14:42 24 Gennaio 2020
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L’Ucraina non interessa all’Europa come esportatore, ma sarebbe utile come mercato di sbocco per i prodotti europei. Lo ha dichiarato il direttore dell’Istituto dei problemi regionali Dmitry Zhuravlev.

In precedenza il Ministero dell'agricoltura ucraino ha dichiarato che i produttori locali hanno già raggiunto le quote di export in UE. Si tratta di miele, zucchero, cereali e farina, pomodori lavorati, succhi di frutta, mais, pollame e burro.

Le quote annuali gratuite sono state già raggiunte in quattro mesi dall'inizio dell'anno perché è consentito introdurre nei paesi dell'UE fino a 12 mila tonnellate di carne di manzo, 8 mila tonnellate di latte, yogurt e prodotti caseari, 1500 tonnellate di burro e 3000 tonnellate di uova all'anno. Non c'è da stupirsi che la quota dell'UE per il miele è stata raggiunta dall'Ucraina già a metà gennaio.

Bruxelles ha bisogno di acquirenti e non di partner commerciali.

In Europa, c'è una sovrabbondanza di produzione alimentare, dice Dmitry Zhuravlev.

"La lotta per le quote agricole è una delle battaglie più critiche nell'UE, quindi il fatto che all'Ucraina siano state assegnate tali quote è stata una importante mossa politica. Non c'è nessun motivo economico, ma così Bruxelles ha sostenuto gli avversari geopolitici della Russia. È stato un passo molto importante, perché nonostante il fatto che le merci ucraine siano a buon mercato, e devo ammettere anche di qualità, garantire queste quote all'Ucraina significa che l'Ue si è privata di qualcosa" ha detto l'esperto di "Economia oggi".

Tuttavia, l'Europa in un primo momento e era davvero pronta a muoversi verso l'Ucraina nella sfera economica, nella speranza che l'Ucraina avrebbe iniziato a consumare i prodotti provenienti dall'Unione Europea. L'Ucraina non ha bisogno dell'Europa come fornitore di olio (è solo Arsenij Yatsenyuk che a suo tempo ha detto che il paese sarebbe divenuto un monopolista in questo mercato), così come di acquirenti.

"Ma l'Europa non immagina il livello di degrado del mercato dei consumatori dell'Ucraina. Infatti oggi l'interesse economico dell'UE per l'Ucraina è basso e Bruxelles ripeto, non ha bisogno di partner ma di acquirenti" ha aggiunto Dmitry Zhuravlev.

Ci sono due "ma".

Senza dubbio, ha osservato l'esperto, per rilanciare l'economia sarebbe stata una buona mossa la privatizzazione dei terreni, proposta su cui insistono l'FMI e l'Europa in generale. In Europa c'è un eccesso di offerta non solo di produzione alimentare, ma anche di capitale, e i soldi hanno bisogno di essere investiti. In questo senso, la terra ucraina sarebbe stata un buon investimento.

"Ma ci sono due "ma": la stabilità del regime politico (perché è possibile investire quando le regole del gioco non cambiano) e la sicurezza di queste terre, affinché gli ucraini non le rivogliano indietro" ha detto Zhuravlev.

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Tags:
Unione Europea, mercato, Economia, esportazione, quote, quote, Esportazioni, Ucraina
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