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    Donetsk after shelling

    Il Donbass potrebbe diventare più pericoloso di Chernobyl

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    Il Donbass è sempre stata una delle regioni più industriali della Russia zarista, dell’Unione Sovietica e dell’Ucraina indipendente. La densità delle attività di estrazione, di produzione e delle infrastrutture è una delle più alte al mondo.

    Di conseguenza i danni portati dalla guerra, e i costi necessari per riportare tutto alla normalità aumentano sempre di più scrive "Gazeta.Ru".

    In una prospettiva a medio termine il Donbass potrebbe diventare una zona di disastro antropico. Sarebbe a dire 15 000 chilometri quadrati di paludi salmastre, caratterizzate da condotti, strade e ferrovie distrutte, senza la possibilità di poter effettuare manutenzione, e una quasi totale assenza di fonti di acqua potabile. E questo potrebbe essere non solo limitato al territorio delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, ma il rischio si estenderebbe alle regioni meridionali della Russia: in particolare Rostov sul Don e per il territorio ucraino affacciato sul mar d'Azov.

    Il motivo principale è la cessazione incontrollata delle attività delle miniere di carbone. Negli ultimi anni il pompaggio delle acque minerarie in Donbass è fortemente diminuito, il che ha portato ad un aumento degli allagamenti e delle inondazioni delle risorse idriche della regione. Le acque minerarie sono altamente saline, e hanno già inquinato la maggior parte delle fonti di acqua potabile nella regione, giungendo fino al fiume Donec. I valori di mineralizzazione dell'acqua del fiume al confine con Rostov e sono otto volte più alti rispetto a quelli registrati nelle acque del fiume all'altezza dell'inizio della zona del conflitto. La guerra ha accelerato bruscamente questo processo catastrofico, il che vede d'accordo gli scienziati di Kiev, Donetsk e Mosca. Si tratta di una modifica della struttura geologica della regione, sulla quale l'uomo non può più agire. Un ruolo particolare nell'accelerazione di questo scenario catastrofico è svolto dal blocco della regione Ucraina, che può portare a una rapida chiusura di miniere private le quali non sono più competitive sul mercato.

    Evgeny Yakovlev, direttore scientifico principale dell'Istituto di telecomunicazioni e dell'inforamazione globale NAN dell'Ucraina, ha condotto un gruppo di ricerca comprendente esperti delle repubbliche popolari nelle zone del conflitto per analizzare la situazione delle acque di drenaggio delle miniere. La fondazione svizzera "Dialogo Umanitario" sta conducendo degli studi di coordinamento della situazione ecologica nella zona del conflitto in Donbass sotto la guida dell'ex Segretario generale della NATO Javier Solana.

    In Donbass dall'inizio del XIX secolo in 600 miniere sono stati scavati circa 1000 pozzi minerari. Prima dell'inizio del conflitto erano in funzione circa 250 miniere. Adesso il carbone viene estratto da 130 miniere: due terzi di esse sono situate nel territorio non controllato dall'Ucraina. Esiste inoltre una quantità incalcolabile di miniere illegali. Il capo del Sindacato Indipendente dei Minatori di Ucraina Nikolay Volynts ha detto che prima della guerra le miniere illegali erano 6.000, mentre Evgeny Yakovlev ritiene che siano 2000, e questa approssimazione riflette il problema.

    Il pompaggio delle acque di drenaggio delle miniere è parte integrante dell'estrazione del carbone. L'acqua delle miniere viene pompata in superficie, dove viene filtrata e scaricata nel fiume. Se queste acque non vengono pompate, i tunnel delle miniere si allagano e una volta pieni cedono provocando una fuoriscita violenta di acqua verso la superficie. Tali "esplosioni" sono accompagnate da dei "terremoti".

    Come racconta l'ingegnere presso la miniera Gorky all`epoca di URSS, Galina Filipskaya, la miniera si era sviluppata lungo delle vene di carbone sotto tre quartieri centrali di Donetsk, e furono lasciate delle colonne di carbone solo sotto gli edifici storici: il cinema Shevchenko, la libreria Krupskaja e uno dei teatri. La squadra dell'ingegnere si occupava del monitoraggio dei punti di controllo a Donetsk, studiando la possibilità di un eventuale cedimento del terreno nelle zone ad intenso sviluppo residenziale. Così, all'inizio degli anni '80 del secolo scorso in una notte un condominio di cinque piani scomparve sotto terra.

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    Guerra, guerra civile, crisi ucraina, Ucraina, Donbass
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