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09:51 22 Agosto 2019
Rappresentante permanente USA all'ONU Nikki Haley

I cento giorni di Trump: merito suo "l'isolamento della Russia alle Nazioni Unite"

© REUTERS / Stephanie Keith
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La Casa Bianca ha riassunto i primi cento giorni dell'amministrazione di Donald Trump. In particolare, uno dei meriti del presidente in politica estera è "l'isolamento della Russia alle Nazioni Unite".

"Ancora di più ha isolato la Siria e la Russia alle Nazioni Unite il successo diplomatico con il presidente Xi Jinping" ha detto la portavoce della Casa Bianca. L'amministrazione non ha specificato esattamente che cosa aveva in mente, parlando di "isolamento alle Nazioni Unite". A quanto pare, si tratta del voto del Consiglio di Sicurezza sulla Siria per la risoluzione del 12 marzo, quando Gran Bretagna, Francia e USA hanno scritto una bozza di documento che condannava l'azione delle autorità siriane. 

Come previsto, la risoluzione è stata bloccata dalla Russia, che ha esercitato il suo diritto di veto. La Cina si è astenuta dal voto e a Washington è stato interpretato come un successo. "Il fatto che la Cina si sia astenuta è un importante successo per il presidente… Questo dimostra che la Russia è isolata su questo particolare argomento, questo è importante", ha detto dopo la riunione del Consiglio di sicurezza il portavoce della casa Bianca Sean Spicer.

A sua volta, Pechino ha spiegato la sua posizione, proponendo di apportare modifiche alla risoluzione.

Invito alla pressione

Della necessità di fare pressione alla Russia ha parlato la rappresentante permanente USA alle Nazioni Unite Nikki Haley. secondo la quale, questo permetterà di risolvere il conflitto in Siria.

"Molti di voi hanno detto che dobbiamo fare pressione sul regime siriano, ma non è così. Abbiamo bisogno di esercitare pressioni sulla Russia, perché la Russia continua a coprire il regime siriano" ha dichiarato Haley, alla riunione del Consiglio di Sicurezza.  Ha di nuovo accusato Mosca di proteggere quello che secondo lei è il leader di un paese che usa le armi chimiche contro il suo popolo. A suo parere, Bashar al Assad gode dell'alta protezione della Russia. "Ora tutta l'attenzione e la pressione deve essere rivolta verso la Russia, perché può mettere fine a tutto questo, se vuole" ha detto. "Ho intenzione di continuare a fare pressione sul Consiglio di Sicurezza, per agire anche se la Russia porrà il veto" ha aggiunto la Haley.

Il facente funzioni dell'ambasciatore russo presso l'ONU, Peter Ilic, in risposta, ha detto che il modo migliore per migliorare la situazione umanitaria in Siria è il rispetto del cessate il fuoco, su cui stanno lavorando Russia, Turchia e Iran."Né da voi, né da colleghi occidentali non abbiamo sentito una sola parola di quello che si sta facendo, per alleviare la situazione, come si influisce sull'opposizione "moderata", ha detto il diplomatico russo, rivolgendosi alla collega americana.

In precedenza il ministro degli esteri Sergei Lavrov ha detto che Mosca contrasterà il tentativo di abbandonare una soluzione politica in Siria e pretendere un cambio di potere nel paese, sottolineando che non vede alternative all'esecuzione della risoluzione 2254. Il consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 2254 nel mese di dicembre 2015, dove c'è una road map per risolvere la situazione in Siria. Il documento prevede lo sviluppo di una nuova costituzione e svolgimento delle elezioni presidenziali.

La reazione di Mosca

Gli appelli della Hayley per esercitare pressione su Mosca sono stati commentati dai politici russi. Così, il primo vice presidente del comitato del Consiglio della Federazione per la difesa e la sicurezza Franz Klinzevich ha definito l'idea controproducente.

"A quanto pare, la rappresentante permanente USA Nikki Haley andava male a scuola. Vorrei ricordarle la terza legge di Newton: per ogni azione c'è sempre una reazione uguale e contraria". Il senatore ritiene che la rappresentante americana "fosse fuori dalla realtà, perché non è riuscita a capire che la pressione sulla Russia è controproducente". "Torni alla terra, signora Haley. Attraversare lo specchio non è da politici responsabili" ha aggiunto il politico.

Il suo collega, il capo del comitato internazionale Konstantin Kosachev, a sua volta, ha accusato gli USA del conflitto siriano."La dichiarazione della Hayley conferma, purtroppo, sia l'inadeguatezza della percezione americana della diplomazia sia la pratica costante di puro cinismo verso la Siria, tutti sono in disaccordo con i tentativi degli USA di determinare il destino dei paesi e dei popoli in Medio Oriente, notoriamente considerati come una minaccia per la pace e la sicurezza" ha detto Kosachev.

"Ora vogliono addossare la colpa agli altri. Anche senza capacità" ha aggiunto il senatore. Ancora più drammaticamente si è espresso il senatore Alexei Pushkov, che ha chiamato Haley "un'esaltata speciale".

"A giudicare da Power e Hayley, la carica di ambasciatore americano alle Nazioni Unite non viene affidata ai diplomatici, ma a personaggi esaltati senza esperienza nel campo della politica estera" ha scritto nel suo microblog su Twitter.

Nikki Haley è diventata rappresentante permanente USA alle Nazioni Unite il 25 gennaio. Il Senato ha approvato l'ex-governatrice della Carolina del Sud quasi all'unanimità: 96 voti contro quattro. Ha preso il posto di Samantha Power, dell'amministrazione di Barack Obama. La Power viene ricordata per la sua rigida posizione anti-russa, per cui una volta entrò in aperta polemica con Vitaly Churkin. 

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Risoluzione, ONU, Nikki Haley
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