarsi così con i suoi tradizionali partner e alleati, dice l'analista di Dragomir Anzhelkovic.

"Vittima di questa nuova posizione della Romania è diventata la Serbia. La Romania ha iniziato a porre a Belgrado la "questione della Valacchia" come condizione di integrazione europea, che è del tutto inventata". Tutto ciò che sta facendo la Romania, ha aggiunto, non conduce da nessuna parte, soprattutto nel rapporto tra i popoli, che prima non avevano alcun problema.

 "Alcune forze che vogliono destabilizzare i Balcani, usano la Romania come un fattore di pressione su Belgrado. Perché rovinare i rapporti con la Serbia non è nell'interesse della Romania, è una scusa per chi vuole guidare al bivio le relazioni tra i due paesi". La chiesa ortodossa romena ha smesso di rispettare le vecchie regole di delimitazione territoriale delle attività delle chiese ortodosse, dice l'analista. Minando la posizione della Serbia, vecchia e fidata amica, mette a rischio il suo futuro" conclude l'analista.

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Chiesa Ortodossa, Romania
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