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    Estrazione petrolio

    L'olio di scisto sarà prodotto in Russia, tenendo conto delle condizioni dell'Artico

    © REUTERS/ Sergei Karpukhin/File Photo
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    La tecnologia russa per la produzione di olio di scisto è stata creata tenendo conto di tutte le normative ambientali e gli effetti della produzione di petrolio sul permafrost in Siberia occidentale e sul fondo dell'Oceano Artico.

    Lo ha detto Timur Tavberidze, direttore del centro di Ingegneria MIPT.

    "Certamente, le nostre tecnologie sono state create tenendo conto delle condizioni naturali dell'Artico, se non lo avessimo fatto ci sarebbero state sanzioni per la violazione delle norme ambientali, questo avrebbe reso a produzione di petrolio inefficace. Bisogna capire cosa succede quando il liquido attraversa strati caldi e freddi delle rocce sul fondo del mare, ora stiamo lavorando per la creazione di algoritmi, che permettono di calcolarlo" ha detto lo scienziato.

    Queste tecnologie, come ha spiegato lo scienziato, sono create per lo sviluppo delle rocce di scisto, giganteschi giacimenti formatisi sul fondo del mare nella Siberia occidentale alla fine del periodo giurassico. Secondo gli esperti di Gazprom neft, sponsor dello sviluppo di queste tecniche per l'estrazione del petrolio, queste rocce contengono circa 18-60 miliardi di tonnellate di petrolio. 

    In tutti i giacimenti, già scoperti in epoca sovietica nel 1960, l'estrazione è difficile a causa del giacimento di Bazhenov, perché ci sono strati sottili e quasi impenetrabili di rocce di scisto, che non consentono di pompare con i metodi tradizionali di produzione. La Gazprom, il MIPT e una serie di altri centri di ricerca e aziende petrolifere hanno creato due anni fa un consorzio  tecnologico per lo studio di metodologie di estrazione. Geologi e ingegneri  russi creano con le migliori controparti occidentali le tecnologie di fratturazione adatte per lavorare nell'Artico, per estrarre idrocarburi da scisto con il minimo dispendio di risorse.

    Per valutare le conseguenze ambientali di perforazione e produzione del petrolio, è necessario prima capire quale tecnologia verrà utilizzata: la fratturazione, quella termica o termo-chimica. Una volta funzionanti, si dovrà procedere con esperimenti di laboratorio e solo allora si potrà procedere con una valutazione su clima ed ecologia, ha spiegato lo scienziato. Come ha aggiunto Kiril Stringev, direttore esecutivo del progetto Bazhenov e capo della Gazprom Neft, sulle tecnologie di produzione non convenzionali, lo sviluppo di queste tecnologie e il loro controllo al giacimento Poljanovskij a Khanty-Mansiysk verranno completate entro il 2021.

    Secondo quanto ha riferito, entro il 2025, la Gazprom ha intenzione di innalzare l'annuale livello di produzione di 2,5 milioni di tonnellate di idrocarburi con le tecnologie sviluppate da studiosi nazionali del MIPT,  Skolteche, RSU e l'università statale di Mosca. Il livello di produzione per quella data raggiungerà i 10 milioni di tonnellate.

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    Petrolio, Caso petrolio, Artico
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