08:29 28 Maggio 2017
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    Diritto di autodifesa in Russia potrebbe essere esteso

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    Un nuovo progetto di legge propone di rafforzare il codice penale con il principio assoluto "La mia casa è la mia fortezza". Tale norma renderebbe l’uccisione di ospiti indesiderati e aggressivi in casa propria reato non perseguibile.

    Il senatore Anton Belyakov ha proposto l'iniziativa introducendo il progetto alla Duma per il codice penale. Si propone di riformulare l'articolo 37 del codice penale sulla "legittima difesa". Coloro che rientrerebbero sotto questo articolo non verrebbero condannati, ma lasciati in libertà e senza essere processati.

    Secondo il progetto, non dovrebbe essere un reato chi ferisce o uccide chi illegalmente si introduce in casa o in un appezzamento privato.

    L'idea è discussa da tempo e solleva molte polemiche. I sostenitori ritengono che bisogni dare al cittadino carta bianca nella difesa della propria abitazione. Secondo gli esperti la criminalità di oggi è cambiata. In passato i ladri fondamentalmente evitatavano la violenza e quando per caso incontravano i padroni di casa, semplicemente fuggivano.

    Oggi il criminale non ha paura di impugnare il coltello. Inoltre ci sono molte bande criminali che non temono nulla, per le quali è più facile uccidere o ferire i proprietari piuttosto che aspettare il momeno in cui la casa è vuota. Dunque i criminali irrompono quando gli fa comodo.

    In un anno per il superamento dei limiti di autodifesa sono state condannate 854 persone, di cui 286 hanno ucciso gli attaccanti.

    Ma colui che decide di reagire rischia due volte: la prima volta nello scontro con i criminali, la seconda al processo con i giudici. Così accade che un eroe, che ha protetto la propria casa e la propria famiglia, può essere citato in giudizio per superamento dei limiti di autodifesa.

    Commentando la sua iniziativa, il senatore ha ricordato la storia del pensionato Alexander Tarasov, abitante dell'isola di Sakhalin che è stato condannato alla reclusione per l'omicidio di un ladro. Una notte nella casa del settantenne pensionato si è introdotto un criminale di 26 anni. Il ventiseienne, ubriaco e con precedenti, sapendo che Tarasov aveva da poco ricevuto la pensione voleva derubarlo. Presumibilmente, il giovane ne aveva bisogno. L'ospite indesiderato ha aggredito l'anziano picchiandolo con un bastone e il pensionato ha afferrato un coltello e lo ha ucciso con una coltellata al cuore.

    Il tribunale di primo grado ha deciso che il pensionato avrebbe dovuto subire e che, a quanto pare, valeva la pena dargli i soldi e sperare che il colpevole fosse trovato e il denaro restituito. Sembrava quasi che fosse il pensionato ad essere il criminale. La corte ha condannato Tarasov a quattro anni e mezzo in carcere. Il pensionato è stato arrestato e mandato in un centro di detenzione. È vero che la seconda corte ha annullato la sentenza a carico dell'uomo ma è accaduto solo dopo che il caso di Tarasov ha sollevato grande risonanza.

    Come dovrebbe agire un uomo se a sua difesa non si pone la società?

    Le opinioni dei giudici sull'estensione del diritto di legittima difesa divergono. Gli oppositori ritengono che le nostre leggi  oggi non garantiscono il diritto alla difesa. Se si introdurrà la presunzione di innocenza del proprietario che ha ucciso l'ospite, sotto la legge di legittima difesa, verranno coperti tutti gli omicidi domestici.

    Tali argomentazioni sono contenute in una risposta del governo russo. Esperti governativi ritengono che l'articolo 37 del codice penale consente di risolvere i problemi in modo abbastanza efficace per garantire la protezione della persona e dei diritti del difensore o di altre persone, tra cui la violazione del domicilio e gli attacchi contro le proprietà.

    Per le stesse ragioni la Corte Suprema della Russia non ha sostenuto l'iniziativa. Gli esperti governativi hanno anche ricordato che nel 2012 il plenum della Corte Suprema della Russia ha dato chiarimenti importanti sui casi di autodifesa. La regola principale è che la vita può essere protetta con tutti i mezzi.

    Ma i tribunali devono ogni volta indagare e valutare attentamente la situazione. La persona è capace di valutare realmente il pericolo? L'ansia, la paura, la confusione al momento dell'attacco inoltre può diventare una scusa per chi si è difeso, in teoria. In realtà, ogni volta molto dipende dal punto di vista di un particolare investigatore o giudice. In pratica, come spiegano gli esperti, ci sono spesso problemi e casi risonanti. Secondo i dati del dipartimento giudiziario della Corte Suprema della Russia, l'anno scorso per il superamento dei limiti di autodifesa sono state condannate 854 persone. Di esse 286 persone per l'omicidio degli aggressori. Sono finiti in prigione per aver esagerato difendere se stesse 135 persone. Di queste, 52 sono state condannate per aver ucciso gli aggressori mentre gli altri hanno causato un danno alla salute degli aggressori. In altre parole, ogni sei accusati di superamento dei limiti di autodifesa uno si ritrova dietro le sbarre. Gli altri ricevono punizione umane: sospensione condizionale della pena, limitazione della libertà, ecc.

