01:04 28 Novembre 2020
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La russofobia dei media americani non è legata alla volontà di mettere in cattiva luce la Russia, ma piuttosto il presidente Donald Trump, ritiene il colonnista del Washington times L. Todd Wood.

Dal suo punto di vista i media USA in questa maniera aiutano i democratici a promuovere i loro interessi e a bloccare l'iniziativa presidenziale.

"I democratici stanno usando queste relazioni di Donald Trump con la Russia, prima e dopo le elezioni, come ottuso strumento per colpire il presidente USA legalmente eletto e per non permettergli di condurre la propria politica. E i media corrotti aiutano in questo", afferma l'autore, sottolineando che in realtà il Partito Democratico "non ha mai avuto e mai avrà problemi col Cremlino".

"L'attuale isteria antirussa" ha un analogo storico, aggiunge Wood. Secondo lui alla fine degli anni '90 il presidente russo Boris Eltsin temeva più di tutto che, se avesse perso il potere, sarebbe stato perseguito penalmente.

"Vediamo adesso lo stesso scenario per Obama e la Clinton" scrive il colonnista. Proprio per questo i democratici sono fortemente contrariati dal recente licenziamento del capo dell'FBI James Comey da parte di Trump, il quale "difendeva ed era a conoscenza dei loro spaventosi segreti".

Dal punto di vista di Wood, la Russia e gli USA non potranno mai coesistere senza il rispetto reciproco.

"Io non credo che la Russia sia una minaccia per l'esistenza degli Stati Uniti. I russi non tagliano la testa agli americani o ai propri alleati. La Russia storicamente è una grande potenza e bisogna relazionarsi con essa con il dovuto rispetto" sottolinea l'autore.

Molti politici e giornalisti americani negli ultimi tempi spesso ricorrono ad una retorica antirussa. Ad esempio il Time da poco ha pubblicato una copertina nella quale la Casa Bianca si fonde con la Chiesa di San Basilio. Con questo il giornalista irlandese Bryan McDonald nella sua rubrica per RT ha sottolineato che il Time aveva in mente il Cremlino nella pubblicazione, e non la cattedrale ortodossa. Ha ammesso, di non aver mai visto un errore più ridicolo.

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Tags:
Media, Russofobia, Media, russofobia, Guerra mediatica, FBI, Hillary Clinton, Barack Obama, James Comey, Donald Trump, USA, Russia
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