    Uno stato di paura o di confusione al momento dell'attacco può diventare una scusa per colui dal quale la persona si sta difendendo.
    "Al momento la legge è formulata in questa maniera: gli atti commessi dalla vittima per difendersi e il danno causato da essa non può essere superiore al danno causato dalla violazione penale dell'aggressore" ha spiegato l'avvocato Oksana Grikevich. "Questa difesa non deve essere più "dannosa" rispetto al reato stesso. Altre azioni difensive sono considerate crimini".

    Ma la pratica in questi casi varia molto e il disegno di legge prevede quella giusta. L'idea è stata sostenuta anche dall'esperto legale del centro "Duma Sociale" Pavel Ivchenkov.

    "Il legislatore cerca di trovare un equilibrio, ma pone in tal modo i cittadini rispettabili sullo stesso piano dei criminali, che hanno attentato alla proprietà privata, alla salute e persino alla vita della vittima ha detto. Pertanto, le modifiche proposte per consentire ai cittadini di difendere autonomamente le loro proprietà e i loro cari da aggressioni entro i confini della proprietà privata è estremamente importante e servirà da deterrente per i prossimi crimini".

    Non è la prima volta che nasce la discussione sull'autodifesa. E chiaramente non è l'ultima. Un altro problema è che non esiste una chiara spiegazione di cosa significhi l'eccesso di autodifesa. Il concetto non è chiaramente precisato nella legislazione. Pertanto, tutto dipende dalle circostanze specifiche del caso e da come è valutato dagli investigatori e dai giudici.

    Punti di vista

    Anatoly Kucheren, presidente del Consiglio pubblico sotto il Ministero dell'interno russo e dottore in legge:

    "Il tema è molto complesso e deve essere discusso con attenzione. Prima di tutto vorrei ricordare che l'articolo 37 del codice penale prevede che non è reato "causare danni ad un aggressore per autodifesa, cioè la tutela i diritti della persona o di terzi, è giuridicamente protetta dalla società o dallo stato dall'aggressore, se questo possa essere considerato pericoloso per la vita della persona o di terzi, o che possa essere considerato una minaccia immediata". In questo caso, è specificatamente dichiarato che il superamento dei limiti della difesa quando la persona, a causa di attacco improvviso, non può oggettivamente valutare la portata e la natura del pericolo. Per esempio se un ladro, penetrato in casa di qualcuno, punta una pistola a gas contro il padrone di casa, la vittima ha il diritto di rispondere con la stessa intensità in quanto ha tutte le ragioni per credere che il criminale impugni una vera pistola, e, di conseguenza, che la sua vita sia in pericolo.

    Ora si vuole estendere il diritto di autodifesa. Qui è necessario prima di tutto pensare a come prevenire l'arbitrarietà, la violenza, i regolamenti di conti e le vendette. Con questo certi individui potrebbero far finire tutto sotto la legge dell'autodifesa. Credo che tale proposta non verrà adottata. Immaginiamo una situazione in cui durante una festa un'azzuffata tra ubriachi si concluda tragicamente nella morte dell'ospite. Il padrone di casa presenterebbe le proprie azioni come una difesa necessaria. Non solo, si potrebbe immaginare una situazione nella quale, un assassino, uccidendo qualcuno, trasporti il corpo della vittima a casa propria per dimostrare che esso abbia provato ad entrare in casa sua; o il caso in cui nel giardino o nell'appezzamento sono entrati dei ragazzi a mangiare delle mele: sarebbe questo abbastanza per dare il diritto ai proprietari di uccidere sulla propria proprietà privata? Ammetto che oggi l'articolo 37 del codice penale non sempre si applica correttamente e di conseguenza persone che operano nei limiti della legittima difesa a volte vengono condannate per il suo superamento. Ma è una questione pratica della legge e della qualità delle indagini. È necessario dedicare per ogni specifico caso la necessaria attenzione per capire cosa sia accaduto.

    Ma lo stesso articolo 37 della legge della Russia dal mio punto di vista non ha bisogno di cambiamenti. Fornisce sufficienti possibilità alla vittima per proteggere se stessi, la propria famiglia e la propria proprietà, e allo stesso tempo non può essere usato come "assoluzione" per l'uccisione di qualsiasi essere umano che invade la proprietà privata, non importa se armato o se rappresenti una vera e propria minaccia alla vita di qualcun altro. Ripeto, bisogna fare molto attenzione nell'applicazione di questa legge, in particolare dell'attenzione dei deputati, che prenderanno in esame questo disegno di legge.

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